Denis Villeneuve si prepara a concludere il viaggio iniziato quasi dieci anni fa con Dune – Parte Tre, capitolo finale della sua trilogia cinematografica. Il film arriverà nei cinema italiani il 16 dicembre 2026 e sarà ambientato quasi due decenni dopo l’ascesa al potere di Paul Atreides. Per il regista canadese non sarà soltanto la conclusione di una grande produzione fantascientifica, ma anche un addio personale ai personaggi e agli interpreti che lo hanno accompagnato dal primo film.
I primi due capitoli, Dune e Dune – Parte Due, hanno incassato complessivamente circa 1,1 miliardi di dollari nel mondo. Il terzo film si ispira soprattutto a Messia di Dune, romanzo pubblicato da Frank Herbert nel 1969, e mostrerà Paul ormai insediato come Imperatore, costretto ad affrontare le conseguenze delle proprie decisioni e della guerra scatenata in suo nome.
Un thriller più veloce e intenso
Villeneuve ha voluto dare al capitolo conclusivo un’identità diversa rispetto ai primi due. Dune seguiva un giovane che scopriva un mondo sconosciuto, attraverso una narrazione prevalentemente meditativa e contemplativa. Dune – Parte Due assumeva invece la struttura di un grande film di guerra.
Il nuovo episodio sarà più vicino a un thriller, con un ritmo accelerato, maggiore azione e una componente emotiva ancora più marcata. Il regista ha spiegato di non voler ripetere quanto già fatto, preferendo esplorare una forma narrativa nuova per chiudere la storia.
Villeneuve aveva inizialmente pensato di attendere alcuni anni prima di tornare su Arrakis. La risposta del pubblico ai primi due film lo ha però convinto ad anticipare il progetto. Il cineasta ha avvertito la responsabilità di completare il percorso di Paul e Chani, dedicando il terzo capitolo anche ai fan che avevano sostenuto la saga.
Paul affronta le conseguenze del proprio potere
Il mondo ritratto in Dune – Parte Tre sarà profondamente cambiato. Gli incubi e le visioni che tormentavano Paul nei capitoli precedenti sono diventati realtà. Il giovane erede degli Atreides ha conquistato l’Impero, ma il prezzo della vittoria è stato devastante.
Paul dovrà fare i conti con il proprio regno, con la ribellione che cresce contro di lui e con una vasta cospirazione. Villeneuve ha descritto il film come una storia legata alla redenzione, anche se il trailer mette apertamente in dubbio che il protagonista possa ancora ottenerla. La frase “Perdonatemi per ciò che ho fatto”, scelta anche per la promozione italiana, chiarisce il tono dell’intera vicenda.
Al centro rimarrà il rapporto tra Paul e Chani. Non sarà più la storia d’amore nata nel deserto, ma un legame spezzato dal tradimento e dalle scelte politiche del nuovo Imperatore. Chani gli ricorda di aver creduto nella promessa che non avrebbe conquistato il potere in nome proprio. Paul, invece, cerca di proteggere una famiglia nata all’interno di un universo che lui stesso ha contribuito a rendere più pericoloso.
Chani ha perso la sua prospettiva giovanile
Zendaya ha anticipato che gli anni trascorsi non sono stati clementi con Chani. La guerriera fremen rimane legata alla difesa di Arrakis e del proprio popolo, ma la sua visione del mondo è diventata più dura.
La prospettiva giovanile osservata nei primi film è ormai svanita. Chani continua ad avere qualcosa per cui combattere, ma porta sulle spalle le conseguenze del potere assunto da Paul e della guerra combattuta in suo nome. La sua posizione morale sarà quindi essenziale per mettere in discussione l’uomo che un tempo aveva accolto tra i Fremen.
Per Villeneuve, riportare Zendaya e Timothée Chalamet nel deserto un’ultima volta è stato particolarmente difficile. Regista e interpreti hanno condiviso quasi dieci anni di lavoro, formando quella che il cineasta ha descritto come una piccola famiglia. Salutare Paul e Chani ha quindi assunto un significato che supera la semplice conclusione della produzione.
Il ritorno di Duncan Idaho e il nuovo cast
Il film segnerà anche il ritorno di Jason Momoa nel ruolo di Duncan Idaho, morto durante gli eventi del primo capitolo. Nel trailer, il personaggio affronta direttamente Paul e mette in dubbio che possa ancora essere redento dopo aver conquistato la galassia e devastato innumerevoli mondi.
Torneranno inoltre Florence Pugh come Principessa Irulan, Javier Bardem nei panni di Stilgar, Rebecca Ferguson come Lady Jessica, Josh Brolin nel ruolo di Gurney Halleck e Anya Taylor-Joy come Alia Atreides. Robert Pattinson interpreterà Scytale, figura ambigua coinvolta nella cospirazione contro l’Imperatore. Nakoa-Wolf Momoa e Ida Brooke saranno invece Leto II e Ghanima, i figli gemelli di Paul e Chani.
La paternità aggiungerà un nuovo livello alla storia di Paul. Il primo Dune mostrava il Duca Leto mentre preparava il figlio ad affrontare un mondo pericoloso; il capitolo conclusivo presenterà Paul nella stessa posizione, ma all’interno di una realtà resa ancora più instabile dalle sue azioni.
Dune – Parte Tre chiuderà così il percorso cinematografico di Villeneuve nell’universo di Frank Herbert. Il regista non sembra interessato a concedere facili assoluzioni al protagonista: il finale dovrà confrontarsi con il vero costo del potere, con una storia d’amore ormai ferita e con le conseguenze di una vittoria trasformata in tragedia.






