Guillaume Broche, creative director di Clair Obscur: Expedition 33, ha indicato Kingdom Hearts II come uno dei suoi videogiochi preferiti di sempre. Non solo: per il fondatore di Sandfall Interactive, il secondo capitolo della saga Square Enix resta uno degli action RPG più riusciti mai realizzati, soprattutto per profondità del gameplay e qualità delle meccaniche avanzate.
Il commento è arrivato durante una puntata di Jeux Video Club, format di Konbini dedicato al mondo dei videogiochi. Broche ha inserito Kingdom Hearts II nella sua personale top 5, sottolineando come Square Enix sia riuscita a creare qualcosa di davvero eccezionale. Un giudizio forte, ma non sorprendente se si guarda al modo in cui Clair Obscur: Expedition 33 dialoga con grandi modelli del passato, dai JRPG classici agli action più tecnici.
Il fascino ancora attuale di Kingdom Hearts II
Per Broche, il punto centrale è il gameplay. La serie Kingdom Hearts ha sempre unito combattimenti in tempo reale, progressione ruolistica e una struttura narrativa molto particolare, ma il secondo capitolo viene spesso ricordato come uno dei momenti più alti del franchise. Il creative director di Clair Obscur: Expedition 33 sembra condividere pienamente questa lettura.
Nel corso dell’intervista, Broche ha evidenziato soprattutto la ricchezza delle fasi avanzate dell’avventura. A suo giudizio, Kingdom Hearts II offre una profondità notevole grazie a combo, fusioni e possibilità di combattimento che continuano ad aprirsi anche dopo molte ore di gioco. Il late game, in particolare, viene descritto come uno spazio in cui il sistema riesce davvero a mostrare tutta la propria forza.
Broche ha spiegato che, da allora, ha continuato a cercare qualcosa capace di restituirgli quella stessa sensazione. Un’affermazione che fa capire quanto Kingdom Hearts II abbia inciso sul suo modo di intendere il rapporto tra azione, tecnica e crescita del personaggio.
Kingdom Hearts III e un confronto inevitabile
Il paragone con Kingdom Hearts III è quasi inevitabile. Broche non ha bocciato il terzo capitolo della saga, anzi lo ha definito un buon gioco. Tuttavia, a suo parere, non è riuscito a recuperare fino in fondo ciò che rendeva eccezionale il gameplay di Kingdom Hearts II.
La distinzione è importante. Non si tratta di una critica generica alla serie o al lavoro di Square Enix, ma di un giudizio molto specifico sulla qualità dei sistemi di combattimento. Per Broche, il secondo episodio resta un punto di equilibrio difficile da replicare: accessibile, spettacolare e al tempo stesso capace di sostenere centinaia di ore nelle fasi più avanzate.
Il creative director non si è soffermato sugli altri capitoli canonici della saga, né sugli episodi intermedi che nel tempo hanno ampliato la complessa mitologia di Kingdom Hearts. Il suo riferimento principale resta Kingdom Hearts II, visto come modello di action RPG ancora oggi influente.
Le ispirazioni dietro Clair Obscur: Expedition 33
L’apprezzamento di Broche per Kingdom Hearts II si inserisce bene nel quadro più ampio di Clair Obscur: Expedition 33. Il gioco di Sandfall Interactive è stato accolto da molti come una ventata d’aria fresca, ma è anche un’opera che mostra con chiarezza le proprie ispirazioni. La componente ruolistica richiama in modo evidente la tradizione di Final Fantasy, mentre alcune scelte di ritmo e stile guardano a un’idea di combattimento molto più fisica e dinamica.
In particolare, il gameplay di Verso sembra avvicinarsi a Devil May Cry, altro titolo molto caro a Broche. Prima di lavorare al proprio gioco, lo sviluppatore aveva pubblicato run sfida dedicate proprio alla serie Capcom, e alcune influenze risultano piuttosto riconoscibili: dal sistema di ranking al tipo di movimenti associati al personaggio.
In questo contesto, l’amore per Kingdom Hearts II appare perfettamente coerente. Clair Obscur: Expedition 33 fonde elementi da gioco di ruolo con un gusto molto marcato per l’azione, la precisione e il tempismo. Anche quando il sistema resta legato a meccaniche da RPG, l’attenzione per il gesto, per l’impatto visivo e per la soddisfazione del combattimento richiama una sensibilità vicina agli action più raffinati.
Un modello difficile da superare
Le parole di Broche confermano quanto Kingdom Hearts II continui a esercitare una forte influenza su sviluppatori e giocatori. A distanza di anni, il titolo Square Enix viene ancora citato come esempio di equilibrio tra spettacolarità e profondità, soprattutto da chi cerca un action RPG capace di non esaurirsi dopo la storia principale.
Per Clair Obscur: Expedition 33, questo tipo di riferimento aiuta anche a leggere meglio l’ambizione del progetto. Sandfall Interactive non sembra interessata a copiare un solo modello, ma a costruire un’identità mescolando influenze diverse: JRPG, combattimenti tecnici, direzione artistica forte e una struttura capace di parlare sia agli appassionati del genere sia a chi cerca qualcosa di più moderno.
Broche non ha nascosto il peso dei suoi riferimenti. Al contrario, li ha rivendicati con naturalezza. E tra questi, Kingdom Hearts II occupa un posto speciale: non solo come gioco amato, ma come standard di gameplay che, per lui, resta ancora difficilissimo da raggiungere.







