Lord Voldemort: origini, Horcrux e legame con Harry Potter

Origini, Horcrux, poteri e profezia di Lord Voldemort: la storia di Tom Riddle e del legame che lo unisce inevitabilmente a Harry Potter.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Lord Voldemort è il principale antagonista della saga di Harry Potter e uno dei maghi oscuri più potenti della storia del mondo magico. Prima di diventare Colui-Che-Non-Deve-Essere-Nominato, però, era Tom Riddle: un ragazzo cresciuto in un orfanotrofio babbano, brillante, manipolatore e già ossessionato dall’idea di distinguersi dagli altri. La sua paura della morte e la ricerca del potere lo avrebbero infine condotto verso gli Horcrux e verso un legame involontario con Harry Potter, destinato a provocarne la caduta.

Le origini di Tom Riddle

Tom Riddle nacque il 31 dicembre 1926. Nella storica traduzione italiana il suo nome completo è Tom Orvoloson Riddle, scelto per permettere l’anagramma “Son io Lord Voldemort”; nell’originale inglese e nelle più recenti traduzioni italiane è invece Tom Marvolo Riddle.

Sua madre, Merope Gaunt, apparteneva alla famiglia discendente da Salazar Serpeverde. Il padre era il babbano Tom Riddle Sr. La natura della loro relazione merita però una precisazione: non viene stabilito con assoluta certezza che Merope abbia utilizzato un filtro d’amore. È Albus Silente a ipotizzare che la donna abbia fatto innamorare magicamente Riddle attraverso una pozione, ritenendola una spiegazione più probabile della Maledizione Imperius. Quando l’effetto cessò, Tom Riddle Sr. la abbandonò. Merope morì poco dopo aver dato alla luce il figlio, che crebbe così in un orfanotrofio babbano.

Già da bambino Tom mostrava un controllo insolito della magia e la utilizzava per intimidire e tormentare gli altri ospiti dell’orfanotrofio. A Hogwarts venne smistato in Serpeverde e si rivelò uno studente estremamente capace, ma dietro l’immagine del ragazzo brillante continuò a sviluppare un crescente interesse per le Arti Oscure.

Gli Horcrux e l’ossessione per l’immortalità

La caratteristica che più distingue Voldemort dagli altri maghi oscuri è la sua ossessione per la morte. Per evitarla, Tom Riddle ricorse agli Horcrux, oggetti o esseri viventi nei quali è possibile custodire un frammento dell’anima dopo averla lacerata attraverso un omicidio.

Il suo progetto era creare sei Horcrux, in modo che, contando anche la parte rimasta nel proprio corpo, la sua anima fosse divisa in sette frammenti. Gli Horcrux creati intenzionalmente furono il diario di Tom Riddle, l’anello dei Gaunt, il medaglione di Serpeverde, la coppa di Tassorosso, il diadema di Corvonero e Nagini.

C’è però un’anomalia fondamentale: Harry Potter divenne involontariamente un ulteriore Horcrux quando Voldemort cercò di ucciderlo da neonato. Il Signore Oscuro non aveva programmato questo evento e rimase a lungo inconsapevole del frammento della propria anima presente in Harry.

Quanto era potente Voldemort?

Voldemort possedeva una conoscenza straordinaria delle Arti Oscure, parlava Serpentese ed era un Legilimens particolarmente abile. La Legilimanzia gli consentiva di penetrare nella mente di altre persone, percependone pensieri, ricordi ed emozioni.

L’Occlumanzia svolge invece la funzione opposta: serve a chiudere e proteggere la mente dagli attacchi di un Legilimens. Voldemort era capace di difendere la propria mente, ma il legame eccezionale con Harry rese possibile, in determinate circostanze, una connessione tra i due.

Il suo potere non dipendeva soltanto dalle capacità magiche. Voldemort costruì attorno a sé un regime fondato sulla paura e sulla supremazia dei maghi purosangue, guidando i Mangiamorte nella persecuzione dei suoi avversari e dei babbani. L’ironia centrale del personaggio è che lui stesso era un mezzosangue, essendo figlio di una strega e di un babbano.

Voldemort e Harry Potter: il significato della profezia

Il rapporto tra Voldemort e Harry nasce dalla profezia pronunciata da Sibilla Cooman. La profezia poteva riferirsi sia a Harry sia a Neville Paciock, ma fu Voldemort a scegliere Harry come minaccia e, attaccandolo, a “segnarlo come suo eguale”.

Quando Voldemort tentò di uccidere il bambino, il sacrificio di Lily Potter protesse Harry. La Maledizione Mortale si ritorse contro il suo stesso autore, distruggendone il corpo e lasciando Harry con la celebre cicatrice. Durante quell’evento un frammento dell’anima già profondamente mutilata di Voldemort si attaccò involontariamente al bambino.

È proprio questo frammento a spiegare molte delle connessioni tra i due: Harry può parlare Serpentese e, nel corso della saga, percepisce pensieri, emozioni e visioni legate a Voldemort.

Gli attori che hanno interpretato Voldemort

Il cinema ha affidato le diverse età di Tom Riddle a numerosi interpreti. Nel primo film Richard Bremmer appare come Voldemort nella sequenza ambientata a Godric’s Hollow, mentre Ian Hart, interprete del professor Raptor, presta anche la voce al Signore Oscuro nella parte conclusiva del film.

In Harry Potter e la camera dei segreti, Christian Coulson interpreta il giovane Tom Riddle. Harry Potter e il principe mezzosangue mostra invece due età differenti del personaggio: Hero Fiennes Tiffin è Tom a 11 anni, mentre Frank Dillane interpreta la versione adolescente.

Il volto maggiormente associato al Signore Oscuro rimane però Ralph Fiennes, che debutta nel ruolo in Harry Potter e il calice di fuoco e continua a interpretarlo fino a Harry Potter e i Doni della Morte – Parte 2.

Perché Voldemort non ha il naso?

L’aspetto serpentino del personaggio non è soltanto un’invenzione cinematografica. Dopo la sua rinascita, i libri descrivono Voldemort con pelle estremamente pallida, occhi rossi e narici ridotte a fessure simili a quelle di un serpente. Il design cinematografico riprende quindi direttamente questa trasformazione disumana.

Chi sconfigge definitivamente Voldemort?

È Harry Potter a sconfiggere Voldemort nella Battaglia di Hogwarts. Un elemento decisivo è la Bacchetta di Sambuco, che Voldemort crede di possedere pienamente ma che riconosce Harry come suo vero padrone. Nel confronto finale, la Maledizione Mortale di Voldemort gli si ritorce contro, chiudendo definitivamente la sua storia.

Voldemort resta così un antagonista definito da una contraddizione fondamentale: dedica l’intera esistenza a sconfiggere la morte, ma proprio questa paura lo conduce alle decisioni che finiscono per distruggerlo. Harry, al contrario, riesce a vincere anche perché accetta ciò che Voldemort non è mai stato disposto ad affrontare: la mortalità, il sacrificio e il valore dei legami con gli altri.

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