Artemis III prende forma: la NASA accelera verso il lancio del 2027

La NASA accelera i preparativi di Artemis III, missione del 2027 che testerà Orion e i lander commerciali prima del ritorno umano sulla Luna.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

La NASA sta intensificando i preparativi per Artemis III, la seconda missione con equipaggio del programma Artemis. Il lancio è previsto tra la metà e la fine del 2027 e rappresenterà un passaggio fondamentale verso il ritorno dell’uomo sulla superficie lunare. La missione, tuttavia, non raggiungerà la Luna: l’equipaggio resterà in orbita terrestre bassa per collaudare sistemi e procedure indispensabili alle future operazioni lunari. Intanto, al Kennedy Space Center, l’assemblaggio dell’hardware è entrato in una fase particolarmente intensa.

I lavori procedono su più fronti. Tecnici e ingegneri stanno preparando il razzo Space Launch System, la capsula Orion e le infrastrutture necessarie al lancio, mentre le squadre operative hanno avviato simulazioni periodiche per perfezionare le procedure del conto alla rovescia.

Artemis III preparerà il primo allunaggio del programma

Artemis III porterà quattro astronauti in orbita terrestre bassa a bordo della navicella Orion, lanciata dal razzo Space Launch System. Una volta completati i controlli iniziali, l’equipaggio dovrà eseguire operazioni di avvicinamento e aggancio con versioni sperimentali dei sistemi commerciali di allunaggio sviluppati da SpaceX e Blue Origin.

La missione servirà quindi a verificare l’integrazione tra Orion e i due veicoli destinati alle future operazioni lunari: Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin. Saranno messi alla prova sistemi di comunicazione, propulsione, supporto vitale e aggancio, oltre alle procedure che gli astronauti dovranno seguire durante il trasferimento tra i diversi veicoli.

Questi test rappresentano una tappa essenziale nell’architettura del programma Artemis. Il primo allunaggio con equipaggio è infatti previsto con Artemis IV, programmata per il 2028. Due astronauti dovrebbero scendere nei pressi del polo sud lunare e trascorrere circa una settimana sulla superficie, segnando il ritorno dell’umanità sulla Luna per la prima volta dal 1972.

Il razzo SLS viene assemblato al Kennedy Space Center

Diverse componenti dello Space Launch System di Artemis III sono già arrivate nel Vehicle Assembly Building del Kennedy Space Center, in Florida. Lo stadio centrale del razzo è stato consegnato alla fine di aprile e successivamente collegato alla sezione che ospiterà i motori.

I primi due dei quattro propulsori RS-25 sono arrivati nel mese di giugno. Verranno installati dopo la consegna degli ultimi due esemplari, completando così il sistema di propulsione principale dello stadio centrale. Una volta terminata questa fase, il razzo potrà essere integrato con la piattaforma mobile di lancio e sottoposto ai test operativi.

Sono iniziati anche i lavori sui due grandi propulsori laterali a combustibile solido. I segmenti inferiori sono stati fissati alla piattaforma mobile di lancio, mentre quelli superiori, arrivati al centro spaziale in treno, saranno ispezionati e collaudati prima dell’assemblaggio definitivo.

Questi booster forniranno gran parte della spinta necessaria durante i primi minuti di volo. Il loro montaggio rappresenta quindi uno dei passaggi più visibili e delicati nella preparazione dell’intero veicolo.

Orion riceve uno scudo termico aggiornato

Anche la navicella Orion sta compiendo progressi significativi all’interno del Neil Armstrong Operations and Checkout Building. Gli ingegneri hanno completato l’installazione dello scudo termico, progettato per proteggere la capsula durante il rientro nell’atmosfera terrestre.

Artemis III sarà la prima missione di Orion a utilizzare una versione aggiornata dello scudo. Le modifiche derivano dall’analisi dell’usura inattesa osservata dopo Artemis I, la missione senza equipaggio che aveva permesso alla NASA di raccogliere dati preziosi sul comportamento della capsula durante il rientro.

Il modulo di servizio, responsabile della produzione di energia, della propulsione e di altre funzioni essenziali, ha invece completato i test acustici. La capsula e il modulo verranno successivamente uniti e trasferiti nel Vehicle Assembly Building, dove Orion sarà installata sulla parte superiore del razzo.

Al via le simulazioni per il giorno del lancio

La preparazione non riguarda soltanto l’hardware. Le squadre del Kennedy Space Center hanno iniziato una serie di simulazioni mensili di lancio per affinare il caricamento dei propellenti, le operazioni del giorno della partenza e la gestione degli ultimi dieci minuti del conto alla rovescia.

Queste esercitazioni permettono di individuare eventuali criticità e di coordinare le numerose squadre coinvolte. Ogni fase deve essere eseguita con estrema precisione, dal rifornimento del razzo fino alla gestione di possibili interruzioni o anomalie prima del decollo.

Parallelamente, prosegue la produzione dell’hardware destinato ad Artemis IV. Il serbatoio dell’ossigeno liquido dello stadio centrale è stato spostato all’interno del Michoud Assembly Facility della NASA, a New Orleans, per affrontare la successiva fase di lavorazione e collaudo.

Con Artemis III, la NASA punta dunque a verificare in condizioni operative i sistemi che renderanno possibile il ritorno sulla Luna. Il lancio del 2027 non porterà astronauti sulla superficie, ma costituirà una prova generale decisiva per l’allunaggio previsto con Artemis IV.

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