Star Trek: Generazioni, la frase di Kirk che ha cambiato il destino di Picard e Riker

La frase di Kirk in Star Trek: Generazioni cambia il futuro di Picard e influenza indirettamente la carriera di Will Riker.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

Star Trek: Generazioni non è soltanto il film che ha messo faccia a faccia due capitani simbolo della saga. L’incontro tra James T. Kirk e Jean-Luc Picard ha rappresentato anche un passaggio di testimone tra la serie classica e Star Trek: The Next Generation, con conseguenze che si sarebbero fatte sentire ben oltre gli eventi del film.

Uscito nel 1994, il settimo capitolo cinematografico di Star Trek riunisce William Shatner e Patrick Stewart in una storia costruita attorno al Nexus, una dimensione extra-spaziale capace di offrire a chi vi entra una realtà idealizzata, priva del peso delle perdite e dei rimpianti. Proprio in quel luogo Picard ritrova Kirk, creduto morto da 78 anni, e gli chiede aiuto per fermare il dottor Tolian Soran, interpretato da Malcolm McDowell.

L’incontro nel Nexus tra Kirk e Picard

Il Nexus promette una forma di felicità perfetta, ma illusoria. Kirk, inizialmente, sembra tentato dall’idea di restare lì, lontano dalle conseguenze delle scelte compiute nella sua lunga carriera nella Flotta Stellare. Picard, però, ha bisogno di lui per tornare nel XXIV secolo e impedire a Soran di distruggere il sistema stellare Veridiano, causando la morte di milioni di persone.

La svolta arriva quando Kirk capisce che quella realtà non è autentica. Può rivivere occasioni perdute, immaginare strade mai percorse e rifugiarsi in un’esistenza alternativa, ma non può davvero fare la differenza. È una presa di coscienza perfettamente coerente con il personaggio: Kirk è sempre stato definito dall’azione, dal comando e dalla capacità di assumersi rischi quando la situazione lo richiedeva.

Prima di accettare la missione con Picard, Kirk gli rivolge una domanda apparentemente semplice: ha intenzione di ritirarsi? Quando Picard risponde di no, l’ex capitano dell’Enterprise gli lascia un consiglio destinato a pesare molto sul suo futuro.

“Non lasciarti promuovere. Non lasciarti trasferire. Non permettere che facciano qualsiasi cosa che ti porti via dal ponte di quella nave, perché finché sarai lì potrai fare la differenza.”

Il consiglio di Kirk e la lunga permanenza di Picard sull’Enterprise

Quella frase diventa quasi un testamento morale. Kirk muore in Star Trek: Generazioni, ma il suo modo di intendere il comando resta impresso in Picard. Dopo la distruzione della USS Enterprise-D, Jean-Luc non sceglie il ritiro né una carriera lontana dal ponte di comando. Al contrario, resta capitano e prosegue il suo servizio sulla USS Enterprise-E.

Questa decisione accompagna gli eventi dei film successivi: Star Trek: Primo contatto, Star Trek: L’insurrezione e Star Trek: La nemesi. In ognuno di questi capitoli, Picard continua a essere il centro morale e strategico dell’equipaggio, dimostrando di non essere pronto a lasciare il comando della nave simbolo della Federazione.

Il suggerimento di Kirk, quindi, non rimane una semplice battuta memorabile. Diventa una chiave per leggere l’evoluzione di Picard dopo la perdita della Enterprise-D e dopo il trauma personale vissuto in Generazioni, dove scopre anche la morte della sua famiglia in un incendio. Restare sul ponte significa continuare ad avere uno scopo, ma comporta anche conseguenze per chi gli sta accanto.

Will Riker e l’attesa del comando mai arrivato

La scelta di Picard influisce direttamente sulla carriera di William T. Riker, interpretato da Jonathan Frakes. Per anni, Riker resta primo ufficiale dell’Enterprise e rifiuta diverse occasioni di promozione. In The Best of Both Worlds, episodio chiave di Star Trek: The Next Generation, appare chiaro che Will avrebbe potuto diventare capitano di un’altra nave, ma il suo legame con l’Enterprise è troppo forte.

Riker non vuole semplicemente comandare una nave qualsiasi. Vuole l’Enterprise. Eppure Picard continua a restare al suo posto, anche dopo la distruzione della D e il passaggio alla Enterprise-E. Il risultato è un’attesa lunga, durata anni, che cambia inevitabilmente la traiettoria professionale di Will.

In Star Trek: La nemesi, ambientato nel 2379, Riker è ormai pronto a voltare pagina. Sta per sposare Deanna Troi, interpretata da Marina Sirtis, e accetta finalmente la promozione a capitano della USS Titan. Non diventa il comandante dell’Enterprise, ma ottiene comunque una nave propria e un nuovo percorso nella Flotta Stellare.

Cosa succede poi a Picard e Riker

Il controllo di Picard sull’Enterprise termina più avanti, quando la Flotta Stellare gli affida una missione di enorme importanza: guidare l’evacuazione dei Romulani prima della supernova del loro sole. Jean-Luc accetta la promozione ad ammiraglio e lascia la USS Enterprise-E. Il comando della nave passa a Worf, interpretato da Michael Dorn.

La missione romulana, però, viene travolta dall’attacco a Marte del 2385, compiuto da sintetici ribelli e poi collegato allo Zhat Vash romulano. La Federazione abbandona il piano di salvataggio, e Picard si dimette dalla Flotta Stellare in segno di protesta. Da quel momento si ritira nel vigneto di famiglia a La Barre, in Francia, come mostrato in Star Trek: Picard.

Anche Riker si allontana dal servizio attivo nello stesso periodo. Suo figlio Thad Troi-Riker contrae la neurosclerosi mendaxica, una malattia letale, e Will lascia la USS Titan insieme a Deanna per trasferirsi con la famiglia su Nepenthe. Nel 2399, Picard e Soji trovano rifugio proprio da loro durante gli eventi della prima stagione di Star Trek: Picard.

La storia dei due capitani non finisce lì. Riker torna brevemente in azione alla guida della USS Zheng He per aiutare Picard, mentre nella terza stagione di Star Trek: Picard lui e Jean-Luc si riuniscono ancora una volta. Il ritorno dell’equipaggio della Enterprise-D contro i Borg chiude idealmente un cerchio iniziato molti anni prima.

La frase di Kirk in Star Trek: Generazioni ha dunque un peso più grande di quanto sembri. Spinge Picard a restare sul ponte dell’Enterprise ancora a lungo, confermando la sua vocazione al comando. Ma quella stessa scelta impedisce a Riker di ottenere il ruolo che desiderava davvero. Kirk voleva ricordare a Picard che da quel ponte si poteva fare la differenza. Per Jean-Luc fu una conferma. Per Will, invece, diventò una porta rimasta chiusa.

Star Trek: Generazioni, la frase di Kirk che ha cambiato il destino di Picard e Riker
Star Trek: Generazioni, la frase di Kirk che ha cambiato il destino di Picard e Riker HUB Star Trek
Questo articolo fa parte della categoria Star Trek. Per leggere tutti i nostri articoli su Star Trek clicca qui.
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti