La promozione del giradischi Sony LX3 ha riacceso le proteste degli appassionati di PlayStation contrari all’abbandono dei videogiochi su disco. Il messaggio dedicato al vinile, pubblicato da Sony Electronics sui social, è arrivato poche settimane dopo l’annuncio della futura distribuzione esclusivamente digitale dei nuovi giochi per le console PlayStation. Un accostamento che molti utenti hanno considerato incoerente, nonostante le due iniziative riguardino settori differenti dell’azienda.
Sony Interactive Entertainment interromperà infatti la produzione di dischi fisici per tutti i nuovi giochi pubblicati su PlayStation a partire da gennaio 2028. La decisione non avrà conseguenze sui titoli già usciti o programmati in formato fisico prima di quella data, che potranno continuare a essere prodotti e commercializzati. Non si tratta quindi della fine immediata del supporto ai dischi esistenti, ma dell’avvio di una distribuzione interamente digitale per le nuove uscite.
Il messaggio sul giradischi LX3 scatena le reazioni
La polemica è nata dopo un post pubblicato il 26 luglio 2026 per promuovere il giradischi LX3. Nel messaggio, Sony invitava gli utenti a riscoprire “il calore, il dettaglio e il rituale del vinile”, descrivendo l’ascolto di un disco come il modo in cui la musica dovrebbe essere apprezzata.
Il richiamo al valore di un oggetto tangibile e alla ritualità del supporto fisico non è passato inosservato. Numerosi giocatori hanno risposto collegando la campagna pubblicitaria alla decisione presa dalla divisione PlayStation. La frase più condivisa riassume con efficacia il malcontento: “Se puoi fare il fisico per la musica, puoi farlo anche per i videogiochi”.
Anche il gruppo dedicato alla conservazione videoludica Does It Play? ha criticato duramente la posizione di Sony. Il collettivo ha sottolineato che il pubblico interessato alle copie fisiche dei giochi sarebbe più ampio rispetto alla nicchia del vinile, accusando l’azienda di sacrificare una parte della cultura videoludica per ragioni economiche.
Lance McDonald, conosciuto per le sue analisi e scoperte legate a PlayStation e ai giochi FromSoftware, ha invece scelto una reazione più sintetica e ironica: una lunga risata scritta. Il suo commento è diventato uno dei simboli della discussione, concentrata soprattutto sul contrasto tra la celebrazione del vinile e il futuro digitale delle console.
Perché Sony punta sulla distribuzione digitale
La scelta di abbandonare progressivamente i dischi riflette il cambiamento nelle abitudini di acquisto dei giocatori. Nell’anno fiscale 2025, i download digitali hanno rappresentato circa l’80% delle vendite di giochi completi di Sony, una quota ormai nettamente superiore a quella delle copie fisiche.
La vendita digitale elimina inoltre una parte dei costi legati alla produzione, alla distribuzione e alla gestione dei supporti fisici. Allo stesso tempo, spinge un numero maggiore di utenti verso il PlayStation Store e gli altri rivenditori autorizzati di codici digitali. Per Sony, questo modello permette di esercitare un controllo più diretto sulla catena commerciale e di ottenere margini potenzialmente più elevati su ogni copia venduta.
Per i consumatori, tuttavia, la transizione solleva diversi interrogativi. Un gioco su disco può essere prestato, rivenduto, collezionato oppure acquistato usato. Una licenza digitale, invece, resta legata a un account e dipende dalla disponibilità della piattaforma, dai servizi online e dalle condizioni stabilite dal gestore dello store.
Sono proprio questi aspetti ad alimentare le preoccupazioni legate alla conservazione dei videogiochi. Anche se la maggioranza del mercato ha ormai scelto il digitale, una parte del pubblico continua a considerare il supporto fisico importante per la proprietà, l’accessibilità e la tutela delle opere nel lungo periodo.
Il vinile segue una strada differente
Il confronto tra musica e videogiochi presenta comunque alcuni limiti. Il vinile occupa una nicchia relativamente piccola, ma sostenuta da un pubblico disposto a pagare per un prodotto tangibile, collezionabile e spesso percepito come più personale rispetto allo streaming.
Il mercato ha inoltre registrato una crescita prolungata. Negli Stati Uniti, i ricavi del vinile hanno superato il miliardo di dollari nel 2025, segnando il diciannovesimo anno consecutivo di crescita. A livello globale, nello stesso periodo, il formato è cresciuto del 13,7%.
Per artisti ed etichette, la vendita di un disco genera inoltre un valore diretto molto più consistente rispetto a un singolo ascolto sulle piattaforme digitali. Ciò contribuisce a mantenere economicamente interessante un mercato ristretto ma fedele. Gli appassionati di videogiochi fisici sostengono che un modello simile potrebbe continuare a esistere anche nel settore console, magari attraverso produzioni più limitate e rivolte ai collezionisti.
Non tutti nell’industria considerano però il passaggio al digitale particolarmente problematico. Il CEO di Ubisoft, Yves Guillemot, ha ricordato che l’allontanamento dai supporti fisici avrebbe favorito la crescita del mercato PC. Pur riconoscendo la presenza di vantaggi e svantaggi, il dirigente ritiene che la decisione di Sony non finirà per “turbare troppo l’industria”.
Il post dedicato al giradischi LX3 non modifica i piani di PlayStation, ma ha evidenziato una contraddizione percepita da molti consumatori. Per Sony il vinile rappresenta ancora un prodotto sostenibile e desiderabile, mentre i dischi dei videogiochi sembrano destinati a perdere il proprio ruolo. La trasformazione sarà graduale, ma il dibattito sulla proprietà e sulla conservazione dei giochi è tutt’altro che concluso.







