La tecnologia satellitare di Starlink arriva anche nel mondo degli animali domestici. Fi, azienda specializzata in dispositivi GPS per cani, ha lanciato Fi Ultra, un nuovo tracker pensato per continuare a localizzare un animale anche quando la copertura cellulare non è disponibile. Per chi vive in zone rurali, frequenta sentieri isolati o porta spesso il cane in aree remote, la novità può fare una differenza concreta.
Il dispositivo sfrutta T-Satellite con Starlink, il servizio legato alla rete satellitare di SpaceX e alla connettività mobile di T-Mobile. L’obiettivo è semplice: evitare che il tracciamento si interrompa proprio quando il cane si allontana in un punto senza segnale. Finora, infatti, molti localizzatori GPS per animali dipendevano dalla rete cellulare per inviare la posizione al proprietario.
Come funziona il collare Fi Ultra con Starlink
Fi Ultra combina più tecnologie in un unico dispositivo. Il GPS rileva la posizione del cane, mentre la connessione LTE permette di trasmettere i dati all’app del proprietario quando c’è copertura mobile. La vera novità entra in gioco nei punti in cui non arriva una torre cellulare: in quel caso, il tracker può collegarsi ai satelliti Starlink compatibili con la comunicazione direct-to-cell.
Il funzionamento è pensato per essere automatico. Il proprietario non deve cambiare impostazioni o attivare manualmente la modalità satellitare. Se il cane esce da una zona predefinita, il sistema invia un avviso tramite app. Quando la rete tradizionale non è disponibile, Fi Ultra passa alla connessione satellitare per continuare a comunicare la posizione.
La funzione di geofencing resta centrale. L’utente può impostare un’area sicura, come il giardino di casa o una zona attorno al punto in cui si trova durante un’escursione. Se il cane supera quel confine virtuale, il dispositivo segnala l’allontanamento e avvia il tracciamento.
Un aiuto per chi vive o viaggia fuori copertura
La promessa di Fi Ultra nasce da un problema molto concreto. I localizzatori GPS per cani sono utili finché riescono a comunicare, ma diventano meno affidabili nei boschi, in montagna o nelle aree rurali dove il segnale mobile è debole o assente. Proprio in quei contesti, però, il rischio di perdere di vista un animale è spesso più alto.
Il fondatore e CEO di Fi, Jonathan Bensamoun, ha sviluppato il nuovo tracker dopo le segnalazioni di molti clienti preoccupati dalla copertura limitata dei dispositivi tradizionali. L’idea è stata rafforzata dall’arrivo delle tecnologie direct-to-cell di Starlink, progettate per collegare dispositivi mobili direttamente ai satelliti senza bisogno di antenne dedicate.
Fi Ultra non elimina ogni rischio, ma aggiunge un livello di sicurezza importante. Il cane può essere monitorato anche quando si spinge oltre l’ultima area coperta dalla rete cellulare, a condizione che il dispositivo riesca a comunicare con i satelliti e che le condizioni tecniche lo permettano. Al momento, la disponibilità viene presentata soprattutto in relazione al mercato statunitense.
Batteria, segnali e richiamo senza scosse
Il dispositivo integra anche funzioni pensate per facilitare il recupero dell’animale. Oltre alla localizzazione, il proprietario può inviare brevi segnali sonori o vibrazioni al collare. L’idea non è punire il cane, ma abituarlo a collegare quel segnale al ritorno verso casa o verso il proprietario, magari attraverso un addestramento basato su ricompense.
La batteria viene indicata con un’autonomia di più giorni, anche se la durata effettiva può dipendere dall’uso del tracciamento, dalla qualità del segnale e dalla frequenza degli aggiornamenti. Le modalità più intense, come quelle usate durante la ricerca di un cane smarrito, tendono in genere a consumare più energia rispetto al monitoraggio normale.
Fi Ultra è quindi pensato soprattutto per situazioni in cui la sicurezza vale più della massima autonomia. Per un cane che corre nei boschi, scappa da un giardino in campagna o accompagna il proprietario in zone isolate, poter mantenere un contatto anche fuori rete può diventare decisivo.
Dai primi GPS per animali ai satelliti in orbita
Il tracciamento GPS degli animali non è una novità assoluta. Le prime applicazioni risalgono agli anni Novanta, quando dispositivi ingombranti e costosi venivano usati soprattutto per monitorare grandi animali selvatici. Erano strumenti poco adatti alla vita quotidiana degli animali domestici, sia per dimensioni sia per prezzo.
Con il passare degli anni, la miniaturizzazione dei componenti ha reso possibile l’arrivo dei localizzatori per cani e gatti. All’inizio degli anni 2010, i tracker GPS per animali domestici sono diventati più accessibili e pratici, aprendo un mercato oggi molto più maturo. Secondo le stime citate nel settore, circa 11 milioni di cani nel mondo utilizzano una qualche forma di monitoraggio GPS.
Fi Ultra rappresenta un ulteriore passaggio in questa evoluzione. Non si limita a usare il GPS per sapere dove si trova il cane, ma aggiunge una rete alternativa per inviare quella posizione quando la copertura cellulare scompare. È qui che Starlink diventa rilevante: non come semplice marchio tecnologico, ma come infrastruttura capace di estendere la connettività oltre i limiti delle torri terrestri.
Il nuovo tracker non trasforma il collare in una soluzione magica per ogni situazione, ma segna un passo importante per la sicurezza degli animali domestici. Per i proprietari che vivono o si muovono spesso lontano dalle aree urbane, Fi Ultra può rendere meno fragile il rapporto tra localizzazione GPS e copertura mobile. E in caso di fuga, anche pochi minuti di segnale in più possono fare la differenza.
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