Spider-Noir è arrivata su Prime Video il 27 maggio e si è subito imposta come una delle proposte più curiose nel panorama supereroistico recente. In un momento in cui la stanchezza da cinecomic è diventata un tema ricorrente, la serie sceglie una strada diversa: meno estetica patinata da universo condiviso e più atmosfera pulp, con un forte richiamo al cinema noir classico.
La produzione ha già raccolto reazioni molto positive da parte di critica e pubblico, arrivando a un punteggio aggregato del 91% su Rotten Tomatoes. Al centro della storia c’è Nicolas Cage nei panni di Ben Reilly, alias The Spider, una variante legata al multiverso di Spider-Man e immersa nella New York dell’epoca della Grande Depressione.
Un Uomo Ragno diverso dal solito
Il personaggio nasce nei fumetti Marvel Spider-Man Noir ed è già apparso sul grande schermo in Spider-Man – Un nuovo universo, il film d’animazione del 2018 che ha aperto al grande pubblico le porte del multiverso ragnesco.
Questa versione dell’eroe, però, è molto lontana dal più familiare Peter Parker. Non ha lo stesso tono leggero, non appartiene all’MCU e si muove in un mondo più cupo, sporco e stilizzato. La sua dimensione narrativa è fatta di detective, criminalità organizzata, ombre nette e minacce dal sapore rétro.
Gli otto episodi della serie puntano su un intrattenimento dal gusto volutamente classico, popolato da villain pulp come Molten-Man, Tombstone, Sandman, Electro e Silvermane. Quest’ultimo è interpretato da Brendan Gleeson, attore noto per film come Braveheart e per la saga di Harry Potter.
Due versioni per una sola serie
Uno degli elementi più particolari di Spider-Noir è la possibilità di guardare gli episodi in due versioni diverse: True-Hue Full Color e Authentic Black & White. Non si tratta solo di una scelta estetica, ma di un modo per offrire due esperienze visive distinte.
In origine, la serie era stata pensata in bianco e nero. L’idea di affiancare anche una versione a colori è arrivata nelle prime fasi del progetto, quando si è iniziato a riflettere su come rendere lo show accessibile a un pubblico più ampio. Il bianco e nero, per quanto coerente con il noir, può infatti rappresentare una barriera per una parte degli spettatori.
Darran Tiernan, direttore della fotografia già al lavoro su The Penguin e Westworld, ha spiegato che la sfida principale era creare due versioni capaci di convivere. Questo ha richiesto test, discussioni e un coordinamento preciso tra i reparti, soprattutto per quanto riguarda luci, inquadrature e configurazioni delle camere.
Peter Deming, noto per La casa 2 e Quella casa nel bosco, ha ricordato che Nicolas Cage voleva evitare che il bianco e nero limitasse il pubblico potenziale. La versione a colori, in questo senso, offre un impatto più vicino al fumetto o alla graphic novel, mentre quella in bianco e nero conserva una maggiore vicinanza al noir cinematografico.
Un’estetica tra fumetto e cinema noir
Le immagini di Spider-Noir sono state composte con l’obiettivo di richiamare i pannelli dei fumetti classici. Le inquadrature giocano con angoli marcati, contrasti forti e composizioni pensate per dare a ogni scena un’impronta grafica riconoscibile.
Allo stesso tempo, la serie guarda con decisione alla tradizione del film noir. Titoli come Rapina a mano armata di Stanley Kubrick, L’infernale Quinlan e La signora di Shanghai di Orson Welles hanno rappresentato riferimenti importanti per la costruzione dell’atmosfera. Sono opere capaci di creare tensione e dramma attraverso la posizione della macchina da presa, l’uso delle ombre e una gestione molto precisa dello spazio.
Deming ha citato anche Il terzo uomo e Uomini giovani, violenti come parte di quel patrimonio visivo da cui la serie attinge. Il rapporto tra fumetto e noir, del resto, è sempre stato stretto: il cinema ha assorbito elementi grafici dalla narrazione disegnata, mentre le graphic novel hanno poi rielaborato molte soluzioni del grande schermo.
Proprio per questo le due versioni di Spider-Noir funzionano in modo complementare. Il colore richiama l’energia del fumetto, mentre il bianco e nero affonda le radici nel linguaggio del noir classico. La serie sembra voler sfruttare entrambe le direzioni, senza costringere lo spettatore a una sola lettura.
Creata da Oren Uziel, Spider-Noir propone così un esperimento raro nel panorama dei supereroi contemporanei. Con Nicolas Cage al centro della scena, un’estetica fortemente riconoscibile e una doppia veste visiva, la serie prova a dimostrare che il genere può ancora trovare strade laterali, più stilizzate e personali.
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