La riorganizzazione interna di Xbox sembra destinata ad allargarsi a diversi studi sotto l’ombrello di Microsoft. Dopo le indiscrezioni su Compulsion Games, lo sviluppatore di South of Midnight, nuovi rapporti indicano che anche Ninja Theory e Double Fine sarebbero coinvolti in trattative delicate per evitare una chiusura definitiva.
La situazione appare ancora fluida, ma il quadro che emerge è quello di un ridimensionamento profondo, con Microsoft impegnata a rivedere il peso economico dei propri studi first-party. In questo scenario, alcune realtà starebbero cercando una via d’uscita che consenta loro di proseguire le attività in modo indipendente, anche a costo di tagli interni.
Ninja Theory verso la chiusura, ma resta aperta l’ipotesi di un acquirente
Il caso più urgente riguarda Ninja Theory, lo studio britannico noto per Hellblade e per il personaggio di Senua. Un nuovo rapporto di The Verge indica che Xbox avrebbe finalizzato la decisione di chiudere lo studio. I dettagli restano limitati, ma ai dipendenti sarebbe stata comunicata la chiusura nella giornata odierna.
La partita, però, potrebbe non essere del tutto chiusa. Rimane infatti la possibilità che Ninja Theory trovi un nuovo acquirente, evitando così la scomparsa completa dello studio. Una soluzione simile permetterebbe almeno a una parte del team e delle sue attività di sopravvivere fuori dal perimetro di Microsoft.
La notizia arriva in un momento particolarmente delicato. Ninja Theory aveva da poco mostrato un nuovo progetto legato a Senua durante la presentazione Xbox al Summer Game Fest, segnale che rende ancora più evidente la distanza tra la comunicazione pubblica e le decisioni industriali che starebbero maturando dietro le quinte.
Double Fine e Compulsion Games cercano una strada indipendente
Il ridimensionamento non riguarderebbe soltanto Ninja Theory. Bloomberg indica anche Double Fine, lo studio di Psychonauts, e Compulsion Games tra le realtà coinvolte in trattative attive per uno scorporo. L’obiettivo sarebbe evitare la chiusura e continuare a operare come studi indipendenti.
Double Fine, dopo Psychonauts 2, avrebbe incontrato difficoltà nel portare avanti nuovi progetti, tra cui Kiln e Keeper. Compulsion Games, invece, aveva segnalato di essere già al lavoro su un nuovo titolo, ma dal momento dell’acquisizione da parte di Microsoft nel 2018 ha pubblicato soltanto South of Midnight.
Anche Kotaku ha collegato Compulsion Games a colloqui incerti con Microsoft. Inoltre, altri studi non ancora identificati sarebbero considerati a rischio, segno che la riorganizzazione potrebbe essere più ampia di quanto emerso finora.
L’indipendenza non escluderebbe nuovi licenziamenti
Un eventuale scorporo non garantirebbe automaticamente la piena continuità degli organici attuali. Alcuni dipendenti di studi come Compulsion Games hanno già pubblicato online annunci legati alla ricerca di un nuovo lavoro, un segnale che conferma il clima di incertezza.
Anche nel caso in cui gli studi riuscissero a ottenere una forma di indipendenza, potrebbero comunque essere costretti a ridurre il personale. La priorità, in quel caso, sarebbe raggiungere una dimensione sostenibile in una fase complessa per l’industria dei videogiochi, segnata da tagli, cancellazioni e una crescente pressione sui costi.
Microsoft, al momento, non avrebbe ancora fornito un commento pubblico sulla situazione. L’assenza di una risposta ufficiale lascia spazio a molte domande, soprattutto per quanto riguarda il futuro dei team coinvolti e delle proprietà intellettuali associate.
Il “reset” di Xbox e il nodo della sostenibilità
La riorganizzazione sarebbe supervisionata dalla neo-nominata CEO di Xbox, Asha Sharma, che la scorsa settimana ha affermato che l’azienda “non può continuare” con l’attuale modello. Insieme al nuovo CCO di Xbox, Matt Booty, Sharma ha presentato una dichiarazione congiunta incentrata su un vero e proprio reset di Xbox.
Il messaggio interno avrebbe sottolineato il peso degli investimenti sostenuti negli ultimi anni. Escludendo Activision Blizzard King, Xbox avrebbe speso oltre 20 miliardi di dollari in contenuti, piattaforme e sussidi hardware nell’arco di cinque anni. Nello stesso periodo, però, le entrate annuali sarebbero diminuite di quasi mezzo miliardo di dollari.
Da qui la necessità, indicata dai vertici, di trasformare la divisione in un business più sostenibile. Un passaggio che, prevedibilmente, includerà licenziamenti pesanti e una revisione del numero di studi mantenuti internamente.
Il precedente di Tango Gameworks e il caso Romero Games
La vicenda richiama quanto accaduto nel 2024 con Tango Gameworks, lo studio di Hi-Fi Rush. Xbox aveva deciso di chiuderlo nonostante il successo critico del gioco, salvo poi vedere Krafton, casa madre di PUBG, acquisire gran parte del team e i piani legati a Hi-Fi Rush 2.
Microsoft ha mantenuto tecnicamente le proprietà intellettuali di The Evil Within e Ghostwire: Tokyo, ma non le avrebbe utilizzate in nuovi progetti da allora. Il precedente di Tango Gameworks mostra come la chiusura di uno studio non coincida sempre con la fine completa del suo percorso creativo, anche se comporta inevitabilmente una fase di forte instabilità.
Un caso simile avrebbe coinvolto anche Romero Games, lo studio guidato da John e Brenda Romero. Pur non essendo di proprietà di Microsoft, lo studio si sarebbe trovato in difficoltà dopo la rinuncia dell’azienda a un accordo. Il progetto, però, sarebbe riuscito a sopravvivere, pur in mezzo alla necessità di ridurre il personale e rivedere le proprie ambizioni.
Un giugno difficile per Xbox
Giugno si sta rivelando un mese particolarmente duro per Xbox. Nella giornata del 15 giugno, la divisione ha perso anche Craig Duncan, capo degli studi di gioco, che ricopriva l’incarico da meno di due anni. La sua uscita si inserisce in un quadro già segnato da tensioni interne e da una ristrutturazione sempre più evidente.
I licenziamenti più pesanti, inclusi i tagli agli studi, dovrebbero arrivare ufficialmente a luglio. Intanto, il CEO di Microsoft ha riconosciuto che esiste “più monetizzazione dei giochi Xbox su YouTube” rispetto a quanto generato direttamente dall’azienda, mentre il gruppo cerca di trasformare il comparto gaming in un’attività più stabile.
La direzione appare chiara: Xbox sta cercando di ridurre i costi e rivedere il proprio modello produttivo. Per gli studi coinvolti, però, il futuro resta sospeso tra chiusura, vendita e indipendenza forzata, con conseguenze ancora difficili da misurare per sviluppatori, progetti e proprietà intellettuali.







