Yellowstone diventa un videogioco? Paramount punta sullo Sheridanverse

Paramount Games Studio guarda allo Sheridanverse: Yellowstone, Landman, Tulsa King e Lioness potrebbero diventare videogiochi con esperienze narrative ambiziose.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Paramount vuole trasformare il successo televisivo di Taylor Sheridan in nuove esperienze videoludiche. Dopo aver costruito negli ultimi anni un universo narrativo fortissimo attorno a serie come Yellowstone, 1883, 1923, Tulsa King, Lioness e Landman, la compagnia guarda ora ai videogiochi come a un nuovo spazio in cui espandere i propri franchise più riconoscibili. La nuova divisione Paramount Games Studio nasce proprio con questa ambizione: portare alcune delle proprietà più amate del gruppo oltre cinema, televisione e streaming.

Lo Sheridanverse tra le priorità di Paramount Games

Shawn Kittelsen, responsabile creativo e produttivo di Paramount Games Studio, ha indicato i progetti legati a Taylor Sheridan come una delle aree di maggiore interesse per la compagnia. In particolare, il franchise di Yellowstone e Landman vengono considerati priorità, mentre anche Tulsa King e Lioness rientrano tra i titoli valutati per possibili adattamenti videoludici.

L’idea è comprensibile. Lo Sheridanverse ha costruito il proprio successo su mondi molto riconoscibili, pieni di conflitti familiari, potere, territori contesi e personaggi moralmente ambigui. Sono elementi che, se tradotti con attenzione, potrebbero funzionare bene anche in un videogioco, soprattutto in esperienze basate su scelte, gestione delle conseguenze e tensione narrativa.

Nel caso di Yellowstone, il potenziale è particolarmente evidente. Il ranch dei Dutton non è solo un’ambientazione, ma un vero centro di gravità emotivo e politico. Una possibile trasposizione videoludica potrebbe concentrarsi sulla difesa della proprietà, sulle alleanze difficili, sui rapporti con le comunità vicine o sulle pressioni economiche e criminali che attraversano la serie. Al momento, però, non è stato chiarito se eventuali giochi seguiranno storie già viste sullo schermo oppure se punteranno su trame originali ambientate nello stesso universo.

Una strategia più ampia per i franchise Paramount

L’interesse per Taylor Sheridan non è un caso isolato. Paramount Games Studio sta costruendo una strategia più ampia, basata su proprietà molto diverse tra loro. Tra i marchi al centro della divisione figurano anche le Tartarughe Ninja, Avatar – La leggenda di Aang, Star Trek e SpongeBob, con l’obiettivo di coprire pubblici e generi differenti.

Il primo grande segnale di questa nuova fase è arrivato con Teenage Mutant Ninja Turtles: The Last Ronin, progetto affidato a PlatinumGames e pensato come action-adventure AAA. La scelta di un titolo più cupo e maturo legato alle Tartarughe Ninja mostra bene la direzione di Paramount: non limitarsi a prodotti derivativi, ma lavorare su adattamenti capaci di avere una forte identità anche come videogiochi.

In questo contesto, le serie di Sheridan rappresentano un versante diverso e potenzialmente molto interessante. Non sono franchise fantasy o d’azione nel senso più tradizionale, ma drammi contemporanei costruiti su tensioni sociali, criminalità, famiglia e controllo del territorio. Proprio per questo potrebbero richiedere un approccio più mirato rispetto a un classico gioco d’azione.

“Missili, non proiettili”: la filosofia di Paramount

Kittelsen ha sintetizzato la strategia della divisione con un’immagine piuttosto chiara: puntare su “missili, non proiettili”. In altre parole, Paramount non sembra interessata a moltiplicare progetti minori solo per sfruttare i marchi a disposizione. La priorità è individuare partner capaci di realizzare esperienze solide, riconoscibili e realmente significative per i fan.

È una scelta importante, soprattutto per franchise come Yellowstone. Un adattamento videoludico superficiale rischierebbe di ridurre il mondo di Sheridan a un semplice scenario western contemporaneo. Per funzionare, invece, dovrebbe conservare ciò che rende queste serie riconoscibili: la tensione tra affari e famiglia, il peso delle scelte personali, la durezza dei rapporti di potere e quella sensazione costante che ogni decisione possa avere un costo.

Landman potrebbe offrire un terreno diverso, legato all’industria petrolifera, agli interessi economici e ai conflitti che ruotano attorno a un ambiente competitivo e spietato. Tulsa King, con la sua componente criminale, sembrerebbe più vicino a una struttura da action drama, mentre Lioness potrebbe aprire la porta a un’esperienza più tattica e spionistica. Sono ipotesi naturali, ma per ora non ci sono dettagli ufficiali su generi, team di sviluppo o finestre d’uscita.

L’espansione dello Sheridanverse nei videogiochi, quindi, è ancora nelle fasi iniziali. Paramount ha però chiarito la direzione: usare i propri franchise come mondi da abitare, non solo come marchi da licenziare. Se questa strategia verrà applicata con la stessa cura richiesta da storie dense e adulte come Yellowstone, il passaggio dal piccolo schermo al videogioco potrebbe diventare una delle mosse più interessanti della nuova fase Paramount.

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