Il futuro live-action di Star Wars potrebbe essere più regolare, più interconnesso e più controllato a livello creativo. Un documento aziendale trapelato, rilanciato da Jeff Sneider su The Insneider, delinea una possibile nuova strategia Disney per Lucasfilm: non più di un film all’anno, fino a due serie live-action annuali su Disney+ e un maggiore ricorso agli strumenti di intelligenza artificiale nella produzione visiva. La natura del documento impone cautela, ma diversi elementi si inseriscono in una fase già confermata di riorganizzazione dello studio.
Uno Star Wars pensato per un pubblico ampio
La direzione indicata punta a mantenere Star Wars accessibile a un pubblico molto largo, dai più giovani agli spettatori storici. L’area più interessante, però, sembra essere quella degli adolescenti e dei giovani adulti, con un’attenzione particolare anche a interpreti nella fascia tra la tarda adolescenza e i vent’anni. È una scelta coerente con l’esigenza di rinfrescare il franchise senza rompere il legame con chi lo segue da decenni.
Sul piano dei contenuti, l’obiettivo sarebbe restare in una zona compatibile con il pubblico da blockbuster familiare, vicina al rating PG-13 statunitense. In altre parole, avventure più intense e mature rispetto ai prodotti per bambini, ma senza spingersi verso toni troppo adulti o radicali. Per Star Wars, del resto, l’equilibrio tra accessibilità e tensione narrativa è sempre stato uno degli elementi più delicati.
Dave Filoni al centro della nuova Lucasfilm

La parte più concreta del quadro riguarda Dave Filoni. Lucasfilm ha annunciato ufficialmente nel gennaio 2026 il passaggio di leadership: Kathleen Kennedy ha lasciato la presidenza per tornare alla produzione, mentre Filoni guida lo studio come presidente e chief creative officer insieme a Lynwen Brennan, nominata co-presidente.
Questo rende più credibile l’idea di una supervisione narrativa più forte e coordinata. Filoni, cresciuto professionalmente accanto a George Lucas e figura chiave di Star Wars: The Clone Wars, The Mandalorian, Ahsoka e altre produzioni animate e live-action, ha già un ruolo centrale nella costruzione della mitologia recente del franchise.
La linea indicata per le serie Disney+ sarebbe quella di continuare a lavorare soprattutto nell’era della Nuova Repubblica, periodo già al centro di The Mandalorian e collegato direttamente a Star Wars: The Mandalorian and Grogu.
Film più collegati e meno titoli isolati
Per il cinema, la strategia descritta sembra andare verso una nuova saga con una visione più compatta. L’indicazione più rilevante è quella di non superare un film di Star Wars all’anno, evitando una saturazione eccessiva ma garantendo comunque una presenza più costante nelle sale.
Il primo tassello di questa ripartenza cinematografica è già arrivato con The Mandalorian and Grogu, uscito in Italia il 20 maggio 2026. Il film è diretto da Jon Favreau e prodotto da Favreau, Kathleen Kennedy, Dave Filoni e Ian Bryce, con Pedro Pascal, Sigourney Weaver e Jeremy Allen White nel cast indicato da Disney Italia.
Il successivo titolo confermato è Star Wars: Starfighter, diretto da Shawn Levy, scritto da Jonathan Tropper e interpretato da Ryan Gosling. Lucasfilm ha annunciato il cast e fissato l’uscita per il 28 maggio 2027.
La novità, almeno sul piano strategico, sarebbe il ritorno a una maggiore interconnessione. Dopo anni di progetti percepiti spesso come autonomi, Disney sembrerebbe interessata a rendere i prossimi film più legati tra loro, con posta in gioco più alta e una direzione narrativa riconoscibile.
L’uso dell’intelligenza artificiale nella produzione

Uno degli aspetti più discussi riguarda l’uso dell’IA. Il documento parla di strumenti legati agli effetti visivi e agli ambienti live-action, ma non chiarisce se si tratti di IA generativa, machine learning o soluzioni tecniche già integrate nei flussi di lavoro digitali. La distinzione è importante, perché l’uso dell’intelligenza artificiale nella creazione di immagini e asset resta un tema molto sensibile nell’industria dell’intrattenimento.
Il collegamento con Epic Games e Unreal Engine non è casuale. Disney ha annunciato nel 2024 un investimento da 1,5 miliardi di dollari in Epic Games per sviluppare un nuovo universo di giochi e intrattenimento legato ai propri marchi, tra cui anche Star Wars.
In parallelo, Epic sta spingendo Unreal Engine verso strumenti sempre più avanzati per la produzione virtuale e l’assistenza ai creatori. L’uso di queste tecnologie potrebbe ridurre tempi e costi nella costruzione di ambienti digitali, ma resta da capire quanto spazio verrà lasciato alla supervisione umana, soprattutto in un franchise dove il lavoro visivo di artisti, scenografi e tecnici ILM è parte dell’identità stessa della saga.
La nuova fase di Star Wars sembra quindi muoversi su due binari: da un lato una gestione creativa più centralizzata sotto Filoni, dall’altro una produzione più regolare e tecnologicamente aggressiva. La sfida sarà mantenere il senso di evento senza trasformare la galassia lontana lontana in una catena di montaggio.
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