X-Men ’97, la storia di Magneto doveva essere diversa: il retroscena sul colpo di scena

La morte di Magneto in X-Men ’97 doveva essere meno esplicita, ma la scena è stata resa più diretta e traumatica.

Luca Ferraro
Luca Ferraro
Binge-watcher seriale e maniaco della continuity: se una serie fa parlare di sé, sono già al secondo rewatch.

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul quarto episodio della seconda stagione di X-Men ’97.

La seconda stagione di X-Men ’97 ha già messo i fan davanti a uno dei suoi momenti più duri. Nell’episodio L’ascesa di Apocalisse – Parte II, Magneto viene ucciso da Apocalisse dopo aver compiuto un ultimo gesto eroico per salvare la città di Rama-Tut dalla distruzione.

La scena ha avuto un impatto fortissimo, anche perché richiama per intensità emotiva la morte di Gambit a Genosha nella prima stagione. Eppure, almeno nelle prime fasi di lavorazione, quel momento doveva essere rappresentato in modo diverso. A raccontarlo è stato Matthew Waterson, voce inglese di Magneto, che ha spiegato come la sequenza sia diventata nel tempo più diretta, più esplicita e più dolorosa per il Professor X.

Magneto muore davanti al Professor X

Nel quarto episodio della seconda stagione, gli X-Men dispersi nel tempo si ritrovano a fare i conti con l’ascesa di En Sabah Nur, destinato a diventare Apocalisse. Dopo la trasformazione, il nuovo nemico libera una potenza devastante e arriva a minacciare la città di Rama-Tut, collegata alla mitologia di Kang il Conquistatore.

Magneto interviene per impedire che la città venga inghiottita da un buco nero creato da Apocalisse. Il suo sacrificio permette di salvare molte vite, ma lo lascia gravemente indebolito. Quando Apocalisse torna sulla scena, Erik “Magnus” Lehnsherr non ha più la forza necessaria per opporsi.

Il momento più crudele arriva davanti agli occhi di Charles Xavier. Il Professor X assiste impotente mentre il suo vecchio amico viene vaporizzato dal nemico. Di Magneto resta soltanto l’elmo, che Xavier porta con sé quando Bishop riesce a riportare gli X-Men nel loro presente.

La scena era meno esplicita nelle prime versioni

Matthew Waterson ha spiegato di aver saputo della morte di Magneto già durante le registrazioni della prima stagione. Quando ha letto la sceneggiatura di L’ascesa di Apocalisse – Parte II, quindi, non è stato colto di sorpresa: aveva già un’idea generale del destino del personaggio, anche grazie alle conversazioni avute con l’ex showrunner Beau DeMayo.

La prima versione della scena, però, era più ambigua. La morte di Magneto doveva restare in parte fuori campo, affidata soprattutto alla reazione di Charles. Il pubblico avrebbe intuito ciò che era accaduto, ma senza assistere a un momento così netto.

Con il tempo, la sequenza è stata modificata. La scelta finale è andata nella direzione del “mostrare, non raccontare”: far vedere a Xavier ciò che succede, e costringerlo a vivere in prima persona la perdita di Magneto, rende il trauma più immediato. Non è solo una morte importante per la trama, ma una ferita emotiva per uno dei rapporti più complessi dell’intera saga mutante.

Un nuovo shock dopo la morte di Gambit

La morte di Magneto arriva dopo uno dei momenti più discussi della prima stagione, il sacrificio di Gambit durante l’attacco a Genosha. Anche in quel caso, X-Men ’97 aveva scelto di colpire il pubblico con una svolta drammatica e apparentemente definitiva.

Il parallelismo è evidente. Entrambi i personaggi muoiono compiendo un gesto eroico, entrambi vengono lasciati come assenze pesanti all’interno del gruppo e in entrambi i casi la serie usa la tragedia per alzare la posta narrativa. Con Magneto, però, il dolore passa soprattutto attraverso Xavier, costretto a perdere ancora una volta una persona che è stata nemico, alleato, rivale ideologico e amico.

La scena funziona perché non cancella la complessità di Magneto. Anche nel suo ultimo momento, il personaggio non viene ridotto a un semplice antagonista redento. Resta una figura tragica, segnata dalla convinzione che i mutanti debbano sopravvivere a ogni costo, ma capace di sacrificarsi per proteggere degli innocenti.

Magneto è davvero morto?

Come spesso accade nelle storie Marvel, la morte di un personaggio così importante non deve necessariamente essere considerata definitiva. X-Men ’97 si muove tra viaggi nel tempo, linee narrative alternative e minacce cosmiche, quindi esistono molte possibilità per riportare Magneto in scena in futuro.

La stessa prima stagione aveva lasciato aperta la porta a un possibile ritorno di Gambit, soprattutto attraverso il legame con Apocalisse e con la mitologia dei suoi Cavalieri. La seconda stagione potrebbe seguire una strada simile anche per Magneto, oppure lasciare che la sua assenza diventi una delle spinte principali per i prossimi episodi.

Per ora, però, la serie tratta la sua morte come un evento reale e traumatico. Gli X-Men sono tornati nel loro presente, ma il gruppo non è più lo stesso. La minaccia di Apocalisse resta centrale, mentre all’orizzonte sembrano profilarsi anche nuovi conflitti con squadre come X-Factor e X-Force.

La seconda stagione continua su Disney+

La seconda stagione di X-Men ’97 prosegue con nuovi episodi pubblicati ogni mercoledì su Disney+. Dopo L’ascesa di Apocalisse – Parte II, restano ancora cinque episodi per capire come la squadra affronterà la nuova minaccia e quali conseguenze avrà davvero la perdita di Magneto.

Il futuro della serie sembra già avviato. La terza stagione è in produzione, mentre Marvel ha iniziato a guardare anche oltre, con discussioni legate alle stagioni successive. Dopo un episodio così importante, la domanda principale resta una: X-Men ’97 ha davvero chiuso il capitolo Magneto, oppure ha appena preparato il terreno per un ritorno ancora più doloroso?

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