Spider-Man: Beyond the Spider-Verse cambia tutto: il terzo film vuole superare le regole della saga

Spider-Man: Beyond the Spider-Verse promette un finale più emotivo e sperimentale, senza seguire le regole dei primi due film animati.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Spider-Man: Beyond the Spider-Verse si prepara a chiudere la trilogia animata di Sony Pictures Animation con un approccio più libero e ambizioso rispetto ai due capitoli precedenti. Dopo il successo di Spider-Man: Un nuovo universo e Spider-Man: Across the Spider-Verse, l’attesa intorno al terzo film è enorme, anche perché il secondo capitolo si era concluso con un cliffhanger particolarmente forte.

Il nuovo film arriverà nei cinema il 18 giugno 2027 e dovrà raccogliere l’eredità di una delle saghe supereroistiche più apprezzate degli ultimi anni. La pressione è alta: non si tratta soltanto di realizzare un sequel spettacolare, ma di dare una conclusione emotivamente soddisfacente alla storia di Miles Morales.

Phil Lord e Christopher Miller promettono un film senza regole

Durante la presentazione al CinemaCon, Phil Lord e Christopher Miller hanno anticipato che Spider-Man: Beyond the Spider-Verse sarà il capitolo più emozionante della trilogia. I due autori e produttori hanno spiegato di aver lavorato a stretto contatto con i registi Bob Persichetti e Justin K. Thompson, pur essendo impegnati anche su Project Hail Mary.

Miller ha raccontato che la post-produzione di Project Hail Mary è stata organizzata accanto agli spazi dedicati a Beyond the Spider-Verse, così da poter seguire da vicino entrambi i progetti. L’obiettivo dichiarato è chiaro: realizzare il film più emotivo dell’intera saga animata.

Lord ha poi sottolineato il ruolo del team creativo di Sony Pictures Animation, composto da designer, storyboard artist, animatori e innovatori tecnici. Il paragone usato è stato molto colorito: una sorta di “Traveling Wilburys dell’animazione”, cioè un gruppo di talenti eccezionali riuniti per spingere ancora più avanti i confini visivi della serie.

Una formula diversa dai primi due film

Il punto più interessante riguarda il metodo creativo. Lord e Miller hanno spiegato che, per il primo film, avevano già riscritto le regole dell’animazione supereroistica. Per il secondo le avevano nuovamente scartate, cercando un linguaggio ancora più audace. Ora, per il terzo capitolo, l’idea è andare oltre qualsiasi schema.

La promessa è quella di portare Beyond the Spider-Verse in territori che prima non sarebbero stati possibili. Questo lascia intendere un film molto diverso dai precedenti, non una semplice ripetizione della formula che ha reso celebre la saga.

Il rischio, naturalmente, è alto. I primi due capitoli hanno funzionato proprio perché hanno unito sperimentazione visiva, ritmo, ironia e cuore. Cambiare ancora registro significa provare a sorprendere un pubblico che ormai si aspetta moltissimo da ogni nuova incursione nello Spider-Verse.

Nessun salto temporale dopo il cliffhanger

Una delle differenze principali riguarda la struttura temporale. Tra Spider-Man: Un nuovo universo e Spider-Man: Across the Spider-Verse, nella vita di Miles era passato più di un anno. Questa volta, invece, la storia ripartirà quasi subito dopo il finale del secondo film.

Miles si trova in una situazione critica, bloccato in una realtà alternativa e messo di fronte a una versione diversa di se stesso. Il film dovrebbe quindi affrontare immediatamente le conseguenze del cliffhanger, senza allontanarsi troppo dal momento di massima tensione lasciato in sospeso.

Allo stesso tempo, alcune immagini mostrate al CinemaCon suggeriscono che il film potrebbe giocare con flashback o elementi legati al tempo. La presenza di versioni più giovani di Aaron e Jefferson Davis lascia aperta la possibilità di sequenze ambientate nel passato, o comunque costruite per ampliare il contesto familiare di Miles.

Nuove tecniche visive per lo Spider-Verse

Anche dal punto di vista tecnico, Beyond the Spider-Verse sembra destinato a cambiare passo. Sony Pictures Animation ha introdotto modifiche al processo produttivo per ridurre gli interventi tardivi nelle fasi finali dell’animazione.

Tra le novità più importanti c’è il coinvolgimento di Alice Brooks, direttrice della fotografia proveniente dal cinema live action. Il suo contributo dovrebbe aiutare a definire prima la resa visiva delle scene, integrando lo sguardo cinematografico già nella fase di sviluppo della storia.

Per una saga che ha costruito la propria identità su uno stile visivo unico, questa scelta è significativa. Spider-Man: Beyond the Spider-Verse non punta soltanto ad avere un aspetto spettacolare, ma a trovare nuovi modi per usare inquadrature, ritmo e movimento all’interno dell’animazione.

Varianti di Gwen e ritorni importanti

Un altro elemento atteso riguarda Gwen Stacy. Lord e Miller avevano lasciato intendere che una variante di Gwen fosse presente nella sceneggiatura del film, con un ruolo legato in modo diretto all’arco narrativo della Gwen già conosciuta dal pubblico.

Dopo aver visto più versioni di Peter Parker e una seconda incarnazione di Miles Morales, l’arrivo di una variante di Gwen potrebbe avere un peso notevole. Non sarebbe soltanto un cameo, ma un modo per mettere alla prova il personaggio e il suo rapporto con Miles.

Il terzo film dovrebbe inoltre riunire molti volti dei capitoli precedenti. Alla fine di Across the Spider-Verse, Gwen stava raccogliendo alleati già apparsi nel primo film, tra cui Spider-Man Noir e Spider-Ham. L’impressione è che Beyond the Spider-Verse voglia mettere insieme le due anime della trilogia, riportando in scena eroi e antagonisti rimasti più defilati nel secondo capitolo, come Kingpin e Tombstone.

La conclusione della storia di Miles Morales

A differenza dei primi due film, Spider-Man: Beyond the Spider-Verse non dovrà preparare il terreno per un altro capitolo della stessa storia. Il suo compito sarà chiudere il percorso di Miles Morales, portando a compimento il conflitto con la Spider-Society, con Miguel O’Hara e con il destino che gli altri sembrano voler imporre alla sua vita.

Questo non significa necessariamente che ogni elemento dello Spider-Verse verrà archiviato. Sony sta già sviluppando altri progetti legati a personaggi come Spider-Woman e Spider-Punk, mentre alcune ipotesi hanno coinvolto anche Venom, pur con contorni meno definiti.

Il cuore del film, però, resterà Miles. Beyond the Spider-Verse dovrà dimostrare se una trilogia animata di supereroi può chiudersi senza perdere la freschezza che l’ha resa speciale. Le premesse indicano un capitolo più emotivo, più sperimentale e meno legato alle regole già stabilite. Ora resta da vedere se questa libertà creativa riuscirà davvero a trasformarsi nel finale che i fan aspettano da anni.

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