Paramount vuole trasformare il successo televisivo di Taylor Sheridan in nuove esperienze videoludiche. Dopo aver costruito negli ultimi anni un universo narrativo fortissimo attorno a serie come Yellowstone, 1883, 1923, Tulsa King, Lioness e Landman, la compagnia guarda ora ai videogiochi come a un nuovo spazio in cui espandere i propri franchise più riconoscibili. La nuova divisione Paramount Games Studio nasce proprio con questa ambizione: portare alcune delle proprietà più amate del gruppo oltre cinema, televisione e streaming.
Lo Sheridanverse tra le priorità di Paramount Games
Shawn Kittelsen, responsabile creativo e produttivo di Paramount Games Studio, ha indicato i progetti legati a Taylor Sheridan come una delle aree di maggiore interesse per la compagnia. In particolare, il franchise di Yellowstone e Landman vengono considerati priorità, mentre anche Tulsa King e Lioness rientrano tra i titoli valutati per possibili adattamenti videoludici.
L’idea è comprensibile. Lo Sheridanverse ha costruito il proprio successo su mondi molto riconoscibili, pieni di conflitti familiari, potere, territori contesi e personaggi moralmente ambigui. Sono elementi che, se tradotti con attenzione, potrebbero funzionare bene anche in un videogioco, soprattutto in esperienze basate su scelte, gestione delle conseguenze e tensione narrativa.
Nel caso di Yellowstone, il potenziale è particolarmente evidente. Il ranch dei Dutton non è solo un’ambientazione, ma un vero centro di gravità emotivo e politico. Una possibile trasposizione videoludica potrebbe concentrarsi sulla difesa della proprietà, sulle alleanze difficili, sui rapporti con le comunità vicine o sulle pressioni economiche e criminali che attraversano la serie. Al momento, però, non è stato chiarito se eventuali giochi seguiranno storie già viste sullo schermo oppure se punteranno su trame originali ambientate nello stesso universo.
Una strategia più ampia per i franchise Paramount
L’interesse per Taylor Sheridan non è un caso isolato. Paramount Games Studio sta costruendo una strategia più ampia, basata su proprietà molto diverse tra loro. Tra i marchi al centro della divisione figurano anche le Tartarughe Ninja, Avatar – La leggenda di Aang, Star Trek e SpongeBob, con l’obiettivo di coprire pubblici e generi differenti.
Il primo grande segnale di questa nuova fase è arrivato con Teenage Mutant Ninja Turtles: The Last Ronin, progetto affidato a PlatinumGames e pensato come action-adventure AAA. La scelta di un titolo più cupo e maturo legato alle Tartarughe Ninja mostra bene la direzione di Paramount: non limitarsi a prodotti derivativi, ma lavorare su adattamenti capaci di avere una forte identità anche come videogiochi.
In questo contesto, le serie di Sheridan rappresentano un versante diverso e potenzialmente molto interessante. Non sono franchise fantasy o d’azione nel senso più tradizionale, ma drammi contemporanei costruiti su tensioni sociali, criminalità, famiglia e controllo del territorio. Proprio per questo potrebbero richiedere un approccio più mirato rispetto a un classico gioco d’azione.
“Missili, non proiettili”: la filosofia di Paramount
Kittelsen ha sintetizzato la strategia della divisione con un’immagine piuttosto chiara: puntare su “missili, non proiettili”. In altre parole, Paramount non sembra interessata a moltiplicare progetti minori solo per sfruttare i marchi a disposizione. La priorità è individuare partner capaci di realizzare esperienze solide, riconoscibili e realmente significative per i fan.
È una scelta importante, soprattutto per franchise come Yellowstone. Un adattamento videoludico superficiale rischierebbe di ridurre il mondo di Sheridan a un semplice scenario western contemporaneo. Per funzionare, invece, dovrebbe conservare ciò che rende queste serie riconoscibili: la tensione tra affari e famiglia, il peso delle scelte personali, la durezza dei rapporti di potere e quella sensazione costante che ogni decisione possa avere un costo.
Landman potrebbe offrire un terreno diverso, legato all’industria petrolifera, agli interessi economici e ai conflitti che ruotano attorno a un ambiente competitivo e spietato. Tulsa King, con la sua componente criminale, sembrerebbe più vicino a una struttura da action drama, mentre Lioness potrebbe aprire la porta a un’esperienza più tattica e spionistica. Sono ipotesi naturali, ma per ora non ci sono dettagli ufficiali su generi, team di sviluppo o finestre d’uscita.
L’espansione dello Sheridanverse nei videogiochi, quindi, è ancora nelle fasi iniziali. Paramount ha però chiarito la direzione: usare i propri franchise come mondi da abitare, non solo come marchi da licenziare. Se questa strategia verrà applicata con la stessa cura richiesta da storie dense e adulte come Yellowstone, il passaggio dal piccolo schermo al videogioco potrebbe diventare una delle mosse più interessanti della nuova fase Paramount.






