Odissea in IMAX 70 mm è quasi introvabile: ecco perché

La domanda per Odissea in IMAX 70 mm supera l’offerta: i proiettori sono rarissimi, difficili da restaurare e quasi impossibili da ricostruire su larga scala.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

La richiesta di vedere Odissea di Christopher Nolan nel formato IMAX 70 mm è molto più alta rispetto al numero di proiezioni disponibili. Il film, adattamento cinematografico del poema epico di Omero, racconta il lungo e tormentato viaggio di Ulisse verso Itaca dopo la guerra di Troia. Si tratta inoltre del primo lungometraggio girato interamente con cineprese IMAX a pellicola, un primato tecnico che ha contribuito a trasformare ogni proiezione nel formato originale in un vero evento cinematografico.

Il problema è che soltanto un numero molto ridotto di sale al mondo possiede ancora le apparecchiature necessarie per proiettare una pellicola IMAX 70 mm. La situazione non può essere risolta semplicemente aggiungendo nuovi spettacoli: i limiti riguardano le macchine disponibili, la loro manutenzione e la complessità di una tecnologia sviluppata oltre mezzo secolo fa.

Una domanda molto superiore all’offerta

Durante la première di Odissea, il CEO di IMAX Richard Gelfond ha riconosciuto che esiste “sicuramente più domanda” rispetto ai posti disponibili. In alcune sale le proiezioni erano già esaurite fino alla quinta settimana, comprese quelle programmate nelle prime ore del mattino o in piena notte.

La ragione principale della scarsità è sorprendentemente concreta: da circa cinquant’anni non vengono prodotti nuovi proiettori cinematografici IMAX compatibili con questo tipo di pellicola. IMAX continua naturalmente a realizzare moderni proiettori digitali, ma costruire da zero un sistema meccanico per il formato 15/70 non è altrettanto semplice.

L’azienda deve quindi individuare vecchi apparecchi ancora esistenti, recuperarli e sottoporli a un lungo lavoro di ricostruzione. Gelfond ha spiegato che produrre nuove macchine di questo tipo non sarebbe pratico nelle condizioni attuali. La strategia adottata per Odissea è stata perciò quella di restaurare e aggiornare i proiettori reperibili, verificando fino a che punto fosse possibile riportarli in funzione.

Perché non è possibile costruire altri proiettori

Il problema non riguarda soltanto i costi. Molti componenti e parte della documentazione tecnica necessaria alla costruzione dei vecchi proiettori non sono più disponibili. Questi sistemi risalgono agli inizi della storia di IMAX e richiedono conoscenze meccaniche molto specifiche, oggi possedute da un numero ristretto di tecnici e ingegneri.

Un proiettore IMAX 70 mm deve trascinare orizzontalmente una pellicola molto più grande rispetto ai formati cinematografici tradizionali. Ogni fotogramma occupa quindici perforazioni e il movimento del nastro richiede un meccanismo estremamente preciso. Non basta quindi adattare un normale proiettore da 70 mm o sostituire alcuni componenti con equivalenti moderni.

Anche la gestione quotidiana è complessa. Le copie su pellicola sono pesanti, ingombranti e delicate, mentre il montaggio e la proiezione richiedono personale specializzato. Di conseguenza, persino una sala dotata dello schermo adatto potrebbe non disporre del proiettore, degli operatori o delle infrastrutture necessarie per mostrare Odissea nel formato completo.

Le sale disponibili restano pochissime

Nel mondo sono operative soltanto circa quaranta sale capaci di proporre il film nel formato IMAX 70 mm completo, con una forte concentrazione negli Stati Uniti. Le altre strutture sono distribuite tra pochi Paesi, soprattutto in Nord America, Europa e Australia. L’elenco può cambiare quando un proiettore viene restaurato, trasferito o temporaneamente ritirato dal servizio, ma la disponibilità resta estremamente limitata.

Questa scarsità spiega perché molti spettacoli siano andati esauriti con settimane di anticipo. La domanda supera nettamente l’offerta e le sale non possono aumentare liberamente il numero delle proiezioni: ogni copia deve essere trasportata, installata e controllata con grande attenzione.

In Italia il film è arrivato nelle sale il 16 luglio 2026 con il titolo ufficiale Odissea. Nel cast figurano Matt Damon, Anne Hathaway, Tom Holland, Zendaya, Robert Pattinson, Lupita Nyong’o e Charlize Theron. Il progetto segna il ritorno di Nolan dopo Oppenheimer, vincitore dell’Oscar come miglior film.

IMAX riuscirà a superare il problema?

Il successo di Odissea potrebbe spingere altri registi a valutare l’impiego della pellicola IMAX per produzioni future. Tuttavia, un eventuale aumento dei film realizzati con questa tecnologia renderebbe ancora più evidente la carenza di proiettori compatibili.

Nolan ha già lavorato a stretto contatto con gli ingegneri IMAX per superare uno dei principali limiti delle cineprese tradizionali: il rumore prodotto durante le riprese. Per il film sono state sviluppate soluzioni più leggere e silenziose, compreso un nuovo involucro isolante capace di attenuare il suono del meccanismo e facilitare la registrazione dei dialoghi.

Resta da capire se un simile percorso di innovazione possa essere applicato anche alla proiezione. Ricostruire una filiera produttiva abbandonata da decenni richiederebbe investimenti, competenze specializzate e una domanda sufficientemente stabile nel tempo. Nel frattempo, vedere Odissea in IMAX 70 mm continuerà a essere un’esperienza riservata a poche sale e a un pubblico disposto, in molti casi, a viaggiare o scegliere orari insoliti pur di assistere alla proiezione nel formato più vicino alla visione di Nolan.

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