Katie Cassidy cambia registro, ma non abbandona del tutto l’idea di interpretare una donna pronta a combattere. Dopo essere stata per anni Black Canary nell’Arrowverse, l’attrice torna al centro della scena con Speed Demon, horror soprannaturale diretto da Jon Keeyes e scritto da Domenico Salvaggio. Il film è uscito il 31 maggio 2026 in alcune sale statunitensi, on demand e in digitale.
Per molti fan DC, Cassidy resta legata a Laurel Lance, eroina capace di mettere al tappeto i criminali con il suo urlo sonico. In Speed Demon, però, il suo potere è di tutt’altra natura: non si tratta più di affrontare villain mascherati, ma una possessione demoniaca in uno spazio chiuso, instabile e lanciato a tutta velocità.
Una suora senza fede contro Asmodeus
In Speed Demon, Katie Cassidy interpreta Sister Lu, una suora in crisi spirituale, segnata da dipendenze, alcolismo e ferite interiori ancora aperte. Accanto a lei c’è Padre Novak, interpretato da William H. Macy, con cui sale su un treno diretto da Montréal a New York. Il viaggio prende presto una piega infernale quando il convoglio viene preso di mira dal demone Asmodeus.
La premessa unisce due filoni molto riconoscibili: il film di esorcismo e il thriller catastrofico ambientato su un mezzo fuori controllo. Sister Lu deve affrontare passeggeri posseduti, proteggere decine di innocenti e, soprattutto, compiere il suo primo esorcismo. Il dettaglio più interessante è proprio questo: il rito non viene affidato al classico sacerdote sicuro della propria fede, ma a una donna che fatica a credere persino in sé stessa.
Cassidy ha sottolineato quanto questa scelta renda il film diverso da molti horror religiosi. “Non ho mai visto una suora eseguire un esorcismo prima, tu?”, ha dichiarato l’attrice, evidenziando anche il valore di un personaggio femminile costretto a misurarsi con i propri demoni interiori prima ancora che con quelli reali.
Perché Speed Demon non è il solito horror sull’esorcismo
Il punto di forza di Speed Demon sembra stare nella doppia lettura del male. Da una parte c’è il demone che minaccia i passeggeri e trasforma il treno in una trappola. Dall’altra c’è la battaglia personale di Sister Lu, segnata dal trauma, dal rapporto con il padre e da una dipendenza che ha eroso la sua fede.
Il film lavora quindi sulla contrapposizione tra bene e male, ma evita di limitarla al solo piano soprannaturale. L’esorcismo diventa anche una metafora di guarigione, un percorso in cui la protagonista deve riconoscere il proprio dono e accettare una forza che aveva cercato di rifiutare.
Cassidy ha descritto questo arco come un viaggio di scoperta e risanamento personale. Il momento in cui Sister Lu si toglie il velo assume così un valore simbolico: non è solo un gesto visivo, ma il segnale di una trasformazione. La donna smette di fuggire da ciò che è stata e prova finalmente a entrare nel proprio potere.
Il treno come trappola e bomba a orologeria
L’ambientazione su un treno in corsa è più di un semplice espediente spettacolare. In Speed Demon, lo spazio ristretto diventa parte integrante della tensione. Non c’è un luogo sicuro, non c’è una vera via di fuga e ogni vagone può trasformarsi in una minaccia.
Cassidy, che ha raccontato di soffrire di claustrofobia, ha spiegato che questa cornice ha inciso anche sulla sua percezione della storia. Il treno crea isolamento, urgenza e una sensazione costante di conto alla rovescia. Il pubblico sa che il convoglio è fuori controllo, ma non sa chi sarà la prossima vittima della possessione.
Questa scelta permette al film di distinguersi dagli horror ambientati in case infestate, conventi o chiese. Qui il male non aspetta in una stanza buia: corre sui binari, si muove tra i passeggeri e costringe i protagonisti a reagire senza poter rallentare.
Katie Cassidy tra recitazione e produzione
Speed Demon rappresenta per Katie Cassidy anche un’esperienza produttiva. L’attrice ha raccontato di essere rimasta sorpresa dal ritmo delle riprese, organizzate su settimane da sei giorni lavorativi. Un dettaglio che, pur appartenendo al dietro le quinte, restituisce bene la fatica di un progetto indipendente costruito su tensione, effetti speciali e un’ambientazione impegnativa.
Il regista Jon Keeyes ha elogiato il lavoro dei protagonisti, definendo il film un horror ricco di demoni, azione, effetti e personaggi particolari. In particolare, ha descritto Sister Lu come una figura capace di superare il proprio passato per diventare una sorta di “suora guerriera”.
Per Cassidy, il passaggio da Black Canary a Sister Lu non è soltanto un cambio di genere. È un modo per continuare a interpretare donne ferite ma combattive, personaggi che non partono invincibili e devono conquistare la propria forza mentre tutto intorno precipita. In Speed Demon, quella forza non arriva da un urlo sonico, ma dalla capacità di guardare in faccia il male, fuori e dentro di sé.






