Lom Pyke è stato uno dei più influenti signori del crimine vissuti durante le Guerre dei Cloni. A capo del Sindacato Pyke, controllava una parte importante del traffico illegale di spezia, facendo di Oba Diah il centro delle proprie operazioni. Dietro la sua attività criminale si nascondeva però un segreto molto più pericoloso: il coinvolgimento nell’assassinio del Maestro Jedi Sifo-Dyas. Una vicenda che lo collegò direttamente al piano dei Sith per la creazione dell’esercito dei cloni.
Il suo potere non derivava soltanto dal commercio di sostanze illegali. Lom Pyke sapeva stringere alleanze, negoziare con politici e collaborare con alcune delle figure più temute della galassia. La sua ricerca costante del profitto lo portò prima al fianco di Maul e poi contro il Conte Dooku, con conseguenze fatali.
Il leader del Sindacato Pyke
Durante le Guerre dei Cloni, il Sindacato Pyke era una delle organizzazioni criminali più potenti della galassia. Il gruppo controllava la produzione e il trasporto della spezia, mantenendo una presenza particolarmente forte su Oba Diah e nelle miniere di Kessel. Le sostanze venivano poi distribuite alle famiglie criminali dei livelli inferiori di Coruscant.
L’esposizione continua alla spezia aveva modificato anche l’aspetto di Lom Pyke. Il suo volto e le sue mani apparivano macchiati dai residui della sostanza, distinguendolo visivamente dagli altri membri della sua specie. La sua influenza raggiungeva persino il Senato Galattico: un ritratto del criminale era conservato nell’ufficio del senatore Yudrish Sedran, accusato di aver ricevuto pagamenti illegali dal Sindacato Pyke. Il politico sostenne che si trattasse soltanto di un dono culturale.
Il complotto contro Sifo-Dyas
La parte più oscura della storia di Lom Pyke ebbe inizio circa dieci anni prima delle Guerre dei Cloni. Il Cancelliere Supremo Finis Valorum inviò il Maestro Jedi Sifo-Dyas su Oba Diah per cercare di risolvere una disputa legata al mondo criminale. Con lui viaggiava Silman, assistente personale del cancelliere.
Durante la missione, Lom Pyke venne contattato da Darth Tyranus, identità Sith del Conte Dooku. Tyranus pagò il Sindacato affinché abbattesse la navetta di Sifo-Dyas, impedendo al Jedi di rivelare informazioni che avrebbero potuto compromettere il progetto segreto dell’esercito dei cloni. Lom non conosceva tutti i dettagli del piano, ma accettò comunque l’incarico.
La navetta venne colpita mentre si trovava vicino a una luna di Oba Diah. Sifo-Dyas morì nello schianto, mentre Silman sopravvisse. I Pyke consegnarono il corpo del Jedi a Tyranus, ma decisero di non rivelargli che l’assistente era ancora vivo.
Silman venne rinchiuso per oltre dieci anni. Lom Pyke intendeva utilizzarlo come garanzia nel caso in cui la Repubblica o l’Ordine Jedi avessero scoperto la responsabilità del Sindacato. La lunga prigionia compromise però la salute mentale dell’uomo, che al momento della liberazione non era più in grado di raccontare con lucidità gli eventi.
L’alleanza con Maul e il Collettivo Ombra
La prima apparizione di Lom Pyke in Star Wars: The Clone Wars avvenne durante la quinta stagione. Il leader criminale decise di unire il proprio Sindacato al Collettivo Ombra, l’alleanza costruita da Maul per riunire alcune delle principali organizzazioni criminali della galassia.
Oltre ai Pyke, il gruppo comprendeva la Death Watch di Pre Vizsla, il Sole Nero e il Clan degli Hutt. L’obiettivo di Maul era conquistare Mandalore attraverso una crisi costruita artificialmente, presentando poi gli uomini di Vizsla come i salvatori della popolazione.
Durante l’attacco a Sundari, Lom e i suoi uomini si nascosero all’interno di container scaricati nei pressi dei moli della capitale. Quando furono scoperti dalle autorità doganali, uscirono allo scoperto e contribuirono a diffondere il caos nella città.
I criminali si ritirarono non appena intervennero le forze della Death Watch. In questo modo, Pre Vizsla poté apparire come l’uomo capace di ristabilire l’ordine, ottenendo il sostegno necessario per destituire la duchessa Satine Kryze. Il piano funzionò, ma Maul finì presto per sfidare Vizsla, uccidendolo e assumendo il controllo di Mandalore.
L’indagine di Obi-Wan e Anakin
Verso la fine delle Guerre dei Cloni, Obi-Wan Kenobi e Anakin Skywalker raggiunsero Oba Diah durante un’indagine sulla scomparsa di Sifo-Dyas. Lom Pyke cercò inizialmente di mostrarsi disponibile, sperando di allontanare i due Jedi senza conseguenze.
Obi-Wan notò però che Lom portava al collo un oggetto appartenuto a Silman. Anakin lo attirò nella propria mano con la Forza, costringendo il leader dei Pyke ad ammettere il coinvolgimento del Sindacato. Lom raccontò che un uomo chiamato Tyranus aveva pagato per abbattere la navetta e accettò di condurre i Jedi dal prigioniero in cambio dell’immunità.
Prima che Silman potesse rivelare tutta la verità, il Conte Dooku arrivò su Oba Diah e lo uccise. Durante il confronto successivo, Lom identificò apertamente Dooku come Darth Tyranus, permettendo a Obi-Wan e Anakin di comprendere il collegamento tra il leader separatista e la morte di Sifo-Dyas.
Lom ordinò quindi ai propri uomini di attaccare Dooku, dichiarando conclusa ogni collaborazione con lui. Il tentativo di schierarsi con i Jedi arrivò però troppo tardi. Dopo aver respinto i Pyke con la Forza, Dooku trafisse Lom con la spada laser, eliminandolo sia per il tradimento sia per impedirgli di fornire altre informazioni.
Dopo la sua morte, la guida del Sindacato Pyke passò a Marg Krim. Lom rimane comunque una figura importante nella storia delle Guerre dei Cloni: un criminale guidato dal profitto, capace di collaborare con Maul e con i Sith, ma infine travolto dagli stessi giochi di potere ai quali aveva scelto di partecipare.
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