Supergirl, Helen Slater promuove Milly Alcock: il passaggio di testimone convince l’icona DC

Helen Slater elogia Milly Alcock come nuova Supergirl, mentre il film DCU divide critica e pubblico ma prepara il futuro in Man of Tomorrow.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Helen Slater, storica interprete di Supergirl nel film del 1984, ha espresso un giudizio molto positivo sulla nuova versione cinematografica della supereroina DC, oggi interpretata da Milly Alcock. L’attrice ha elogiato il lavoro della giovane protagonista, definendola sorprendente per energia, forza e tempismo comico.

Le parole di Slater hanno un peso particolare. La sua Kara Zor-El è rimasta per decenni una delle incarnazioni più riconoscibili del personaggio, nonostante il film diretto da Jeannot Szwarc non sia stato un successo commerciale. Vedere l’attrice accogliere con entusiasmo una nuova Supergirl conferma quanto il personaggio continui a cambiare forma senza perdere il proprio valore simbolico.

Helen Slater difende l’evoluzione di Supergirl

Slater ha spiegato di aver apprezzato molto il nuovo film e, in particolare, la prova di Milly Alcock. La sua Supergirl è più ruvida, impulsiva e segnata dal trauma rispetto ad alcune versioni precedenti, ma proprio questa fragilità rende Kara più vicina a una sensibilità contemporanea.

L’attrice ha anche ragionato sul valore mitologico del personaggio. Con il suo percorso di studi in ambito mitologico, Slater ha sottolineato come figure di questo tipo debbano cambiare nel tempo. Le reinterpretazioni, quando funzionano, mantengono vivi i miti e permettono loro di rispecchiare la cultura del momento.

È una lettura che si adatta bene alla nuova fase del DCU. La Supergirl di Alcock non è una semplice replica del passato, ma una versione pensata per un universo narrativo diverso, più ampio e ancora in costruzione. Il confronto con le incarnazioni precedenti resta inevitabile, ma non necessariamente conflittuale.

Milly Alcock convince anche in un film divisivo

La performance di Alcock è stata uno degli elementi più apprezzati del film, anche da parte di chi ha accolto l’opera con maggiori riserve. La nuova Supergirl ha ricevuto recensioni contrastanti: i punteggi riportati su Rotten Tomatoes si sono mossi in area mista per la critica, mentre il pubblico ha mostrato un’accoglienza più favorevole.

Anche alcune recensioni meno entusiaste hanno riconosciuto il valore dell’interpretazione principale. La critica non ha riguardato tanto Alcock, quanto la capacità del film di definire fino in fondo l’identità di Kara/Supergirl. Il personaggio viene presentato come una figura tormentata, ribelle e ancora in cerca di una direzione morale chiara, ma non tutti hanno ritenuto completamente riuscito l’equilibrio tra dramma, ironia e avventura cosmica.

Il film, diretto da Craig Gillespie e scritto da Ana Nogueira, vede Kara Zor-El fare squadra con la giovane Ruthye Marye Knoll, interpretata da Eve Ridley, in una missione contro Krem delle Colline Gialle, interpretato da Matthias Schoenaerts. Nella vicenda entrano anche Krypto e l’universo più vasto del nuovo DCU.

Un debutto difficile al box office

Sul fronte commerciale, Supergirl non ha avuto un esordio semplice. Il primo fine settimana globale è stato inferiore alle aspettative, soprattutto considerando un budget produttivo riportato nell’ordine dei 170-186 milioni di dollari. Il dato ha inevitabilmente aperto il dibattito sulla tenuta del nuovo universo DC dopo Superman.

Il co-CEO di DC Studios Peter Safran ha però ribadito che i piani a lungo termine non cambiano. Pur riconoscendo che il film non ha raggiunto le aspettative al botteghino, Safran ha spiegato che Supergirl è solo una parte di una strategia più ampia per il futuro di DC Studios.

Questa posizione indica che lo studio non intende giudicare l’intero DCU sulla base di un singolo risultato. Il personaggio di Kara, anzi, sembra destinato a restare importante nella nuova architettura narrativa costruita da James Gunn e Peter Safran.

Dal film del 1984 al nuovo DCU

Il confronto con il passato è inevitabile. Il Supergirl del 1984, scritto da David Odell e diretto da Jeannot Szwarc, non riuscì a imporsi al botteghino, incassando circa 14,3 milioni di dollari a fronte di un budget stimato di circa 35 milioni. Eppure, nel tempo, la versione di Helen Slater è rimasta un riferimento affettivo per molti fan.

Slater è poi tornata più volte nell’universo DC. Ha interpretato Lara-El in Smallville, Eliza Danvers nella serie televisiva Supergirl con Melissa Benoist, e ha prestato la voce a Martha Kent in DC Super Hero Girls. Nel 2023 è apparsa anche in The Flash in un cameo realizzato con effetti di ringiovanimento digitale.

La nuova Kara di Milly Alcock raccoglie quindi un’eredità lunga, ma non la cancella. Al contrario, la reazione positiva di Slater suggerisce un passaggio di testimone più sereno di quanto si potesse immaginare.

Il futuro di Supergirl in Man of Tomorrow

Milly Alcock è attesa nuovamente nel ruolo di Supergirl in Man of Tomorrow, il prossimo film dedicato a Superman, previsto per il 9 luglio 2027. Il progetto sarà scritto e diretto da James Gunn e vedrà il ritorno di David Corenswet come Superman e Nicholas Hoult come Lex Luthor.

Il film introdurrà anche Brainiac, interpretato da Lars Eidinger, con una storia che dovrebbe portare Superman e Lex a collaborare contro una minaccia più grande. La presenza di Kara potrebbe rafforzare ulteriormente il legame tra i superstiti di Krypton e aprire nuovi sviluppi per Supergirl nel DCU.

Per ora, il dato più interessante resta il sostegno di Helen Slater. La prima grande Supergirl cinematografica ha promosso la nuova incarnazione del personaggio, riconoscendo in Milly Alcock una Kara diversa, ma viva, energica e capace di parlare al presente.

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