Apple TV+ continua a rafforzare il proprio catalogo di fantascienza, e Star City sembra già avere trovato un posto importante tra le nuove proposte della piattaforma. La serie, collegata all’universo narrativo di For All Mankind, ha debuttato con risultati solidi su Rotten Tomatoes, confermando l’interesse del pubblico per una visione alternativa della corsa allo spazio.
Il 2026 si sta rivelando un anno particolarmente ricco per la fantascienza di Apple TV+. Il 3 luglio è previsto il ritorno di Rebecca Ferguson nei panni di Juliette Nichols nella terza stagione di Silo, mentre For All Mankind ha da poco concluso la sua quinta stagione. Proprio da quella serie nasce ora un’espansione più ampia, capace di trasformare il racconto della storia alternativa in un vero universo condiviso.
Star City arriva in questo contesto con una premessa precisa: spostare lo sguardo dall’altra parte della Guerra Fredda, raccontando il lato sovietico della corsa allo spazio già al centro di For All Mankind. Il risultato è una serie che unisce fantascienza, tensione politica e spy thriller, con un tono più cupo e paranoico.
Star City convince pubblico e critica
I primi due episodi di Star City sono stati distribuiti il 29 maggio su Apple TV+. Nei primi dati disponibili, la serie ha ottenuto un punteggio del pubblico pari al 75% su Rotten Tomatoes, un risultato positivo soprattutto per un debutto ancora molto recente. Il dato potrebbe naturalmente cambiare con l’arrivo di nuovi episodi e con l’aumento degli spettatori.
Ancora più forte è stata l’accoglienza da parte della critica. Star City ha raggiunto un notevole 96% su Rotten Tomatoes, ottenendo anche l’etichetta Certified Fresh. Si tratta di un risultato importante per una nuova produzione, soprattutto perché la serie non si limita a replicare la formula di For All Mankind, ma prova ad ampliarne l’universo da una prospettiva diversa.
Il confronto con la serie madre è inevitabile. For All Mankind, considerando le cinque stagioni uscite finora, mantiene un punteggio del pubblico del 74% su Rotten Tomatoes. Star City, almeno al debutto, si colloca quindi leggermente sopra. Anche sul fronte della critica, la nuova serie supera il già alto 91% ottenuto complessivamente da For All Mankind.
Il confronto con For All Mankind
L’universo sci-fi condiviso di Apple TV+ mostra un andamento piuttosto vario nei giudizi del pubblico. La prima stagione di For All Mankind ha raggiunto un ottimo 87%, mentre la seconda si è fermata a un comunque solido 84%. La terza stagione è scesa al 74%, prima della ripresa della quarta, arrivata all’83%.
Il dato più discusso riguarda invece la quinta stagione, che ha ottenuto un debole 43% da parte del pubblico. Il contrasto con il giudizio della critica è evidente, visto che la stessa stagione ha raggiunto un eccellente 90%. La distanza tra spettatori e recensori suggerisce una divisione netta sull’ultimo capitolo della serie.
In questo quadro, Star City parte da una posizione interessante. Il suo 75% di gradimento del pubblico la pone vicina alla terza stagione di For All Mankind, ma con ampio margine di crescita. La pubblicazione settimanale degli episodi potrebbe infatti modificare la percezione generale, soprattutto se la serie riuscirà a consolidare personaggi, ritmo e tensione narrativa.
La corsa allo spazio vista dal lato sovietico
Il punto di forza di Star City è il cambio di prospettiva. La serie porta gli spettatori nel cuore del programma spaziale sovietico, mostrando l’altra faccia della competizione che ha definito l’immaginario di For All Mankind. Non si tratta soltanto di cambiare bandiera o ambientazione, ma di raccontare un mondo dominato da controllo, sospetto e pressioni politiche.
Il KGB ha un ruolo centrale nella costruzione della tensione. Ogni decisione, ogni rapporto e ogni ambizione personale sembrano osservati da vicino, in un clima dove il successo scientifico convive con la paura del tradimento. Questa impostazione permette alla serie di distinguersi dalla fantascienza più tradizionale, avvicinandola al territorio del thriller di spionaggio.
Il cast contribuisce a dare peso alla nuova produzione. Tra gli interpreti figurano Rhys Ifans, Adam Nagaitis e Sam Strike, inseriti in un racconto che punta meno sull’epica immediata e più sulla pressione psicologica. La corsa allo spazio resta lo sfondo principale, ma il vero motore della serie sembra essere la paranoia politica che accompagna ogni passo verso le stelle.
Star City ha quindi il compito di espandere l’universo di For All Mankind senza restarne schiacciata. I primi numeri indicano una partenza incoraggiante, soprattutto sul fronte della critica. Se i prossimi episodi manterranno questo equilibrio tra fantascienza, storia alternativa e spionaggio, Apple TV+ potrebbe avere tra le mani uno dei nuovi tasselli più interessanti del suo catalogo sci-fi.






