Steven Spielberg svela perché lasciò Harry Potter per A.I. Intelligenza Artificiale

Steven Spielberg ha spiegato perché lasciò Harry Potter per dirigere A.I. Intelligenza Artificiale, progetto legato all’eredità di Stanley Kubrick.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Steven Spielberg ha finalmente chiarito uno dei grandi “e se” della storia recente del cinema: il suo mancato ingresso nella saga di Harry Potter. Il regista, già allora tra i nomi più influenti di Hollywood, era stato coinvolto nello sviluppo del primo film e aveva persino contribuito ad alcune idee di casting. Poi arrivò una scelta personale e professionale destinata a cambiare il percorso di due franchise: lasciare Hogwarts e raccogliere l’eredità creativa di Stanley Kubrick con A.I. Intelligenza Artificiale.

Il progetto Harry Potter prima di Chris Columbus

Spielberg aveva iniziato a lavorare a Harry Potter e la pietra filosofale prima che la regia passasse a Chris Columbus, che avrebbe poi diretto anche Harry Potter e la camera dei segreti. In una conversazione con Happy Sad Confused, il regista ha ricordato di aver sviluppato una seconda bozza del progetto e di aver immaginato inizialmente un approccio diverso, vicino all’animazione.

Il suo contributo non si limitò alle idee generali. Spielberg racconta di aver suggerito tre scelte di casting poi diventate fondamentali per l’identità cinematografica della saga: Maggie Smith per la professoressa Minerva McGonagall, Richard Harris per Albus Silente e Robbie Coltrane per Rubeus Hagrid. Tre interpreti che, sotto la direzione di Columbus, avrebbero dato ai primi film una parte importante del loro tono caldo, classico e familiare.

La morte di Stanley Kubrick cambiò tutto

La svolta arrivò dopo la morte di Stanley Kubrick, avvenuta nel 1999. Spielberg ha spiegato a TCM che, durante il funerale del regista, Christiane Kubrick e Jan Harlan gli chiesero di prendere in mano A.I. Intelligenza Artificiale, progetto che Kubrick aveva inseguito per decenni e che considerava profondamente personale.

A quel punto Spielberg era già orientato verso Harry Potter, ma decise di rinunciare. Non parlò di conflitti, tensioni o controversie: la scelta nacque dal peso emotivo e artistico di un film che Kubrick aveva immaginato a lungo, ma non era riuscito a realizzare. A.I. Intelligenza Artificiale uscì nel 2001, con Haley Joel Osment e Jude Law, e venne dedicato proprio alla memoria di Kubrick.

Una saga passata attraverso quattro registi

L’assenza di Spielberg non impedì a Harry Potter di diventare una delle saghe più riconoscibili del cinema contemporaneo. Chris Columbus impostò i primi due capitoli con uno stile luminoso e avventuroso, adatto all’età dei protagonisti e al tono dei primi romanzi.

Nel 2004 arrivò Alfonso Cuarón con Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, capitolo più cupo, visivamente più libero e spesso considerato uno dei momenti di svolta della saga. Mike Newell firmò poi Harry Potter e il calice di fuoco, portando al cinema il Torneo Tremaghi e una struttura più spettacolare, segnata dall’ingresso definitivo della storia in una fase più pericolosa.

La chiusura fu affidata a David Yates, che diresse Harry Potter e l’Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 1 e Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2. Con lui la saga assunse toni sempre più drammatici, accompagnando la crescita dei personaggi fino allo scontro finale con Voldemort.

Hogwarts torna in TV con una nuova serie HBO

Il mondo di Harry Potter non si è fermato ai film. HBO sta preparando una nuova serie televisiva dedicata ai libri, descritta come un adattamento più vicino ai romanzi e costruito per esplorare con maggiore profondità eventi e dettagli rimasti ai margini nelle versioni cinematografiche. La prima stagione sarà dedicata a Harry Potter e la pietra filosofale e il debutto è previsto nel periodo natalizio del 2026.

Il progetto avrà un cast completamente nuovo: Dominic McLaughlin interpreterà Harry Potter, Arabella Stanton sarà Hermione Granger e Alastair Stout vestirà i panni di Ron Weasley. Tra i nomi confermati figurano anche John Lithgow come Albus Silente e Janet McTeer come Minerva McGonagall.

La rinuncia di Steven Spielberg resta quindi un passaggio affascinante non perché abbia indebolito Harry Potter, ma perché mostra quanto una singola decisione possa ridisegnare intere traiettorie creative. Da una parte una saga generazionale affidata a Chris Columbus e poi ad altri registi; dall’altra un film nato dal dialogo ideale tra Spielberg e Kubrick. Due strade diverse, entrambe entrate nella memoria del cinema.

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