Project Phoenix torna a far parlare di sé dopo anni di silenzio. Il controverso JRPG con elementi strategici in tempo reale, finanziato su Kickstarter nel 2013, ha ricevuto un nuovo aggiornamento da parte del director Hiroaki Yura, che ha confermato l’intenzione di portare avanti lo sviluppo fino alla fine del 2031.
La notizia arriva tredici anni dopo una campagna crowdfunding che aveva acceso grandi aspettative. Il progetto raccolse oltre 1 milione di dollari, superando di molte volte l’obiettivo iniziale, grazie anche alla promessa di un gioco realizzato da talenti provenienti da produzioni importanti come Final Fantasy, The Elder Scrolls V: Skyrim, Diablo e L.A. Noire. Tra i nomi più forti c’era anche Nobuo Uematsu, storico compositore legato alla saga di Final Fantasy.
Un progetto nato con ambizioni enormi
Quando fu annunciato, Project Phoenix venne presentato come un incontro tra JRPG e strategia in tempo reale a squadre. L’idea era costruire un’esperienza fantasy dall’impronta giapponese, ma con un team internazionale capace di unire sensibilità orientali e occidentali.
Le piattaforme previste includevano PC, Mac, Linux, PlayStation 4 e PlayStation Vita, con una finestra d’uscita stimata per metà 2015. Quel calendario, però, si rivelò presto irrealistico. Le scadenze iniziarono a slittare, gli aggiornamenti divennero sempre più rari e, dal 2019, la comunicazione si interruppe quasi completamente.
Per i sostenitori, il silenzio è stato uno degli aspetti più difficili da accettare. Non si trattava soltanto di un ritardo, ma della sensazione che il progetto fosse sparito senza spiegazioni chiare. La fiducia, inevitabilmente, si è consumata nel tempo.
Le scuse di Hiroaki Yura
Nel nuovo aggiornamento, Hiroaki Yura si assume la responsabilità della lunga assenza di comunicazioni. Il director ha spiegato di aver seguito una regola personale: non pubblicare aggiornamenti senza qualcosa di concreto da mostrare. Con il tempo, però, questa scelta si è trasformata in un errore pesante.
Yura ha riconosciuto che anche un semplice messaggio sullo stato dei lavori sarebbe stato meglio del silenzio. Il punto centrale del suo intervento è proprio questo: ricostruire un rapporto con i sostenitori partendo da una spiegazione più trasparente.
Tra le cause dei ritardi vengono indicati problemi personali e, soprattutto, la perdita di una figura tecnica fondamentale. Secondo Yura, una parte importante dell’infrastruttura del gioco dipendeva da un programmatore chiave. Quando quella base è venuta meno, ricostruire il progetto ha richiesto anni e risorse che il team non aveva immediatamente a disposizione.
Che fine hanno fatto i fondi Kickstarter
Uno dei passaggi più delicati riguarda l’uso dei fondi raccolti. Yura ha spiegato che una parte rilevante del denaro è stata impiegata nelle prime fasi dello sviluppo: design di personaggi e creature, modelli base, costruzione del mondo narrativo, scenario e musiche di Nobuo Uematsu.
Una parte del budget sarebbe stata usata anche per una demo di gameplay mostrata nel 2014, accolta all’epoca in modo piuttosto freddo. Yura ammette che non ogni dollaro sia stato speso nel modo migliore possibile, ma sostiene che il denaro sia stato impiegato per il gioco e per la sua produzione, non per altri scopi.
Negli anni successivi, il director ha lavorato alla costruzione di nuove attività e studi, con l’obiettivo di creare una struttura capace di finanziare Project Phoenix senza dipendere dai fondi Kickstarter rimasti. Questa scelta ha contribuito alla percezione di abbandono, ma Yura afferma che quei progetti sono serviti proprio a generare risorse da reinvestire nello sviluppo.
Una nuova promessa, ma la fiducia è da ricostruire
Il nuovo obiettivo è completare la produzione entro la fine del 2031. Non si tratta ancora di una data d’uscita precisa: Yura ha chiarito di non voler comunicare una finestra di lancio che non sia in grado di rispettare. Dopo tante promesse mancate, il team preferisce indicare un traguardo ampio ma considerato più realistico.
La portata del gioco, inoltre, sarebbe cresciuta rispetto al piano originale. Questo potrebbe rendere Project Phoenix più ambizioso, ma anche aumentare lo scetticismo di chi aspetta da oltre un decennio. Dopo tredici anni, ogni nuova promessa viene inevitabilmente letta con cautela.
Per migliorare la comunicazione, sarà aperto un server Discord dedicato al progetto. L’obiettivo è offrire aggiornamenti più regolari, permettere ai sostenitori di seguire lo sviluppo e creare un canale diretto con il team. È un passo necessario, anche se non basterà da solo a cancellare anni di silenzio.
Project Phoenix resta uno dei casi più emblematici della stagione d’oro dei Kickstarter videoludici: grandi nomi, ambizioni altissime, fondi raccolti rapidamente e una produzione rivelatasi molto più difficile del previsto. Il ritorno pubblico di Yura non chiude la vicenda, ma la riapre con una promessa impegnativa. Ora il progetto dovrà dimostrare, con fatti e aggiornamenti concreti, di essere davvero ancora vivo.







