The Elder Scrolls VI e Fallout 5 saranno sviluppati con il Creation Engine 3, la nuova versione del motore proprietario di Bethesda. Una scelta che, almeno sulla carta, punta a dare continuità tecnica ai prossimi grandi giochi di ruolo dello studio, ma che ha già acceso un acceso dibattito tra i fan.
La conferma è arrivata insieme a una serie di aggiornamenti sui progetti futuri legati a Bethesda e al marchio Fallout. Tra le novità emerse figurano la pre-produzione di Fallout 5, il lavoro sui remaster di Fallout 3 e Fallout: New Vegas, oltre alla collaborazione con Obsidian Entertainment per un nuovo titolo ambientato nello stesso universo. Tuttavia, è proprio la scelta del motore grafico a concentrare buona parte delle reazioni online.
Bethesda punta sul Creation Engine 3
Il Creation Engine 3 viene presentato come una piattaforma tecnologica condivisa, sviluppata dopo il lancio di Starfield. L’obiettivo è consentire ai team interni di lavorare su più progetti contemporaneamente, sfruttando nuovi strumenti, sistemi aggiornati e un comparto di rendering pensato per sostenere le ambizioni dei prossimi giochi Bethesda.
Todd Howard ha difeso con convinzione il lavoro del reparto tecnico dello studio. Parlando con Windows Central, il dirigente ha elogiato il team definendolo “incredibile”, sottolineando come i designer di Bethesda chiedano spesso soluzioni complesse e fuori scala, mentre gli sviluppatori del motore riescono a trovare il modo di renderle possibili. È una filosofia che, nelle intenzioni dello studio, dovrebbe continuare a caratterizzare i suoi giochi: mondi aperti ricchi di interazioni, libertà d’azione e sistemi capaci di reagire alle scelte del giocatore.
Per Bethesda, insomma, il Creation Engine non è soltanto una tecnologia interna, ma una parte dell’identità dei suoi RPG. Proprio questo legame, però, è anche il punto che rende la discussione più delicata.
Le perplessità dei fan tra bug e schermate di caricamento
Una parte della community non ha accolto la notizia con entusiasmo. Il Creation Engine viene spesso associato alla grande libertà concessa ai modder, ma anche a una lunga tradizione di problemi tecnici, bug e limiti strutturali che alcuni giocatori ritengono ormai difficili da ignorare.
Su Reddit, diversi utenti hanno espresso dubbi piuttosto netti. C’è chi considera il motore divertente per chi crea mod, ma poco competitivo rispetto alle tecnologie utilizzate da altri grandi studi. Altri temono che l’utilizzo del Creation Engine 3 possa tradursi in giochi pubblicati con numerosi problemi tecnici, lasciando poi alla community il compito di correggere errori e imperfezioni attraverso patch non ufficiali.
Il tema dei bug, quando si parla di Bethesda, resta particolarmente sensibile. La storia dello studio è legata a produzioni enormi e ambiziose, spesso capaci di offrire un senso di libertà raro nel panorama dei videogiochi, ma anche a lanci non sempre puliti dal punto di vista tecnico. Per molti fan, il timore è che The Elder Scrolls VI e Fallout 5 possano riproporre gli stessi difetti, amplificati dalle aspettative altissime che circondano entrambi i progetti.
Il nodo delle schermate di caricamento
Tra le preoccupazioni più ricorrenti emerge anche il problema delle schermate di caricamento. Alcuni giocatori temono che il Creation Engine 3 possa continuare a richiedere caricamenti separati per l’accesso agli interni, un elemento percepito come datato soprattutto in vista di giochi destinati ad arrivare nella seconda metà del decennio.
Il punto non è soltanto tecnico, ma anche legato all’immersione. Nei giochi di ruolo moderni, la continuità tra ambienti esterni e interni contribuisce a rendere il mondo più credibile. Per questo, l’idea di dover ancora affrontare caricamenti per entrare in edifici di piccole dimensioni viene vista da alcuni fan come un limite poco accettabile per titoli dell’ambizione di The Elder Scrolls VI e Fallout 5.
Il discorso potrebbe riguardare anche il progetto Fallout affidato a Obsidian Entertainment, anche se al momento non sono stati chiariti dettagli tecnici specifici su quel gioco. L’incertezza, quindi, lascia spazio a ipotesi e timori, soprattutto tra chi spera in un netto passo avanti rispetto alle produzioni precedenti.
Il modding resta il grande punto di forza
Non tutte le reazioni, però, sono negative. Una parte della community continua a vedere nel Creation Engine una risorsa fondamentale, soprattutto per la scena modding. I giochi Bethesda hanno costruito negli anni una longevità enorme anche grazie agli strumenti messi a disposizione dei giocatori, capaci di trasformare, espandere e correggere le esperienze originali.
Per molti fan, nessun altro motore offrirebbe la stessa flessibilità sotto questo aspetto. L’idea che The Elder Scrolls VI e Fallout 5 possano nascere su una tecnologia ancora orientata alle mod viene quindi interpretata come una buona notizia, almeno per chi considera la creatività della community una parte essenziale dell’esperienza Bethesda.
C’è anche chi accoglie positivamente la scelta per un altro motivo: evitare il passaggio a motori esterni molto diffusi, come Unreal Engine. Per questi giocatori, mantenere una tecnologia proprietaria significa preservare almeno in parte l’identità tecnica e ludica dello studio, senza uniformarsi troppo agli standard dominanti dell’industria.
Un futuro importante ma ancora incerto
L’attesa attorno a The Elder Scrolls VI e Fallout 5 resta altissima, ma il contesto non è privo di ombre. Bethesda è stata coinvolta nell’ondata di licenziamenti che ha colpito Xbox, e alcuni sviluppatori interessati hanno già espresso preoccupazione per l’impatto che la perdita di talenti potrebbe avere sulla capacità dello studio di concentrarsi sui suoi due franchise principali.
Bethesda, dal canto suo, continua a mostrarsi fiduciosa. Lo studio sostiene che The Elder Scrolls VI stia procedendo bene, spiegando che il progetto si trova nella fase prevista, che l’aspetto del gioco convince il team e che viene provato internamente ogni giorno.
La scelta del Creation Engine 3, quindi, rimane un segnale a doppia lettura. Da un lato conferma la volontà di Bethesda di costruire i suoi prossimi RPG su una base tecnologica familiare e profondamente legata al modding. Dall’altro, riapre interrogativi mai del tutto superati su bug, caricamenti e limiti tecnici. Per capire quale delle due letture prevarrà, servirà vedere i giochi in azione.







