Star Wars: Underworld, la serie cancellata che avrebbe potuto anticipare The Mandalorian

Prima di The Mandalorian, Star Wars aveva sfiorato una serie live-action su ABC: Underworld, progetto oscuro e ambizioso mai realizzato.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Prima che The Mandalorian cambiasse il futuro televisivo di Star Wars su Disney+, la galassia lontana lontana aveva già sfiorato un progetto live-action molto ambizioso. Nei primi anni 2010, infatti, era in sviluppo una serie pensata per la televisione generalista, con ABC come possibile casa. Il titolo circolato era Star Wars: Underworld, un progetto nato da un’idea di George Lucas e destinato a esplorare un lato più oscuro, criminale e urbano della saga.

L’idea oggi può sembrare insolita, soprattutto dopo anni di produzioni in streaming, ma all’epoca aveva una sua logica. Star Wars era rimasta a lungo senza nuovi contenuti live-action, mentre ABC ospitava già serie collegate all’Universo Cinematografico Marvel, come Agents of S.H.I.E.L.D. e, più avanti, Agent Carter. Portare anche Star Wars sulla TV generalista non sembrava impossibile.

Il progetto di George Lucas prima dell’era Disney+

Star Wars: Underworld era stato concepito per raccontare la galassia in un periodo collocato tra la fine della trilogia prequel e l’inizio della trilogia originale. La cornice principale sarebbe stata Coruscant, il pianeta-città già centrale nella politica della Repubblica e dell’Impero.

Star Wars: Underworld, la serie cancellata che avrebbe potuto anticipare The Mandalorian

La serie avrebbe dovuto concentrarsi su famiglie rivali, livelli sotterranei della capitale galattica e ambienti criminali lontani dai grandi eroi Jedi. Tra le ipotesi circolate c’era anche quella di un cacciatore di taglie come possibile protagonista. Un’impostazione simile avrebbe permesso di mostrare un volto diverso di Star Wars: meno legato alla mitologia della Forza e più vicino al thriller, al noir fantascientifico e al racconto di potere.

Lucas coinvolse figure importanti per dare forma al progetto. Tra queste Ron Moore, noto nel panorama sci-fi per Battlestar Galactica, e Rick McCallum, collaboratore storico di Lucas in lavori come Le avventure del giovane Indiana Jones e la trilogia prequel di Star Wars.

Perché Star Wars: Underworld non è mai diventata una serie

Il problema principale di Star Wars: Underworld era la scala produttiva. Rick McCallum descrisse gli episodi come oscuri, complessi, violenti, ambiziosi e molto impegnativi da realizzare. La serie, nelle sue intenzioni, avrebbe dovuto ampliare in modo radicale l’universo di Star Wars.

Il punto critico era il budget. Ogni episodio sarebbe stato paragonabile, per dimensioni e necessità tecniche, a un film. McCallum indicò una cifra vicina ai 40 milioni di dollari a episodio, un costo enorme per una produzione televisiva dei primi anni 2010, soprattutto per una rete generalista come ABC.

Anche dopo l’acquisizione di Lucasfilm da parte di Disney, il progetto non trovò una strada concreta. ABC mostrò interesse per il marchio e valutò la possibilità di sviluppare qualcosa legato a Star Wars, ma Underworld sembrava troppo costosa e troppo complessa per la televisione dell’epoca. Alla fine, la serie rimase uno dei grandi progetti mai realizzati della saga.

Cosa avrebbe avuto in più rispetto a The Mandalorian

Uno degli aspetti più interessanti di Star Wars: Underworld era il periodo storico scelto. Una serie ambientata tra Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith e Una nuova speranza avrebbe potuto inserire personaggi noti delle trilogie cinematografiche in modo più naturale.

Coruscant, il mondo criminale e il clima di transizione tra Repubblica e Impero offrivano un contesto ricco di possibilità. Cameo, ritorni e collegamenti con i film avrebbero potuto funzionare senza apparire forzati, perché molti personaggi centrali della saga erano ancora attivi in quella fase della linea temporale.

The Mandalorian, invece, è ambientata dopo la caduta dell’Impero. La serie con Din Djarin ha trovato la sua forza proprio in un protagonista nuovo e in un tono più essenziale, ma alcuni incontri con figure iconiche hanno rischiato di spostare l’attenzione dalla sua storia principale. Underworld, almeno sulla carta, avrebbe avuto un vantaggio diverso: muoversi in un punto della cronologia dove le connessioni con i film sarebbero state più immediate e organiche.

L’eredità di Underworld in The Book of Boba Fett e Maul – Shadow Lord

Anche se Star Wars: Underworld non è mai arrivata sullo schermo, alcune sue suggestioni sono riemerse in altri progetti. The Book of Boba Fett, spin-off diretto di The Mandalorian, ha riportato l’attenzione sul mondo criminale della galassia. La serie segue Boba Fett e Fennec Shand mentre cercano di ridefinire gli equilibri del potere su Tatooine dopo la morte di Jabba the Hutt.

Il risultato non ha raggiunto il prestigio critico di Andor, ma ha comunque mostrato come Star Wars potesse raccontare storie più vicine al crimine organizzato, alle alleanze instabili e alla gestione del potere locale. Sono territori narrativi che Underworld avrebbe probabilmente esplorato con maggiore ampiezza.

Anche Maul – Shadow Lord riprende elementi vicini a quella direzione. La serie animata è ambientata in un periodo compatibile con quello pensato per il progetto ABC e segue l’ex Sith dopo gli eventi di Star Wars: The Clone Wars, contribuendo a colmare il percorso che porta al suo ruolo in Solo: A Star Wars Story e poi in Star Wars Rebels.

Star Wars: Underworld, la serie cancellata che avrebbe potuto anticipare The Mandalorian

La televisione non era ancora pronta per Star Wars live-action

Il destino di Star Wars: Underworld dimostra quanto il tempismo sia stato decisivo. Nei primi anni 2010, una serie live-action di Star Wars per la TV generalista avrebbe dovuto affrontare limiti tecnici ed economici enormi. Non bastava avere un’idea forte: servivano strumenti produttivi che ancora non erano davvero maturi.

The Mandalorian ha debuttato nel 2019 in un contesto completamente diverso. Disney+ aveva bisogno di un titolo simbolo, il budget era più adatto a una produzione cinematografica seriale e la tecnologia aveva fatto un salto in avanti. Il sistema di produzione virtuale noto come “The Volume” ha permesso di creare ambienti immersivi con una resa visiva molto vicina a quella dei film.

A rendere la serie un fenomeno culturale ha contribuito anche Grogu, inizialmente conosciuto dal pubblico come “Baby Yoda”. Disney riuscì a mantenere segreto il personaggio fino al debutto, trasformandolo subito in uno degli elementi più riconoscibili della nuova fase del franchise. Una simile gestione del mistero sarebbe stata molto più difficile per una serie generalista nel 2011.

Star Wars: Underworld resta quindi un grande “what if” della saga. Aveva un’ambientazione affascinante, un potenziale enorme e un vantaggio cronologico che The Mandalorian non possedeva. Tuttavia, il successo di Disney+ ha dimostrato che la galassia lontana lontana aveva bisogno di aspettare il momento giusto per tornare davvero in live-action sul piccolo schermo.

Star Wars: Underworld, la serie cancellata che avrebbe potuto anticipare The Mandalorian
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