Perseidi 2028, Giove potrebbe scatenare una pioggia di stelle cadenti eccezionale

Giove potrebbe rendere le Perseidi del 2028 molto più intense, con fino a 300 meteore l'ora, ma previsioni e condizioni lunari restano ancora molto incerte.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Le Perseidi hanno regalato un nuovo spettacolo agli osservatori del cielo durante il picco del 12-13 agosto 2026. Nei prossimi anni, però, lo sciame meteorico potrebbe diventare ancora più intenso. L’attenzione è rivolta soprattutto al 2028, quando l’influenza gravitazionale di Giove potrebbe modificare la distribuzione di una parte dei detriti lasciati dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Il risultato potrebbe essere un numero di stelle cadenti superiore alla norma.

Da dove arrivano le Perseidi

Le Perseidi tornano ogni anno quando la Terra attraversa la scia di detriti disseminata nello spazio dalla cometa 109P/Swift-Tuttle. Gran parte di queste particelle è estremamente piccola: molti frammenti hanno dimensioni paragonabili a quelle di un granello di sabbia.

Quando entrano nell’atmosfera terrestre, però, lo fanno a una velocità di circa 59 chilometri al secondo. Il rapido passaggio nell’atmosfera produce le scie luminose che osserviamo nel cielo e che comunemente chiamiamo stelle cadenti. Nella maggior parte dei casi, le particelle vengono completamente distrutte durante il processo.

Nel 2026 la Terra ha attraversato la regione più densa del flusso di detriti nella notte tra il 12 e il 13 agosto. Le condizioni hanno permesso di osservare uno degli appuntamenti astronomici più attesi dell’estate, ma le previsioni per i prossimi anni stanno attirando ancora più attenzione.

Perché Giove potrebbe rendere più intense le Perseidi del 2028

A giocare un ruolo importante potrebbe essere Giove, il pianeta più grande del Sistema Solare. La sua potente gravità è in grado di influenzare le orbite delle particelle che compongono il flusso associato alla cometa Swift-Tuttle.

Robert Lunsford, esperto di meteore dell’American Meteor Society (AMS), ha spiegato che Giove passa vicino a una parte di questo flusso di particelle circa una volta ogni dodici anni. La posizione e il momento dell’incontro possono determinare se alcuni detriti finiranno su traiettorie più vicine oppure più lontane dalla Terra.

Per il 2028, i modelli indicano la possibilità che una parte delle particelle venga spostata verso orbite più favorevoli all’incontro con il nostro pianeta. “Il passaggio del 2028 indica che alcune particelle si sposteranno su un’orbita più vicina alla Terra”, ha spiegato Lunsford. Questo potrebbe tradursi in tassi orari di meteore superiori alla media.

Resta comunque un margine di incertezza significativo. I modelli computerizzati possono prevedere il comportamento generale del flusso, ma non conoscono con precisione la densità e la distribuzione delle singole particelle. I frammenti possono infatti essere separati da centinaia o persino migliaia di chilometri, rendendo difficile stimare con largo anticipo il numero esatto di meteore visibili.

Il 2027 potrebbe anticipare quello che accadrà

Lo sciame del 2027 potrebbe fornire un’indicazione importante sull’intensità dell’evento successivo. Se quell’anno verrà registrato un aumento significativo dell’attività, le probabilità di assistere a un picco particolarmente ricco nel 2028 diventerebbero più concrete.

Lunsford ha indicato anche una possibile soglia di riferimento: “Se i tassi nel 2027 saranno aumentati ad almeno 100 all’ora, allora possiamo aspettarci 200-300 all’ora per il 2028”.

Si tratta comunque di una previsione e non di una certezza. La quantità effettiva di meteore dipenderà dalla densità reale delle particelle che la Terra incontrerà lungo la propria orbita.

La Luna potrebbe complicare l’osservazione

Un aumento dell’attività non garantisce automaticamente condizioni ideali per osservare le Perseidi. Nel 2027, il picco arriverà con una Luna crescente a circa quattro giorni dalla Luna piena. La luminosità del nostro satellite potrebbe quindi nascondere molte delle meteore più deboli.

Ci saranno comunque alcune ore prima dell’alba durante le quali la Luna scenderà sotto l’orizzonte occidentale, lasciando un cielo più favorevole all’osservazione. La maggiore intensità prevista per quell’anno dovrebbe concentrarsi tra le 23:00 e le 00:00 UTC nella notte tra il 13 e il 14 agosto, corrispondenti alle 01:00-02:00 del 14 agosto in Italia.

Nel 2028 la situazione sarà diversa. Il picco delle Perseidi è atteso intorno al 12-13 agosto con una Luna all’ultimo quarto, che sorgerà dopo la mezzanotte e rimarrà visibile fino all’alba. Le condizioni saranno quindi migliori rispetto a quelle offerte da una Luna piena, anche se le meteore meno luminose potrebbero comunque risultare difficili da distinguere se il cielo non sarà sufficientemente limpido.

Prima del sorgere della Luna sarà possibile osservare in condizioni più buie, anche se il radiante delle Perseidi sarà ancora relativamente basso. La fase di maggiore intensità prevista per il 2028 dovrebbe invece collocarsi tra le 05:00 e le 06:00 UTC del 12 agosto, cioè tra le 07:00 e le 08:00 ora italiana.

Il 2028 resta quindi uno degli anni più interessanti per le prossime Perseidi, ma l’effettiva portata dello spettacolo dipenderà dalla distribuzione dei detriti della Swift-Tuttle. Le osservazioni del 2027 potrebbero offrire il primo vero indizio su quanto l’influenza di Giove riuscirà a modificare lo sciame.

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