Enola Holmes 3 riporta su Netflix la giovane detective interpretata da Millie Bobby Brown, ormai al centro di una saga capace di rileggere l’universo di Sherlock Holmes da una prospettiva più fresca e dinamica. Il nuovo film arriva sulla piattaforma il 1° luglio 2026 e sposta l’azione a Malta, dove Enola si ritrova coinvolta in un caso particolarmente delicato: la misteriosa scomparsa di Sherlock Holmes, interpretato da Henry Cavill.
Il terzo capitolo non si limita però a seguire una nuova indagine. La storia approfondisce due figure fondamentali del mito creato da Sir Arthur Conan Doyle: Moriarty e il dottor John Watson. Dopo la loro introduzione in Enola Holmes 2, questi personaggi assumono un peso molto più evidente, con interpretazioni pensate per inserirsi in un mondo vittoriano classico, ma attraversato da sensibilità e temi più contemporanei.
Moriarty torna al centro della scena
In Enola Holmes 2, il personaggio interpretato da Sharon Duncan-Brewster era stato rivelato come una presenza molto più pericolosa di quanto sembrasse. La sua Moriarty agiva nell’ombra, muovendosi ai margini delle stanze e della storia, fino a mostrare la propria vera natura nel finale. Proprio questo gioco di apparenze ha reso la rivelazione particolarmente efficace.
L’attrice ha spiegato che molti spettatori non avevano previsto il colpo di scena, anche perché il personaggio era costruito per rimanere nascosto, quasi mimetizzato nel contesto. La sua voce, il suo modo di stare in scena e quella presenza laterale servivano a creare un’identità ambigua, difficile da decifrare fino al momento decisivo.
Con il terzo film, Moriarty può finalmente uscire allo scoperto. Duncan-Brewster ha raccontato di aver potuto mostrare meglio quanto il personaggio sia manipolatore, oscuro e imprevedibile, dando spazio a una dimensione più libera e inquietante. La Moriarty di Enola Holmes 3 non è soltanto una mente criminale: è una figura che conosce il potere della maschera e lo usa con lucidità.
Una villain classica con energia moderna
La sfida, per Sharon Duncan-Brewster, era evidente. Moriarty è uno dei nomi più iconici della tradizione sherlockiana e nel tempo è stato interpretato in molte forme diverse. Ogni generazione, in qualche modo, ha avuto il proprio Moriarty di riferimento. Per questo, proporne una nuova versione richiede equilibrio: bisogna rispettare il peso del personaggio, senza limitarsi a ripetere ciò che il pubblico conosce già.
L’attrice ha sottolineato proprio questo aspetto, parlando di una rilettura che permette di osservare Moriarty come essere umano, con lati diversi e zone ancora non del tutto esplorate. In questo senso, il lavoro di Jack Thorne e dei produttori punta a un contrasto preciso: un’ambientazione vittoriana riconoscibile, ma abitata da tensioni, linguaggi e dinamiche più vicine alla sensibilità moderna.
Anche il regista Philip Barantini ha evidenziato il valore di questa evoluzione. Dopo il ruolo più enigmatico avuto nel secondo film, Enola Holmes 3 offre l’occasione di capire meglio chi sia Moriarty, dove voglia andare e quale tipo di minaccia rappresenti. Il risultato nasce da un lavoro condiviso con Duncan-Brewster, interessato tanto alla psicologia del personaggio quanto alla sua fisicità e alla sua voce.
Il dottor Watson senza l’ombra di Sherlock
L’altra grande novità riguarda Himesh Patel nei panni del dottor John Watson. Il personaggio era apparso brevemente nella scena dopo i titoli di coda di Enola Holmes 2, ma il terzo capitolo gli concede uno spazio molto più ampio. La scelta più interessante è mostrarlo in una dinamica diversa da quella tradizionale con Sherlock Holmes.
Watson, infatti, viene spesso raccontato come il compagno d’indagini di Sherlock, colui che osserva, segue, annota e restituisce al pubblico il genio del detective. In Enola Holmes 3, invece, il rapporto centrale è quello con Enola. Patel ha spiegato che questa impostazione gli ha permesso di esplorare un Watson più autonomo, non definito soltanto dalla presenza di Sherlock.
Il legame con Enola è diverso. Non è il classico rapporto tra investigatore brillante e fedele alleato, ma qualcosa di più vicino a una guida. In un momento difficile, Enola cerca di pensare come suo fratello e si rivolge a Watson per provare ad avvicinarsi a quel modo di ragionare. Tuttavia, il medico non si limita a indicarle la strada di Sherlock: la invita anche a guardare le cose da una prospettiva differente.
Un Watson più intimo e personale
Per Patel, il cuore del personaggio sta nel suo percorso personale. Questa versione di Watson porta con sé una storia, un bisogno di appartenenza e un rapporto molto forte con le persone che lo circondano. La vicinanza a Enola e Sherlock rappresenta per lui qualcosa di rassicurante, una fonte di gioia e stabilità.
Barantini ha raccontato che l’attore si è preparato leggendo molti racconti originali di Conan Doyle, anche perché gran parte delle storie di Sherlock Holmes passa proprio dallo sguardo di Watson. Il lavoro sul personaggio ha riguardato anche elementi fisici, come l’eventuale uso di un bastone o una zoppia, oltre alla voce e al modo di muoversi.
Un altro aspetto importante riguarda le origini di questa incarnazione del personaggio. Jack Thorne ha costruito un Watson di discendenza indiana, inserendo nel film elementi legati alla storia familiare del medico, incluso il passato del padre e il suo rapporto con l’esercito britannico. È una scelta che aggiunge profondità al personaggio, senza spezzare il legame con l’immaginario vittoriano della saga.
Un universo sherlockiano sempre più ampio
Con Enola Holmes 3, la saga Netflix continua a costruire una propria identità. Enola resta il centro emotivo e narrativo della storia, ma intorno a lei si muovono figure sempre più definite. Moriarty e Watson non sono semplici presenze ereditate dal mito di Sherlock Holmes: diventano personaggi con un peso autonomo, capaci di riflettere le tensioni e le contraddizioni di questo mondo.
Nel frattempo, il pubblico continua ad attendere anche un terzo film dedicato allo Sherlock Holmes interpretato da Robert Downey Jr., una versione molto amata ma ancora lontana dal ritorno definitivo sul grande schermo. La forza di Enola, però, sta proprio nella capacità di spostare il punto di vista: non sostituire Sherlock, ma allargare il suo universo.
Enola Holmes 3 punta così su un equilibrio preciso: avventura, mistero, sensibilità moderna e atmosfere vittoriane. Al centro, due personaggi classici come Moriarty e Watson trovano nuove sfumature, mentre Enola continua a farsi spazio in una tradizione narrativa che sembrava già scritta.






