La figura di Robin Hood è una di quelle che si può definire a tutti gli effetti leggendaria, in quanto considerata frutto di un insieme di interpretazioni sulla sua vera identità, tra testimonianze storiche e racconti mitici. Viene descritto come un nobile decaduto che, durante il regno di Re Riccardo Cuor di Leone e la sua partecipazione alle Crociate, decise di combattere contro l’usurpatore Principe Giovanni e di difendere i più poveri vessati dalla sua tirannia. Maestro del tiro con l’arco, viene rappresentato come un eroe del popolo, coraggioso e impavido, pronto a tutto per salvare vite innocenti e lottare contro i malvagi. Sono diventati leggendari anche alcuni luoghi associati alla sua storia come la foresta di Sherwood, rifugio di Robin e i suoi uomini e la Conte di Nottingham.

Un mito di questo tipo non poteva che diventare oggetto di diverse trasposizioni, soprattutto al cinema: Robin Hood rappresenta di fatto tutti gli ideali che incarnano un eroe che possa ispirare ed è un tipo di personaggio che ha sempre funzionato sul grande schermo. Proprio in questi giorni è nelle sale una nuova versione, dove stavolta però viene raccontato quello che è il crepuscolo della vita dell’eroe e soprattutto un lato inedito. Quello che viene messo in evidenza è infatti come, al di là delle gesta eroiche e generose che si ricordino, Robin Hood sia di fatto un uomo con alle spalle anni di battaglie, violenza e scorrerie e conseguenti ferite psicologiche e rimorsi. D’altronde lo stesso titolo lo dice: “Robin Hood – Il prezzo del sangue”. Una versione quindi più cupa e violenta, introspettiva e lontana dalla celebrazione del personaggio. A dare il volto al giustiziere è in questo caso Hugh Jackman, star nota al grande pubblico per la sua interpretazione di Wolverine nei film dedicati agli X-Men. Ma quali altri attori hanno dato il volto a questo eroe leggendario sul grande schermo?
Kevin Costner in “Robin Hood: Principe dei ladri” (1991)

Per tanti anni (almeno fino alla versione di Ridley Scott, di cui parleremo dopo) la pellicola diretta da Kevin Reynolds è stata la trasposizione cinematografica più famosa del giustiziere gentiluomo.La trama è abbastanza fedele alla storia tradizionale: Robin di Locksley, tornato dalle Crociate, trova le sue terre e il suo popolo vessati dalla tirannia dello sceriffo di Nottingham. Nella lotta contro il suo acerrimo nemico farà la conoscenza di Little John, Will Scarlett e il resto della banda e si ricongiungerà con l’amata Marian. A dare il volto a Robin troviamo Kevin Costner nel momento più alto della sua carriera: veniva infatti dall’incredibile successo di “Balla coi lupi” (che gli valse anche una statuetta come Miglior regista e una candidatura come Miglior attore protagonista) e 1 anno dopo avrebbe recitato a fianco di Whitney Houston nel romantico “Guardia del corpo”.
La sua interpretazione come Robin Hood è stata però spesso criticata per un’eccessiva rigidità (tanto che ottenne una candidatura ai Razzie Awards): fu evidente a tutti come il protagonista, nel corso della pellicola, venga oscurato dal compagno Azeem (con il volto di Morgan Freeman) ma soprattutto dallo sceriffo di Nottingham interpretato da Alan Rickman (in una sorte di fusione tra lo sceriffo e il Principe Giovanni). L’attore britannico, noto soprattutto per il ruolo di Piton nella saga di Harry Potter e di Hans Gruber, villain in “Trappola di Cristallo, ha avuto carta bianca nell’interpretare questo personaggio, regalandoci una versione decisamente sopra le righe (fin troppo) e grottesca. E proprio questi toni grotteschi e fiabeschi, seriosi ma tendenti alla commedia, se ai tempi dell’uscita del film risultarono eccessivi, con il passare degli anni hanno reso questa pellicola un vero e proprio cult. Chiudiamo con una piccola curiosità: ad interpretare Riccardo Cuor di Leone troviamo Sean Connery, che a sua volta nel 1976 interpretò un Robin Hood ormai al termine della sua vita in “Robin e Marian”.
Russell Crowe in “Robin Hood” (2010)

Quella tra Russell Crowe e il regista Ridley Scott è stata una delle collaborazioni più prolifiche del cinema, iniziata con “Il gladiatore” e proseguita con altre tre pellicole di grande successo: “Un’ottima annata”, “American Gangster” e “Nessuna Verità”. Infine, quasi come un cerchio che si chiude, si è conclusa nel 2010 con un altro film in costume, appunto “Robin Hood”. Qui Russell Crowe dà il volto proprio al giustiziere gentiluomo, dando al personaggio una gravitas e un’autorevolezza imponente: tanto che, tra le critiche, una delle maggiori è che sembra di vedere una versione medievale de “Il Gladiatore”. Anche se la cosa che più di tutte contraddistingue questa pellicola è la storia che racconta: infatti al centro della narrazione c’è tutto ciò che accade prima che appunto nasca la figura di Robin Hood.
Quello che realizza Ridley Scott è sicuramente un racconto affascinante e visivamente potente, con un profondo realismo nella realizzazione dei costumi, delle atmosfere medievali e delle battaglie campali. La vicenda di Robin Hood viene inserita in un contesto storico e politico complesso: si parla di Magna Charta Libertatum e il protagonista, qui arciere del re con una spiccata nobiltà d’animo, diventa ben presto un leader più apprezzato del Re Giovanni parlando di giustizia e rispetto per il popolo. Per questo motivo il sovrano, al termine della vicenda, dichiarerà Robin Hood e la sua banda fuorilegge. E da qui inizia la leggenda per come la conosciamo. Insomma questa versione della storia risulta molto diversa da quella tradizionale e per questo ha raccolto pareri molto contrastanti tra loro.
Taron Egerton in “Robin Hood – L’origine della leggenda” (2018)

Diventato famoso grazie al suo ruolo di protagonista in “Kingsman – Secret Service” (2014), Taron Egerton ha dato a sua volta il volto al fuorilegge leggendario in questa pellicola del 2018. Purtroppo però questa versione si è rivelata un flop su tutti i fronti, sia di critica che di pubblico. Il tentativo di raccontare la leggenda di Robin Hood mirando ad un target più giovane si è rivelato coraggioso quanto fallimentare: l’ambientazione diventa un Medioevo quasi futuristico, dove le scene di combattimento sembrano provenire più da una pellicola action che da una ambientata nell’epoca delle Crociate. Tra archi che sembrano mitragliatrici e armature che sembrano giubbotti antiproiettile, l’opera risulta molto lontana dalle atmosfere in cui ci aspettiamo di trovare Robin Hood.
Anche la trama viene in parte modificata. Little John qui non è inglese, ma è un guerriero saraceno salvato da Robin (in questo senso è forse più simile ad Azeem nella versione con Kevin Costner. Will Scarlett qui è solo Will ed è rivale in amore del protagonista (e futuro acerrimo nemico, dato il finale aperto della pellicola. Insomma, in definitiva, un tentativo maldestro di raccontare un mito popolare con un linguaggio molto lontano ma soprattutto senza un’idea solida e fondata.
E altri ancora, tra cinema e serie tv

La leggenda di Robin Hood è stato in realtà oggetto di tante altre trasposizioni. Ricordiamo sicuramente la parodia “Robin Hood: Un uomo in calzamaglia” diretto dal Mel Brooks, con Cary Elwes nel ruolo del fuorilegge. Nel 2001 venne realizzato un film per la tv, “Gwyn – Principessa dei ladri”, incentrato sulla figlia di Robin e Marian destinata a seguire le orme del padre: a dare il volto a questa eroina Keira Knightley. Ricordiamo che di recente su MGM+ è uscita una nuova serie tv che racconta la leggenda di Robin Hood: nel ruolo del protagonista Jack Patten, mentre a dare il volto allo sceriffo di Nottingham è Sean Bean. Infine occorre citare anche che il leggendario arciere è stato oggetto di un cartone Disney, dove tutti i personaggi sono rappresentati come animali: il protagonista ha le sembianze di una volpe.






