Il nuovo DCU di James Gunn è ancora nelle sue prime fasi, ma alcune delle idee più interessanti sul futuro di Superman stanno arrivando da un progetto esterno alla continuità principale. My Adventures with Superman, la serie animata con Jack Quaid nel ruolo di Clark Kent e Alice Lee in quello di Lois Lane, continua a proporre una rilettura fresca, leggera e molto affettuosa della mitologia dell’Uomo d’Acciaio.
La serie non appartiene al canone del DCU cinematografico, ma questo le permette di muoversi con maggiore libertà. Ogni stagione ha introdotto nuovi design, personaggi e soluzioni narrative ispirate ai fumetti, senza il peso di dover preparare direttamente film o crossover futuri. Proprio per questo, alcune sue scelte possono funzionare come una sorta di laboratorio creativo per ciò che il Superman di David Corenswet potrebbe diventare nel lungo periodo.
La terza stagione ha appena introdotto un elemento particolarmente importante: Superboy, nella versione di Jon Kent, figlio di Clark Kent e Lois Lane. Ed è difficile non pensare a quanto questa direzione potrebbe funzionare anche nel DCU.
Jon Kent debutta nella terza stagione di My Adventures with Superman
Dopo essere stato anticipato nella sigla aggiornata della nuova stagione, Jon Kent fa il suo debutto completo nel quarto episodio di My Adventures with Superman. La premessa è costruita con un tono ironico ma molto efficace: Clark e Lois stanno discutendo del loro futuro insieme, con Lois ancora incerta all’idea di mettere radici e costruire una famiglia, quando vengono improvvisamente interrotti dall’arrivo del loro figlio superpotente proveniente dal futuro.
Il Jon Kent doppiato da Darren Criss è pieno di energia, entusiasmo e curiosità. È felice di incontrare versioni più giovani dei suoi genitori e sembra impaziente di vivere tutto ciò che il passato può offrirgli. La reazione di Clark e Lois, però, è il vero cuore dell’episodio: da un lato c’è lo shock di trovarsi davanti il proprio figlio adulto o adolescente arrivato dal futuro, dall’altro la tenerezza di vedere una possibile vita familiare prendere forma davanti ai loro occhi.
Per Lois, in particolare, l’incontro con Jon ha un peso emotivo forte. La giornalista si trova costretta a guardare in faccia un futuro che fino a quel momento la spaventava. L’episodio riesce così a usare un espediente fantascientifico classico per raccontare qualcosa di molto umano: la paura di crescere, scegliere e immaginare una famiglia.
Un futuro oscuro e la minaccia di Cyborg Superman
L’arrivo di Jon non è solo una parentesi familiare. Il ragazzo rivela di essere stato mandato indietro nel tempo per impedire che il suo futuro distopico diventi realtà. La minaccia è legata a Hank Henshaw, destinato a diventare Cyborg Superman, ormai non più semplice pedina agli ordini di Lex Luthor.
Questo dettaglio sposta subito la storia su un piano più ampio. Jon non arriva soltanto per conoscere i suoi genitori: porta con sé l’urgenza di cambiare il destino. La serie unisce quindi commedia romantica, avventura supereroistica e tensione da viaggio nel tempo, mantenendo però il focus sui personaggi.
La dinamica tra Clark e Jon funziona perché mostra Superman in una posizione nuova. Clark non deve soltanto salvare il mondo o proteggere Metropolis: deve imparare a essere padre, anche se quel figlio arriva da un futuro che lui non ha ancora vissuto. Il momento in cui lo guida su come aiutare le persone senza spaventarle racconta perfettamente il cuore del personaggio. Superman non combatte solo per vincere, ma per costruire un domani migliore.
Il modello perfetto per il Superman di David Corenswet
È proprio questa idea a rendere Jon Kent così interessante per il futuro del DCU. Il Superman di David Corenswet ha già le basi per una mitologia più ampia. Esistono Supergirl e Krypto, mentre Man of Tomorrow dovrebbe portare avanti il rapporto tra Superman e Lex Luthor in una direzione più grande e complessa. Il passo successivo, prima o poi, potrebbe essere la costruzione di una vera Super-Family.
Nei fumetti, Jon Kent è diventato uno degli elementi più amati della mitologia recente di Superman. La sua presenza permette di esplorare Clark non solo come eroe, ma anche come padre, guida e simbolo vivente di speranza da trasmettere a una nuova generazione. È una prospettiva diversa da quella più classica, ma perfettamente coerente con l’essenza del personaggio.
Il DCU potrebbe anche scegliere un’altra strada, introducendo Conner Kent, il Superboy clone di Superman e Lex Luthor. Considerando il rapporto già centrale tra Superman e Lex nel nuovo universo di Gunn, anche questa opzione avrebbe grande potenziale. Anzi, le due versioni potrebbero coesistere in futuro, offrendo due modi molto diversi di riflettere sull’eredità dell’Uomo d’Acciaio: una familiare e biologica, l’altra artificiale e segnata dal conflitto con Luthor.
Perché la Super-Family può funzionare nel DCU
Molti fan discutono spesso della possibilità di vedere una Bat-Family completa nel film The Brave and the Bold e nei futuri progetti dedicati a Batman. Lo stesso discorso, però, vale anche per Superman. Il personaggio non deve restare isolato per funzionare. Al contrario, una rete di alleati, familiari e figure legate alla sua eredità può renderlo ancora più ricco.
My Adventures with Superman dimostra quanto questa direzione possa essere efficace. Jon non indebolisce Clark, né lo rende meno centrale. Lo costringe invece a crescere, a guardare oltre sé stesso e a immaginare il significato della speranza quando viene trasmessa a qualcuno che dovrà portarla avanti.
Non è necessario che il DCU introduca subito Jon Kent o Conner Kent. Il Superman di Corenswet ha bisogno di tempo per consolidarsi, affrontare nuove minacce e costruire il proprio posto nell’universo condiviso di James Gunn. Tuttavia, la serie animata mostra con chiarezza quanto sarebbe potente, in futuro, vedere Clark diventare non solo il simbolo della speranza, ma anche il punto di partenza di una nuova generazione di eroi.
My Adventures with Superman continua quindi a essere molto più di una semplice avventura animata fuori continuity. È una delle interpretazioni più vive e creative dell’Uomo d’Acciaio, capace di ricordare perché Superman funzioni ancora: non perché sia invincibile, ma perché crede sempre nella possibilità di un domani migliore.
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