Il Tempio Vaal continua a essere uno dei sistemi più discussi di Path of Exile 2. La meccanica, già al centro di strategie di farming particolarmente redditizie durante la lega Fate of the Vaal, è tornata a far parlare di sé dopo le parole di Mark Roberts, lead designer e co-game director del gioco. Roberts ha raccontato con una certa ironia, ma anche con evidente frustrazione, quanto il cosiddetto Temple farming abbia complicato il lavoro di bilanciamento di Grinding Gear Games.
Durante un’intervista con lo streamer e creator Zizaran, Roberts ha spiegato che il Tempio gli ha “rovinato il Natale”, riferendosi al periodo festivo del 2025, quando il team ha dovuto intervenire sugli exploit emersi nella community. L’obiettivo era evitare che la strategia compromettesse l’economia interna del gioco, generando ricompense troppo elevate rispetto alle intenzioni degli sviluppatori.
Perché il Temple farming è diventato un problema
Il punto centrale riguarda una strategia nota come temple snaking. I giocatori avevano trovato un modo per costruire catene di stanze del Tempio piene di ricompense di alto valore, proteggendole dagli effetti di cancellazione casuale che avrebbero dovuto limitarne la ripetibilità. In pratica, una meccanica pensata per creare rischio, scelta e varietà si era trasformata in una macchina da farming estremamente efficiente.
Per un action RPG basato su loot, progressione e commercio tra giocatori, questo tipo di squilibrio può diventare molto delicato. Se una sola attività produce ricompense molto superiori alle altre, la community tende a convergere su quella strategia, anche quando non la trova particolarmente divertente. Roberts ha toccato proprio questo punto: quando qualcosa è troppo vantaggioso economicamente, molti giocatori finiscono per sentirsi quasi obbligati a farlo.
Il problema non è quindi soltanto tecnico, ma anche di design. Path of Exile 2 vive di sistemi complessi e interconnessi; quando uno di questi diventa dominante, rischia di soffocare tutte le alternative.
Il momento surreale durante l’intervista con Zizaran
La parte più curiosa è arrivata proprio mentre Roberts parlava del suo fastidio per il Tempio. Durante la diretta, Zizaran ha segnalato che i giocatori sembravano aver trovato un nuovo modo per “rompere” ancora una volta quella meccanica. Roberts e Jonathan Rogers, anche lui game director di Path of Exile 2, hanno inizialmente ridimensionato la situazione, spiegando che il problema non sembrava paragonabile agli eccessi della lega precedente. Poco dopo, però, è arrivata una conferma interna da Grinding Gear Games: esisteva davvero una questione di priorità alta legata al Tempio, da discutere subito dopo l’intervista.
La reazione dei due sviluppatori è stata una risata quasi rassegnata. Roberts ha poi ammesso di provare una certa soddisfazione all’idea di colpire duramente il Tempio con nuovi nerf, anche nel mezzo della lega. Ha però chiarito subito il tono delle sue parole: non vuole rendere il contenuto inutile o sgradevole, ma l’esperienza lo ha segnato abbastanza da fargli perdere molta pazienza con quella specifica strategia.
I nerf e il controllo dell’economia
Grinding Gear Games è già intervenuta con hotfix mirati. Tra le modifiche recenti figurano la rimozione di alcuni strumenti capaci di impedire la destabilizzazione delle stanze del Tempio e la riduzione dei bonus legati all’albero passivo di Fate of the Vaal. Si tratta di interventi pensati per limitare le strategie più estreme senza cancellare del tutto il valore del contenuto.
Roberts ha anche spiegato che il caso del Tempio ha spinto il team a dotarsi di strumenti di monitoraggio più accurati sull’economia del gioco. Ora gli sviluppatori possono controllare meglio quanti oggetti cadono in determinate istanze e individuare più rapidamente eventuali anomalie. È una conseguenza importante: un exploit molto discusso ha finito per migliorare gli strumenti interni di bilanciamento.
Una community divisa, ma stanca del problema
La community di Path of Exile 2 è abituata a cercare combinazioni estreme, strategie ottimizzate e metodi per spremere ogni sistema fino al limite. Fa parte dell’identità della serie. Tuttavia, il Temple farming sembra aver superato una soglia particolare, perché non si tratta solo di trovare una build potente o un percorso efficiente: il rischio è che un’intera lega venga percepita come dipendente da una sola attività.
Per questo, anche chi di solito guarda con sospetto ai nerf a metà stagione sembra capire la frustrazione del team. In un gioco come Path of Exile 2, il bilanciamento non serve a punire i giocatori più esperti, ma a impedire che una singola scorciatoia economica diventi l’unico modo razionale di giocare.
Il Tempio Vaal resta quindi un contenuto affascinante, ma anche pericoloso da gestire. Roberts lo ha raccontato con toni scherzosi, eppure il messaggio è chiaro: Grinding Gear Games non vuole rivivere un’altra stagione dominata dallo stesso exploit. E se il Tempio tornerà ancora una volta in cima alla lista dei problemi, il martello dei nerf potrebbe calare molto in fretta.







