Il futuro di James T. Kirk in Star Trek: Strange New Worlds rischia di diventare uno dei passaggi più delicati dell’intera serie. Il prequel di Paramount+ si sta avvicinando sempre di più agli eventi di Star Trek: The Original Series, e questo significa che prima o poi l’Enterprise dovrà passare dalle mani del capitano Christopher Pike a quelle del futuro comandante interpretato da Paul Wesley.
La questione, però, non riguarda soltanto Kirk. Il vero nodo è capire cosa accadrà ai membri dell’equipaggio di Pike che non compaiono nella serie classica. Con la quarta stagione in arrivo e una quinta stagione conclusiva già confermata, Strange New Worlds ha poco spazio per chiudere archi narrativi importanti senza scontentare una parte del pubblico.
Un prequel sempre più vicino alla serie classica
Star Trek: Strange New Worlds occupa un punto molto particolare nella cronologia del franchise. La serie racconta gli anni in cui Christopher Pike, interpretato da Anson Mount, è al comando della U.S.S. Enterprise, prima dell’arrivo definitivo di Kirk sulla plancia.
Il progetto funziona allo stesso tempo come seguito ideale del pilot originale non trasmesso The Cage, come spin-off delle prime due stagioni di Star Trek: Discovery e come ponte narrativo verso Star Trek: The Original Series. Proprio questa posizione rende il percorso della serie affascinante, ma anche vincolato da una continuità molto conosciuta dai fan.
Pike, infatti, ha un destino già scritto. La serie ha lavorato a lungo sul peso di questa consapevolezza, mostrando il capitano alle prese con la visione del tragico incidente che lo attende. Nella continuità classica, Pike rimane gravemente ferito mentre cerca di salvare dei cadetti, finendo paralizzato, sfigurato e incapace di comunicare normalmente. In seguito, grazie all’intervento di Spock, tornerà su Talos IV, dove potrà vivere un’esistenza illusoria accanto a Vina.
È difficile immaginare che Strange New Worlds decida di cambiare un punto così centrale del canone. Il problema, allora, si sposta sugli altri personaggi creati o rilanciati dalla serie.
Il problema dell’equipaggio di Pike
La transizione verso l’era di Kirk dovrà spiegare l’assenza di diversi personaggi fondamentali di Strange New Worlds in The Original Series. Tra questi ci sono Numero Uno, interpretata da Rebecca Romijn, la tenente La’an Noonien-Singh di Christina Chong, la tenente Erica Ortegas di Melissa Navia e la comandante Pelia, interpretata da Carol Kane.
La soluzione più semplice, dal punto di vista narrativo, sarebbe eliminarli o allontanarli con decisione dall’Enterprise prima dell’arrivo di Kirk. Una missione pericolosa, un trasferimento forzato o una tragedia potrebbero spiegare in modo rapido perché quei personaggi non siano presenti nella serie classica.
Sarebbe però anche la strada più rischiosa sul piano emotivo. Questi personaggi sono diventati parte dell’identità di Strange New Worlds. Non sono semplici comparse inserite per riempire la plancia: hanno contribuito al percorso di Pike, alla crescita di Spock e persino alla costruzione del giovane Kirk. Liquidarli in fretta potrebbe lasciare un senso di incompiuto, soprattutto per chi ha seguito la serie fin dall’inizio.
Una chiusura più morbida può creare altri problemi
L’alternativa sarebbe concedere a ciascun personaggio una conclusione più rispettosa. Numero Uno, Pelia, Ortegas e La’an potrebbero ricevere una promozione, essere trasferite ad altri incarichi nella Flotta Stellare o scegliere una vita lontana dal servizio attivo. In questo modo la serie eviterebbe un finale eccessivamente cupo e darebbe maggiore dignità al percorso costruito nelle stagioni precedenti.
Questa opzione, però, non è priva di rischi. Più Strange New Worlds prova a lasciare aperto il destino dei suoi personaggi, più aumenta la possibilità di creare tensioni con la continuità storica di Star Trek. I fan di lunga data sono spesso molto attenti a questi passaggi, soprattutto quando una serie prequel modifica o amplia retroattivamente il contesto della saga.
Il punto centrale è proprio questo: qualunque scelta venga fatta, una parte del pubblico potrebbe non accettarla. Una conclusione tragica sarebbe forse coerente con la necessità di liberare la plancia per l’era di Kirk, ma potrebbe apparire troppo crudele. Una chiusura più serena, invece, potrebbe sembrare meno compatibile con ciò che il canone ha mostrato in seguito.
Goldsman e Myers vogliono arrivare al primo giorno di Kirk
Gli showrunner Akiva Goldsman e Henry Alonso Myers hanno già chiarito l’obiettivo della fase finale della serie. La quinta stagione, composta da sei episodi, servirà ad accompagnare Strange New Worlds fino al primo giorno di Kirk sulla sedia del capitano dell’Enterprise.
Goldsman ha spiegato che la priorità dell’ultima stagione sarà proprio portare la storia a quel punto, rispondendo alle domande rimaste aperte e chiarendo dove finiranno alcuni membri dell’equipaggio. Myers ha aggiunto che ogni personaggio ha una storia e che il pubblico merita di sapere come andrà a finire.
È una dichiarazione rassicurante, almeno nelle intenzioni. Dimostra che il team creativo è consapevole del peso di questi personaggi e della necessità di non farli semplicemente sparire fuori campo. Tuttavia, la promessa aumenta anche le aspettative. Con soli 16 episodi rimasti tra quarta e quinta stagione, il margine di manovra non è enorme.
Personaggi che meritano più di un addio frettoloso
La forza di Star Trek: Strange New Worlds sta anche nella sua capacità di funzionare come porta d’ingresso per nuovi spettatori. Come la serie classica, ha recuperato il formato episodico, l’avventura spaziale e l’idea di una Flotta Stellare fatta di esplorazione, dilemmi morali e relazioni umane.
Per questo personaggi come La’an, Ortegas, Pelia e Numero Uno non possono essere trattati come ostacoli da rimuovere prima dell’arrivo di Kirk. Il loro rapporto con gli altri membri dell’equipaggio ha dato spessore alla serie: l’amicizia di La’an con Spock, il legame di Ortegas con Chapel e il rapporto tra Pelia e Scotty rischierebbero di sembrare momenti passeggeri se il finale non riuscisse a valorizzarli.
La quarta stagione di Star Trek: Strange New Worlds debutterà il 23 luglio 2026 su Paramount+. Da lì in avanti, la serie dovrà preparare il terreno per la sua conclusione e per il passaggio definitivo all’era di Kirk. La sfida sarà trovare un equilibrio difficile: rispettare il canone senza sacrificare ciò che Strange New Worlds ha costruito con i suoi personaggi.
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