Supergirl, caos dietro le quinte: il nuovo film DC ha avuto più problemi del previsto

Supergirl affronta nuove ombre produttive: divergenze creative, test screening incerti e incassi sotto pressione non fermano il futuro di Milly Alcock nel DCU.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Supergirl è arrivato al cinema con aspettative alte, ma il percorso del film con Milly Alcock nei panni di Kara Zor-El si è rivelato più complicato del previsto. Dopo l’introduzione del personaggio in Superman del 2025, il cinecomic diretto da Craig Gillespie avrebbe dovuto consolidare un nuovo tassello del DC Universe di James Gunn e Peter Safran. Il risultato, però, ha diviso pubblico e critica, mentre il box office non ha dato a DC Studios la spinta sperata.

Le difficoltà non riguarderebbero soltanto l’accoglienza in sala. Dietro la lavorazione di Supergirl ci sarebbero state tensioni creative, versioni alternative del montaggio e una post-produzione tutt’altro che lineare.

Due versioni del film e una post-produzione complicata

Il nodo principale sarebbe emerso dopo la fine delle riprese principali, concluse nel maggio 2025. In quella fase sarebbero state preparate due versioni differenti di Supergirl: una legata alla visione di Craig Gillespie e una più vicina all’impostazione voluta da DC Studios.

Le divergenze avrebbero riguardato soprattutto la direzione generale del film. James Gunn, produttore del progetto e co-responsabile di DC Studios insieme a Peter Safran, avrebbe avuto un ruolo più incisivo durante la post-produzione, cercando di correggere una pellicola che, nei test interni, non sembrava trovare il giusto equilibrio.

I punteggi ottenuti durante le proiezioni di prova sarebbero rimasti perlopiù nell’area dei 60 su 100, con una fonte che indica un picco massimo intorno a 70. Numeri non disastrosi, ma nemmeno abbastanza solidi per un titolo pensato come uno dei pilastri iniziali del nuovo DCU.

Il confronto tra James Gunn e Craig Gillespie

Le tensioni tra Gunn e Gillespie non sarebbero esplose in uno scontro aperto, ma avrebbero comunque lasciato il segno sul film. Alcune ricostruzioni parlano di una mancata sintonia creativa, mentre altre descrivono la situazione come un normale attrito tra studio e regista, tipico dei grandi film di franchise.

DC Studios avrebbe comunque mantenuto stima per Gillespie, già noto per titoli come I, Tonya e Crudelia. Il punto, più che personale, sarebbe stato produttivo: capire quale versione di Supergirl potesse funzionare meglio davanti al pubblico.

Nel confronto tra i due montaggi, la versione dello studio avrebbe superato quella del regista di appena due punti nei test con gli spettatori. Un vantaggio minimo, ma sufficiente per orientare la scelta finale verso il cut approdato nelle sale.

Scene aggiuntive, Jeremy Slater e il finale rielaborato

Nel tentativo di rafforzare il film, DC Studios avrebbe coinvolto anche Jeremy Slater, sceneggiatore che aveva lavorato a una versione di The Authority. Il suo apporto sarebbe stato legato soprattutto a nuove scene pensate per nove giorni di riprese aggiuntive.

La sceneggiatrice principale Ana Nogueira sarebbe rimasta comunque coinvolta nella post-produzione. Tra gli elementi più delicati da sistemare ci sarebbe stato il combattimento finale, riorganizzato durante il processo di montaggio.

Una delle differenze più evidenti tra le versioni riguardava la durata. Il montaggio di Gillespie avrebbe incluso almeno 11 minuti in più, con maggiore spazio per Krem of the Yellow Hills, il villain interpretato da Matthias Schoenaerts. Proprio il trattamento del personaggio, insieme al ritmo e alle scelte musicali, avrebbe inciso molto nella valutazione delle varie versioni.

Un box office sotto le aspettative

Sul piano commerciale, Supergirl non ha brillato. Il film ha aperto con numeri inferiori alle attese e, secondo i dati aggiornati, ha raggiunto circa 89,1 milioni di dollari nel mondo. Per un progetto legato al rilancio cinematografico del DCU, il risultato resta delicato, soprattutto considerando il peso produttivo e simbolico dell’operazione.

L’accoglienza critica è stata irregolare, con giudizi oscillanti tra il tiepido e il negativo. Tuttavia, la performance di Milly Alcock è stata spesso indicata come uno degli elementi più riusciti del film. La sua Kara Zor-El, più inquieta e meno luminosa rispetto ad altre incarnazioni dell’eroina, sembra destinata a restare centrale nel percorso del franchise.

Il futuro di Kara Zor-El nel DC Universe

Il destino di Supergirl non si chiude con questo film. Milly Alcock tornerà infatti in Man of Tomorrow, il prossimo capitolo dedicato a Superman, scritto e diretto da James Gunn e previsto per il 9 luglio 2027. Il progetto è già indicato come una tappa importante per il rapporto tra Kara e suo cugino Kal-El / Clark Kent, interpretato da David Corenswet.

Inoltre, la Figlia di Krypton dovrebbe avere un ruolo anche in un ulteriore progetto DC ancora non annunciato. Questo lascia intendere che, nonostante le difficoltà produttive e il risultato commerciale non esaltante, DC Studios non abbia intenzione di accantonare il personaggio.

Supergirl resta quindi un caso interessante: un film nato come grande tassello del nuovo DCU, passato attraverso una lavorazione complessa e arrivato in sala con un’accoglienza divisiva. La prova di Milly Alcock, però, sembra aver convinto abbastanza da garantire a Kara Zor-El un futuro ancora importante nella saga.

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