Supergirl porta il nuovo DC Universe in una dimensione più cosmica e ruvida, con Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El. Ambientato dopo gli eventi di Superman (2025), il film riprende molti elementi da Supergirl: La donna del domani, la miniserie a fumetti firmata da Tom King e Bilquis Evely, pubblicata in Italia da Panini Comics con questo titolo ufficiale.
Il punto di partenza resta simile: una Kara fragile, segnata e inizialmente lontana dall’immagine più classica dell’eroina, incontra la giovane Ruthye Marye Knoll e viene trascinata in una missione di vendetta contro Krem of the Yellow Hills. Tuttavia, il film DC Studios non si limita a trasferire la storia sullo schermo. Alcune modifiche sono leggere, altre cambiano in modo netto il senso di passaggi fondamentali, fino a un finale che ha già acceso il dibattito tra i fan.
La tragedia di Ruthye diventa più estrema
Nel film, Ruthye perde l’intera famiglia: padre, madre e fratello vengono uccisi da Krem e dai suoi Briganti. Il padre, Elias, è presentato come un abile forgiatore di spade, motivo per cui Krem si avvicina alla famiglia con l’obiettivo di impossessarsi di una delle sue lame.
Nel fumetto, invece, la tragedia era più circoscritta ma non meno dolorosa. A essere ucciso era soltanto il padre di Ruthye, mentre la madre e gli altri fratelli restavano vivi. Anche la spada aveva un ruolo diverso: non era una creazione ambita da Krem, ma l’arma lasciata nel corpo dell’uomo e poi raccolta da Ruthye come simbolo della propria vendetta.
Krypto è davvero in pericolo
Uno dei cambiamenti più funzionali riguarda Krypto il Supercane. In Supergirl, Kara rifiuta inizialmente di aiutare Ruthye, ma cambia posizione quando Krem ruba la sua nave e avvelena Krypto. Da quel momento, la missione non è più soltanto la caccia a un assassino: diventa una corsa contro il tempo per trovare l’antidoto.
Nel fumetto, l’avvelenamento di Krypto aveva un peso diverso. Il cane riceveva segretamente una cura e si riprendeva presto, mentre Kara teneva nascosta la verità a Ruthye per guadagnare tempo e provare a dissuaderla dal desiderio di uccidere Krem. Il film sceglie una strada più diretta, trasformando la minaccia alla vita di Krypto in un motore narrativo immediato.
Krem e i Briganti sono più oscuri
La versione cinematografica di Krem è molto diversa da quella disegnata da Bilquis Evely. Nei fumetti è un uomo dai capelli rossi e dalla barba folta, senza poteri particolari e non ancora legato ai Briganti al momento dell’omicidio del padre di Ruthye. Nel film, invece, ha un aspetto più aggressivo e post-apocalittico, vicino all’immaginario di Mad Max, ed è già il capo di un gruppo di pirati spaziali.
La modifica più controversa riguarda proprio i Briganti. Il film li presenta come un’organizzazione composta da soli uomini, coinvolta nel rapimento e nello sfruttamento di giovani ragazze prese con la forza in tutta la galassia. È un elemento molto più cupo, pensato per rendere immediata la minaccia, ma anche capace di spostare il tono della storia su un terreno più disturbante.
Alcune tappe del fumetto scompaiono
L’adattamento taglia diversi passaggi molto riconoscibili di La donna del domani. Non c’è, per esempio, il combattimento con il drago cosmico mangia-metallo, legato alla kryptonite rossa. Nel fumetto, Kara ingeriva una pillola di kryptonite rossa e otteneva temporaneamente ali fiammeggianti e poteri di fuoco, in un momento visivamente spettacolare ma probabilmente difficile da inserire in un film già molto denso.
Manca anche l’arco narrativo di Maypole, la città aliena abitata dai Blu e segnata dal genocidio dei Viola. Nel fumetto, quella parte serviva a collegare Krem ai Briganti e ad allargare il discorso sulla violenza sistemica. Il film preferisce sostituire quel segmento con una minaccia più vicina a Ruthye e Kara, riducendo la complessità cosmica per dare maggiore compattezza alla trama.
Anche il pianeta Barenton cambia. Nel fumetto era un luogo creato per intrappolare Superman, con un sole verde capace di indebolire i Kryptoniani e creature aliene da cui Ruthye doveva proteggere Kara. Nel film, Barenton mantiene il ruolo di ambiente letale, ma perde i dinosauri alieni e introduce dinamiche differenti, compresa la presenza dei Briganti e un secondo sole giallo.
Lobo e Superman entrano nella storia
Tra le aggiunte più evidenti ci sono Lobo e Superman. Il cacciatore di taglie intergalattico, interpretato da Jason Momoa, non compariva in La donna del domani, anche se Tom King aveva confermato che il personaggio era stato considerato in una prima fase del fumetto. La sua presenza nel film crea anche un curioso passaggio di testimone per Momoa, dopo gli anni da Aquaman nel precedente universo cinematografico DC.
Compare inoltre il Superman di David Corenswet, mentre nel fumetto l’Uomo d’Acciaio veniva soltanto citato. È una scelta comprensibile all’interno del nuovo DC Universe, perché rafforza il legame tra Kara e il resto della continuity avviata da DC Studios.
L’assenza di Comet il Super-Cavallo
Un’altra esclusione importante riguarda Comet il Super-Cavallo. Nel fumetto, Comet aveva un ruolo nella seconda parte della storia e aiutava Kara contro Krem e i Briganti, fino a sacrificarsi per salvarla.
La sceneggiatrice Ana Nogueira ha spiegato che inserire Comet avrebbe rischiato di appesantire il film, soprattutto per il pubblico meno familiare con gli elementi più eccentrici della mitologia DC. Con Krypto già centrale nella storia, aggiungere anche un super-cavallo avrebbe potuto rendere il racconto più dispersivo.
Il finale cambia il senso della vendetta
La differenza più discussa riguarda il destino di Krem. In La donna del domani, Kara riesce a sottrarre Ruthye alla vendetta immediata: Krem viene rinchiuso nella Zona Fantasma per secoli e il confronto finale avviene molto più avanti, quando Ruthye è ormai anziana.
Nel film, invece, è Kara a uccidere Krem. La scena viene costruita come una scelta consapevole, non come un incidente, e serve a definire una Supergirl diversa da Superman, dotata di un proprio codice morale. Nogueira ha collegato questa decisione alla volontà di proteggere Ruthye dall’atto finale della vendetta, lasciando che sia Kara ad assumersi quel peso.
È proprio qui che Supergirl si allontana di più dal fumetto. Il film conserva il cuore emotivo del viaggio tra Kara e Ruthye, ma sceglie una conclusione più netta, più dura e meno ambigua. Per alcuni spettatori è una svolta coerente con la nuova Kara del DCU; per altri, invece, attenua parte delle sfumature morali che rendevano La donna del domani una delle storie più amate dedicate al personaggio.
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