Meta Phoenix appare nel firmware di Quest: il visore VR sottile potrebbe mostrarsi al Connect

Un video emerso dal firmware di Quest mostra il presunto visore Meta Phoenix, più sottile e collegato a un puck, forse protagonista del Connect 2026.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Un filmato di configurazione nascosto nel firmware di Meta Quest avrebbe mostrato in anticipo Phoenix, il visore per la realtà virtuale sottile e leggero su cui Meta starebbe lavorando da tempo. Il dispositivo si distingue per un profilo vicino a quello di un paio di occhiali e per la presenza di un’unità di elaborazione esterna collegata via cavo.

Meta non ha ancora presentato ufficialmente il prodotto, conosciuto in precedenza anche attraverso i nomi in codice Puffin e Loma. La comparsa di materiale destinato alla configurazione iniziale suggerisce però che lo sviluppo abbia raggiunto una fase avanzata. Una possibile presentazione al Meta Connect di settembre resta plausibile, ma non è stata confermata dall’azienda.

Il video di configurazione scoperto nel firmware di Quest

Le prime immagini sono state individuate dall’utente di X ToastConcern all’interno del firmware di Quest. NoriDoesVR è poi riuscito a visualizzare una versione più completa della procedura dedicata alla regolazione del dispositivo e al tracciamento oculare.

Il filmato non deve essere interpretato come una dimostrazione definitiva del prodotto. NoriDoesVR ha infatti precisato di aver dovuto apportare alcune modifiche per avviare la sequenza, descrivendola come una versione ancora in lavorazione della nuova esperienza di configurazione di Phoenix. Le immagini risultano inoltre volutamente sfocate, quindi non consentono di valutare con precisione materiali, dimensioni e qualità costruttiva.

Nonostante questi limiti, il dispositivo visibile nel video presenta diversi elementi riconoscibili. Il corpo principale appare molto più compatto rispetto a quello dei visori Quest tradizionali, mentre le due lenti sembrano poter essere regolate separatamente. La procedura mostra anche supporti per il naso rimovibili, pensati per migliorare la comodità e adattare il visore alle caratteristiche del volto.

Tra le funzioni illustrate compaiono il tracciamento delle mani e degli occhi. Quest’ultimo potrebbe permettere di controllare l’interfaccia combinando lo sguardo con semplici gesti, riducendo almeno in alcune situazioni la necessità di utilizzare controller tradizionali.

Il puck esterno ridurrebbe il peso sulla testa

La caratteristica più importante di Phoenix sarebbe la presenza di un puck di elaborazione collegato via cavo. Processore, batteria e parte degli altri componenti potrebbero essere spostati dall’unità indossata a un dispositivo esterno da tenere in tasca o agganciare agli abiti.

Questa soluzione permetterebbe di alleggerire il visore e di limitare il calore generato vicino al volto. Il risultato dovrebbe essere un apparecchio più adatto a sessioni prolungate, alla produttività e alla fruizione di contenuti multimediali rispetto ai modelli più voluminosi.

Il progetto era stato descritto in precedenza come un dispositivo simile a un grande paio di occhiali. Un rapporto interno indicava inoltre che Meta avrebbe rinviato il lancio dalla seconda metà del 2026 alla prima metà del 2027, così da perfezionare l’esperienza e migliorare l’affidabilità del prodotto. La presentazione potrebbe quindi avvenire prima della commercializzazione vera e propria.

Meta Connect 2026 potrebbe essere il momento decisivo

Meta Connect 2026 si terrà il 23 e 24 settembre nel campus dell’azienda a Menlo Park, in California. L’evento sarà dedicato alle novità nel campo dell’intelligenza artificiale, dei dispositivi indossabili, della realtà virtuale e del metaverso.

La presenza nel firmware di una procedura di configurazione non garantisce che Phoenix venga mostrato durante l’evento. Le aziende inseriscono spesso riferimenti a prototipi e prodotti non ancora annunciati nei propri software, mentre alcune soluzioni possono essere modificate o cancellate prima di raggiungere il mercato.

L’ipotesi rimane comunque credibile. Meta potrebbe utilizzare il Connect per presentare il concetto, mostrare il nuovo formato e spiegare come Phoenix si inserirà accanto alla futura generazione di Quest, senza necessariamente annunciare subito prezzo e disponibilità.

Il prezzo resta una delle maggiori incognite

Le precedenti indiscrezioni indicavano l’obiettivo di mantenere il prezzo sotto i 1.000 dollari. La cifra collocherebbe Phoenix sopra la gamma Quest destinata al grande pubblico, ma molto al di sotto del prezzo di lancio di Apple Vision Pro. Il progetto potrebbe quindi rivolgersi soprattutto a professionisti, utenti esperti e appassionati disposti a pagare di più per comfort e portabilità.

La strategia ricorda quella adottata con Meta Quest Pro. Il visore professionale arrivò nel 2022 a 1.499,99 dollari, prima di scendere a 999,99 dollari pochi mesi dopo. Meta Quest 3 debuttò invece a 499,99 dollari, recuperando diverse innovazioni del modello Pro all’interno di un prodotto più accessibile.

Quest Pro non riuscì a imporsi come prodotto di massa e fu successivamente ritirato dal mercato. Phoenix potrebbe evitare parte dei suoi problemi puntando su un vantaggio più immediato: un dispositivo davvero più leggero, progettato per essere indossato a lungo e non soltanto per offrire caratteristiche tecniche superiori.

Meta starebbe portando avanti parallelamente anche un nuovo Quest orientato soprattutto al gioco immersivo. I due dispositivi potrebbero quindi occupare fasce diverse: Phoenix nella parte premium e professionale del mercato, il successore di Quest come piattaforma più economica per videogiochi e intrattenimento.

Il filmato emerso dal firmware offre il segnale più concreto apparso finora, ma molte domande restano senza risposta. Design definitivo, autonomia, qualità dei display, prezzo e data di uscita non sono ancora stati annunciati. Il Meta Connect potrebbe chiarire la strategia dell’azienda; fino ad allora, Phoenix rimane un progetto non ufficiale, seppure sempre più difficile da nascondere.

Meta Phoenix appare nel firmware di Quest: il visore VR sottile potrebbe mostrarsi al Connect
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