La battaglia dei fan per il ritorno di Stargate non si è fermata dopo lo stop al progetto televisivo sviluppato da Martin Gero. La saga fantascientifica, oggi sotto il controllo di Amazon MGM Studios, resta una delle più amate della televisione di genere: nata con il film del 1994, ha poi trovato la sua identità più duratura con Stargate SG-1, Stargate: Atlantis e Stargate Universe. Al centro c’è sempre la stessa idea, semplice e potentissima: un antico dispositivo alieno capace di aprire wormhole verso altri mondi.
Robert Patrick si schiera con i fan di Stargate
Tra i volti noti che hanno espresso sostegno alla campagna #SaveStargate c’è anche Robert Patrick, interprete del Colonnello Marshall Sumner in Stargate: Atlantis. L’attore ha condiviso messaggi sui social in cui ha ricordato con affetto la sua esperienza nel franchise e ha rilanciato la mobilitazione dei fan, invitando a sostenere la petizione dedicata al progetto di Martin Gero.
Il coinvolgimento di Patrick è significativo anche perché il suo tempo nella saga è stato breve, ma memorabile. Marshall Sumner appare nel doppio episodio pilota di Stargate: Atlantis, dove guida inizialmente il contingente militare della spedizione nella Galassia di Pegaso. Il personaggio viene poi catturato dai Wraith e ucciso in una delle sequenze più dure dell’inizio della serie, contribuendo a stabilire subito il tono più pericoloso dello spin-off. Patrick sarebbe tornato anche nell’episodio “Prima del lungo sonno”, legato a una linea temporale alternativa.
La nuova serie fermata prima della partenza
Il progetto guidato da Martin Gero era stato accolto con entusiasmo perché non sembrava pensato come un taglio netto con il passato. L’idea era quella di rilanciare Stargate rendendolo accessibile a nuovi spettatori, ma senza ignorare la continuità costruita dalle serie precedenti. Gero, del resto, ha lavorato in passato all’universo televisivo del franchise, e il coinvolgimento di nomi come Brad Wright e Joseph Mallozzi aveva rafforzato l’impressione di un ritorno rispettoso della storia già esistente.
Amazon MGM Studios ha però scelto di non andare avanti con quella versione della serie. La decisione ha acceso la reazione della community, che ha trasformato la delusione in una campagna organizzata: petizioni, messaggi coordinati sui social, iniziative pubbliche e appelli diretti allo studio. Il sito della campagna chiarisce che si tratta di un movimento indipendente, non affiliato ad Amazon, MGM o Prime Video.
Anche Michael Shanks sostiene il ritorno
Robert Patrick non è l’unico nome legato alla saga ad aver mostrato simpatia per l’iniziativa. Anche Michael Shanks, storico interprete del Dottor Daniel Jackson in Stargate SG-1, Stargate: Atlantis, Stargate: L’arca della verità e Stargate: Continuum, ha difeso l’idea di un nuovo capitolo capace di rispettare il canone. Il sostegno di attori e produttori storici rende la campagna più visibile, soprattutto perché arriva da figure che conoscono bene il rapporto speciale tra Stargate e il suo pubblico.
Il legame tra la saga e i fan è sempre stato uno degli elementi centrali della sua longevità. Stargate SG-1 ha costruito un universo vastissimo nel corso di dieci stagioni, mentre Atlantis ha espanso la mitologia nella Galassia di Pegaso, introducendo la città degli Antichi, nuove alleanze e i Wraith come minaccia principale. Universe, più cupa e serializzata, ha poi tentato una strada diversa, lasciando però una parte del pubblico con la sensazione di una storia interrotta troppo presto.
Perché Stargate continua a contare
Il fascino di Stargate non nasce soltanto dalla sua premessa fantascientifica. La saga ha funzionato perché ha unito avventura, esplorazione, umorismo, mitologia e dinamiche militari senza perdere il gusto della scoperta. Ogni pianeta attraversato dal portale poteva nascondere una civiltà perduta, una minaccia tecnologica, un dilemma morale o un frammento di storia antica reinterpretato in chiave sci-fi.
È per questo che la richiesta di una nuova serie resta così forte. Il pubblico non chiede solo nostalgia, ma la possibilità di vedere quel modello narrativo aggiornato al presente. Un nuovo Stargate potrebbe parlare a chi è cresciuto con SG-1 e Atlantis, ma anche a spettatori che oggi cercano una fantascienza più avventurosa, meno cinica e fondata su un gruppo di personaggi da seguire nel lungo periodo.
La campagna #SaveStargate non garantisce che Amazon MGM Studios cambi decisione, ma dimostra che il franchise conserva ancora una base di fan attiva, organizzata e molto affezionata. Per una saga costruita attorno a un portale che può riaprirsi verso mondi sconosciuti, è difficile immaginare una metafora più adatta.






