Backrooms torna nelle sale con una nuova versione pensata per chi ha seguito il fenomeno fin dalle sue origini online. Il film horror diretto da Kane Parsons, debutto del giovane regista nel lungometraggio, riceverà infatti un’edizione speciale intitolata Backrooms – Everything Must Go, con 16 minuti di materiale inedito.
L’uscita è fissata per il 3 luglio 2026 e arriva dopo il successo del film nelle sale. La produzione A24 ha trasformato in esperienza cinematografica uno dei miti horror più riconoscibili di internet, nato come creepypasta e poi ampliato proprio da Parsons attraverso una webserie su YouTube in stile found footage.
La curiosità più grande riguarda la natura dei nuovi minuti aggiunti. Non si tratta di un semplice montaggio alternativo, né di contenuti dietro le quinte. Lo stesso Parsons ha chiarito che il materiale extra non è un making-of e non rappresenta una nuova versione rieditata del film. Il regista ha lasciato però intendere che chi sperava in qualcosa di più vicino agli episodi YouTube potrebbe apprezzare molto questa nuova uscita.
Il ritorno alle radici YouTube di Backrooms
Prima di diventare un film A24, Backrooms era già un fenomeno virale. Il concetto nasceva da un’immagine inquietante: un ambiente vuoto, giallastro, anonimo e apparentemente infinito, capace di evocare una sensazione di smarrimento immediata. Da lì, internet ha costruito una mitologia fatta di spazi liminali, corridoi senza fine e presenze impossibili da comprendere.
Kane Parsons ha preso quell’immaginario e lo ha trasformato in una webserie di grande successo, composta da episodi in stile falso documentario e found footage. Al centro c’era Async, una misteriosa organizzazione impegnata a esplorare e mappare i Backrooms, con risultati sempre più inquietanti.
Il film ha mantenuto parte di questa impostazione, ma ha scelto un punto di vista più cinematografico. La storia segue Clark, proprietario di un negozio di mobili interpretato da Chiwetel Ejiofor, e Mary, terapeuta interpretata da Renate Reinsve. Accanto a loro compaiono anche Mark Duplass e Avan Jogia, legati alla parte più scientifica e aziendale della vicenda.
Cosa potrebbe contenere Everything Must Go
Il fatto che Parsons abbia escluso sia il backstage sia il semplice rimontaggio rende Everything Must Go molto più interessante. I 16 minuti extra sembrano pensati come un’estensione autonoma, forse più vicina alla struttura episodica della webserie che a una classica director’s cut.
L’indizio più forte riguarda proprio i fan degli episodi YouTube. La serie online dedicava molto spazio ad Async, ai suoi esperimenti e ai tentativi di comprendere il funzionamento dei Backrooms. Nel film, invece, questa parte resta più contenuta. Personaggi come Phil, lo scienziato interpretato da Mark Duplass, e Naren Warne, il ricercatore interpretato da Avan Jogia, avrebbero potuto offrire un legame più diretto con quella dimensione del racconto.
Per questo, il nuovo materiale potrebbe approfondire l’attività di Async, mostrando meglio la spedizione scientifica e il modo in cui l’organizzazione interagisce con lo spazio liminale. Non è detto che le nuove scene forniscano risposte chiare. Anzi, se seguiranno davvero lo spirito della webserie, potrebbero aggiungere nuovi interrogativi più che risolvere i misteri rimasti aperti.
Un horror nato dal web e diventato evento cinematografico
Il successo di Backrooms è particolare perché nasce da un percorso insolito. Non si tratta di un franchise tradizionale, né di un remake di un classico horror. È un’idea cresciuta su internet, modellata da community, video, teorie e atmosfere disturbanti, fino a diventare un film distribuito da uno degli studi più riconoscibili del cinema indipendente contemporaneo.
Il passaggio al grande schermo ha inevitabilmente cambiato il tono dell’opera. La webserie aveva un fascino grezzo, quasi clandestino, costruito su immagini sporche, audio disturbati e una sensazione di documento ritrovato. Il film, invece, lavora con attori noti, una produzione più ampia e una struttura narrativa più accessibile.
Backrooms – Everything Must Go sembra voler recuperare almeno una parte di quella tensione originaria. L’idea di aggiungere materiale pensato per chi conosce gli episodi YouTube è un modo intelligente per riconnettere il film alla sua base più fedele, senza necessariamente modificare l’esperienza principale.
Async resta il grande mistero
Uno degli elementi che più ha alimentato le discussioni dopo l’uscita del film riguarda proprio Async. L’organizzazione è centrale nella mitologia dei Backrooms, ma nel lungometraggio molti aspetti restano in ombra. Le creature immobili e inquietanti dello spazio liminale, il destino di Mary e le vere intenzioni dell’azienda continuano a lasciare spazio a interpretazioni.
Il trailer della nuova edizione ha mantenuto il mistero, evitando di mostrare in modo esplicito il contenuto aggiuntivo. È una scelta coerente con il tono del progetto: Backrooms funziona meglio quando suggerisce, quando lascia intuire che dietro una porta, un corridoio o un’inquadratura apparentemente vuota esista qualcosa di sbagliato.
La nuova versione potrebbe quindi non essere pensata per “spiegare tutto”. Potrebbe invece ampliare la sensazione di disagio, riportando lo spettatore più vicino alla logica dei filmati originali: frammenti incompleti, documenti visivi disturbanti e la percezione che la verità sia sempre fuori campo.
Backrooms – Everything Must Go arriva così come un ritorno strategico e curioso. Non una semplice operazione commerciale, ma una nuova porta aperta su un universo che sembra vivere proprio grazie alle sue zone irrisolte. Per chi ha scoperto i Backrooms su YouTube, quei 16 minuti potrebbero essere il collegamento più diretto tra il mito online e la sua nuova vita cinematografica.






