Tetsuya Nomura sceglie Kingdom Hearts: “È diventato il lavoro della mia vita”

Tetsuya Nomura definisce Kingdom Hearts il lavoro della sua vita e anticipa novità importanti per l’atteso Kingdom Hearts IV.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.
Tetsuya Nomura sceglie Kingdom Hearts: “È diventato il lavoro della mia vita”

Tetsuya Nomura ha legato il proprio nome ad alcune delle immagini più riconoscibili dei JRPG moderni. Dai personaggi di Final Fantasy VII alle scelte estetiche diventate quasi un marchio di fabbrica, il creativo giapponese ha lasciato un’impronta profonda su Square Enix. Eppure, quando si parla dell’opera più importante della sua carriera, Nomura sembra non avere dubbi: Kingdom Hearts occupa un posto speciale.

La saga nata dall’incontro tra Square Enix e Disney è diventata nel tempo qualcosa di molto più grande di un semplice esperimento crossover. Per Nomura, il viaggio di Sora, Paperino e Pippo tra mondi Disney, personaggi originali e suggestioni da Final Fantasy si è trasformato in un progetto personale di lunghissima durata, ancora oggi destinato a evolversi con Kingdom Hearts IV.

Kingdom Hearts come progetto di una vita

In un’intervista pubblicata da Famitsu in occasione del 40º anniversario della rivista, Nomura ha definito Kingdom Hearts il “lavoro della sua vita”. Una dichiarazione forte, soprattutto se si considera la quantità di titoli a cui ha contribuito nel corso degli anni, tra direzione creativa, character design e supervisione narrativa.

Il creativo ha ricordato i primi viaggi alla sede Disney, gli incontri preliminari e le idee nate nelle fasi iniziali del progetto. Molte di quelle intuizioni, ha spiegato, si sono concretizzate nel tempo, trasformando Kingdom Hearts in una sorta di “terra di sogni e magia”. Non è difficile capire il senso di questa frase: la serie ha sempre vissuto proprio sulla collisione tra immaginari diversi, mescolando fiaba, melodramma, amicizia, identità e oscurità.

All’inizio, però, nulla lasciava immaginare un percorso così lungo. Il primo Kingdom Hearts poteva sembrare un’operazione rischiosa, persino strana: un action RPG con personaggi Disney, eroi Square Enix e un protagonista inedito armato di Keyblade. A distanza di oltre vent’anni, quella combinazione è diventata una delle identità più riconoscibili del videogioco giapponese.

Da Super Mario 64 all’incontro con Disney

La nascita di Kingdom Hearts viene spesso collegata al desiderio di Square Enix di realizzare un gioco con movimento libero e tridimensionale ispirato all’impatto di Super Mario 64. Il problema era trovare un’icona altrettanto potente, capace di sostenere un’avventura di quel tipo. L’occasione arrivò in modo quasi leggendario, quando Shinji Hashimoto incontrò un dirigente Disney in ascensore, aprendo la strada alla collaborazione.

Da quell’incontro è nata una saga difficilmente classificabile. Kingdom Hearts non è soltanto un crossover, perché nel tempo ha costruito una mitologia propria, fatta di Organizzazione XIII, Keyblade, mondi perduti, cuori, Nessuno e Maestri. Una struttura narrativa spesso complessa, a tratti volutamente enigmatica, ma proprio per questo capace di alimentare discussioni, teorie e attese lunghissime tra i fan.

Nomura ha attraversato tutto questo percorso come figura centrale. La sua impronta si vede nel tono emotivo, nella costruzione dei personaggi e nella scelta di far convivere leggerezza e malinconia. È una miscela particolare, a volte persino spiazzante, ma è anche ciò che ha permesso alla serie di distinguersi.

Kingdom Hearts IV prova qualcosa di nuovo

Il futuro della saga passa ora da Kingdom Hearts IV. Nomura ha spiegato che ci sono ancora cose che vuole realizzare e che il quarto capitolo proverà qualcosa di nuovo. Il gioco ha già mostrato un Sora più maturo e una città dall’aspetto realistico, Quadratum, confermando una direzione visiva diversa rispetto a molte ambientazioni viste nei capitoli precedenti.

Square Enix ha presentato Kingdom Hearts IV come un nuovo action RPG in cui Sora e alcuni volti familiari attraverseranno Quadratum e altri mondi, incontrando nuovi personaggi e risvegliando nuovi poteri. Al momento, però, i dettagli restano ancora limitati e non è stata annunciata una data di uscita ufficiale.

Una delle informazioni più importanti riguarda le piattaforme. Kingdom Hearts IV è previsto al lancio su PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2 e PC, con distribuzione su Steam, Epic Games Store e Microsoft Store per la versione computer.

Una saga ancora centrale per Square Enix

Il ritorno di Kingdom Hearts IV conferma quanto la serie resti strategica per Square Enix. Negli ultimi anni gli aggiornamenti sono stati piuttosto misurati, ma ogni nuova immagine o trailer continua a generare grande attenzione. Nel 2025, la compagnia aveva già ribadito di essere al lavoro sul gioco, accompagnando il messaggio con nuovi screenshot che mostravano Sora a Quadratum, Strelitzia, Topolino in una possibile sezione giocabile e un Darkside.

Per Nomura, Kingdom Hearts sembra ormai rappresentare non solo una saga di successo, ma anche il luogo creativo in cui far convergere molte delle sue ossessioni narrative e visive. Dopo anni di attese, misteri e capitoli collaterali, Kingdom Hearts IV dovrà dimostrare come questa “opera di una vita” possa ancora sorprendere senza perdere il legame con ciò che l’ha resa unica.

Il fascino della serie resta proprio in questo equilibrio fragile: un cuore pop e accessibile, una mitologia intricata, personaggi amatissimi e la sensazione che ogni nuovo capitolo possa aprire una porta imprevista. Per Sora e per Nomura, il viaggio non è ancora finito.

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