Supergirl crolla al box office: il DCU incassa il suo primo duro colpo

Supergirl registra un forte crollo al box office nel quarto weekend, mettendo pressione sul futuro del nuovo DC Universe di James Gunn.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Supergirl sta attraversando una corsa cinematografica molto complicata. Il film diretto da Craig Gillespie, secondo capitolo cinematografico del nuovo DC Universe dopo Superman, non è riuscito a trasformarsi nel successo che DC Studios sperava. Dopo un debutto già debole, il calo nelle settimane successive ha reso il quadro ancora più delicato, soprattutto per un franchise che sta cercando di ricostruire fiducia e continuità dopo la fine del vecchio DCEU.

Il confronto con Superman è inevitabile. Il film di James Gunn aveva aperto con 125 milioni di dollari nel mercato domestico e aveva chiuso la corsa mondiale oltre i 618 milioni di dollari. Supergirl, invece, ha debuttato negli Stati Uniti con circa 37,1 milioni di dollari, meno di un terzo del risultato ottenuto dal precedente titolo DCU.

Un quarto weekend da record negativo

Nel suo quarto fine settimana nelle sale nordamericane, Supergirl ha incassato circa 1,525 milioni di dollari, scendendo al nono posto della classifica domestica. Il calo rispetto al weekend precedente è stato vicino al 59%, dopo una seconda settimana già pesantissima, segnata da una flessione del 77%.

Si tratta di un risultato particolarmente basso per un film legato al marchio DC. Il dato lo colloca sotto il quarto weekend domestico di diversi titoli del vecchio universo cinematografico, compresi alcuni dei capitoli meno fortunati. Il paragone più immediato resta Shazam! Furia degli dei, che nel 2023 era diventato uno dei simboli della crisi commerciale del franchise.

Il problema non è soltanto la cifra in sé, ma la velocità con cui il film ha perso pubblico. Dopo un avvio modesto, Supergirl non ha mostrato la tenuta necessaria per recuperare terreno. In un mercato estivo molto competitivo, una flessione così rapida limita quasi subito le possibilità di una lunga permanenza redditizia in sala.

Il totale mondiale resta troppo basso

Al momento, Supergirl ha raccolto circa 69,957 milioni di dollari nel mercato domestico e poco più di 121 milioni di dollari a livello mondiale. Il dato internazionale, poco sopra i 51 milioni, conferma una ricezione fredda anche fuori dagli Stati Uniti.

Il budget produttivo indicato da The Numbers è di circa 170 milioni di dollari, una cifra che rende il risultato globale ancora più problematico. Per un blockbuster di questo tipo, il semplice superamento del budget di produzione non basta: distribuzione, marketing e quota trattenuta dagli esercenti alzano in modo significativo la soglia necessaria per arrivare al pareggio.

Le stime sul punto di equilibrio oscillano tra 300 e 375 milioni di dollari. A questo ritmo, Supergirl appare lontana da quella soglia. Anche un eventuale recupero nelle prossime settimane difficilmente potrebbe cambiare in modo sostanziale la percezione commerciale del film.

Un problema per il nuovo DC Universe?

La domanda più importante riguarda il futuro del DCU. Superman aveva dato a James Gunn e Peter Safran un avvio solido, dimostrando che il pubblico poteva ancora rispondere positivamente a una nuova fase DC. Supergirl, però, racconta una situazione diversa: non tutti i personaggi della “Super-family” sembrano garantire automaticamente lo stesso richiamo.

Questo non significa che l’intero progetto sia già in pericolo. Man of Tomorrow, nuovo film dedicato a Superman, arriverà al cinema il 9 luglio 2027 e rappresenterà un banco di prova decisivo per capire la forza reale del franchise.

In parallelo, DC Studios sta portando avanti altri progetti, tra cui Clayface, horror thriller legato a Gotham City e in uscita in Italia a ottobre 2026. Il film, diretto da James Watkins e interpretato da Tom Rhys Harries, potrebbe indicare una strada diversa: budget più contenuti, generi più specifici e minore dipendenza dal modello classico del cinecomic.

Il rischio degli spin-off meno centrali

Il caso Supergirl solleva un dubbio strategico. Un universo condiviso funziona quando i titoli principali riescono a sostenere anche personaggi secondari, spin-off e progetti più rischiosi. Se però questi film non trovano pubblico, il tessuto connettivo del franchise si indebolisce.

L’idea alla base del DCU è usare figure iconiche come Superman e Batman per costruire un mondo più ampio. Tuttavia, senza risultati convincenti anche al di fuori dei nomi più forti, il progetto rischia di diventare dipendente da pochi personaggi. È una posizione fragile, soprattutto in un momento in cui il genere supereroistico non gode più dell’inerzia commerciale di qualche anno fa.

Supergirl potrebbe quindi restare un incidente isolato oppure diventare il primo campanello d’allarme della nuova gestione DC. La risposta arriverà dai prossimi film, ma il messaggio del box office è già chiaro: il pubblico non sembra disposto a seguire automaticamente ogni tassello del nuovo universo.

Per DC Studios, il compito ora è duplice. Da una parte dovrà proteggere il successo di Superman e del suo seguito; dall’altra dovrà dimostrare che personaggi meno centrali possono ancora reggere un film da sala. Supergirl non ha raggiunto questo obiettivo, e il suo crollo rischia di pesare sulle prossime scelte del franchise.

Supergirl crolla al box office: il DCU incassa il suo primo duro colpo
Supergirl crolla al box office: il DCU incassa il suo primo duro colpo HUB DC Universe
Questo articolo fa parte della categoria DC Universe. Per leggere tutti i nostri articoli sul DC Universe clicca qui.
Kinguin

Unisciti a noi!

Entra nel nostro gruppo Telegram per discutere di questa notizia!

Leggi anche

Potrebbe interessarti