Un progetto VR dedicato a Tomb Raider sarebbe stato in sviluppo presso Vertigo Games Amsterdam prima della sua cancellazione all’inizio del 2026. La notizia arriva da un ampio leak attribuito a MP1st, che avrebbe portato alla luce immagini, concept art e materiale video legati a un titolo mai annunciato ufficialmente.
Il gioco, indicato internamente con il nome in codice Project U, sarebbe stato in lavorazione almeno da novembre 2024 fino alla cancellazione avvenuta nel gennaio 2026. Al momento, però, è importante sottolineare che non esiste un annuncio ufficiale da parte dei titolari del marchio Tomb Raider o di Vertigo Games che confermi pubblicamente il progetto. Diversi elementi visivi emersi online sembrano compatibili con un’avventura ispirata alla saga di Lara Croft, ma la natura del materiale resta legata a un’indiscrezione.
Un’avventura VR pensata per Quest 3, PS VR2 e PC VR
Il titolo sarebbe stato sviluppato da un team di oltre 50 persone e avrebbe avuto come piattaforme di riferimento Meta Quest 3, PlayStation VR2 e visori PC VR. L’ambizione, almeno dai dettagli emersi, sembrava quella di creare un’esperienza in realtà virtuale completa, costruita attorno all’esplorazione, all’azione e alla risoluzione di enigmi ambientali.
Le immagini trapelate mostrano scenari desertici ispirati alla Mesopotamia, con rovine, architetture antiche e ambientazioni pensate per valorizzare l’immersione tipica della realtà virtuale. La protagonista indicata nei report sarebbe Lara Croft, figura centrale della serie Tomb Raider, anche se alcune verifiche indipendenti non hanno potuto confermare in modo definitivo che tutti i materiali fossero effettivamente legati a un progetto ufficiale del franchise.
Il materiale pubblicato include anche una lunga compilazione di test gameplay. Nel video si vedrebbero diversi ambienti, nemici e sistemi di attraversamento pensati per sfruttare il punto di vista in prima persona. L’impostazione avrebbe messo al centro arrampicate, spostamenti fisici e interazioni dirette con l’ambiente, elementi particolarmente adatti a una trasposizione VR della formula di Tomb Raider.
Armi, enigmi e dettagli immersivi
Dai filmati emersi, Lara avrebbe potuto utilizzare un equipaggiamento piuttosto vario. Tra gli strumenti mostrati figurano arco e frecce, utili anche per risolvere enigmi ambientali, pistole doppie e una mitraglietta. Il progetto sembrava voler bilanciare azione e puzzle, recuperando alcune componenti classiche della serie ma adattandole a un sistema di controllo più fisico.
Uno degli elementi più interessanti riguarda l’interfaccia. Il personaggio avrebbe indossato una sorta di bracciale capace di indicare salute e livello di ossigeno. Quest’ultimo dettaglio lascia pensare alla possibile presenza di sezioni subacquee, una componente che avrebbe potuto aggiungere varietà all’esplorazione e aumentare la tensione nelle sequenze più pericolose.
Il leak mostrerebbe inoltre un possibile boss preliminare: una gigantesca statua guardiana ispirata all’arte babilonese. Anche in questo caso, si tratta di materiale non ufficiale, ma il tono visivo sembra suggerire un’avventura con forti elementi archeologici e soprannaturali, in linea con molte incarnazioni precedenti di Tomb Raider.
Una trama legata a un’infezione soprannaturale
Le concept art trapelate sembrano indicare anche una direzione narrativa precisa. Alcuni nemici appaiono in diversi stadi di una possibile infezione soprannaturale, un’idea che avrebbe potuto giustificare varianti sempre più pericolose degli stessi avversari.
Il materiale includerebbe sia nemici umani sia creature o figure contaminate da elementi più misteriosi. Questa scelta avrebbe permesso al gioco di alternare combattimenti relativamente tradizionali a incontri più inquietanti, mantenendo un tono avventuroso ma con venature horror e fantastiche.
È un’impostazione che avrebbe potuto funzionare bene in realtà virtuale, soprattutto grazie alla vicinanza fisica con ambienti e minacce. La serie Tomb Raider ha spesso mescolato archeologia, mito e pericolo soprannaturale; una versione VR avrebbe potuto rendere questi elementi ancora più immediati.
La chiusura di Vertigo Games Amsterdam
Il presunto Tomb Raider VR si inserisce in un momento complicato per l’industria della realtà virtuale. Vertigo Games Amsterdam, lo studio che avrebbe lavorato al progetto, è stato chiuso nel giugno 2026. Il team era conosciuto soprattutto per Metro Awakening VR, pubblicato nel 2024, ed era nato dall’ex Force Field Entertainment prima di entrare nella struttura di Vertigo Games.
La cancellazione del progetto, indicata per gennaio 2026, precede quindi la chiusura dello studio. Questo dettaglio suggerisce che lo stop non sia stato necessariamente una conseguenza diretta della chiusura, ma rientri in un quadro più ampio di riorganizzazioni e tagli nel settore VR.
Negli stessi mesi, anche Meta ha ridimensionato parte delle proprie attività legate ai videogiochi in realtà virtuale, spostando maggiore attenzione verso intelligenza artificiale e smart glasses. Tra i progetti colpiti sarebbero rientrati anche un seguito di Batman: Arkham Shadow, un gioco VR non annunciato di Harry Potter per Quest e un importante progetto di Polyarc, lo studio noto per Moss.
Il caso di Tomb Raider VR resta quindi sospeso tra fascino e incertezza. I materiali emersi lasciano intravedere un’avventura ambiziosa, con ambientazioni curate e meccaniche pensate per la realtà virtuale, ma l’assenza di una conferma ufficiale impone cautela. Per i fan di Lara Croft, rimane soprattutto il rimpianto per un progetto che avrebbe potuto portare la saga in una direzione diversa e potenzialmente molto suggestiva.






