SOULM8TE espande l’universo di M3GAN: il cast racconta il lato oscuro dell’intelligenza artificiale

SOULM8TE espande l’universo di M3GAN esplorando intelligenza artificiale, lutto e dipendenza emotiva attraverso Sara, David e Aubrey, raccontati direttamente dai loro interpreti.

Marco Vescovi
Marco Vescovi
Appassionato di open world, indie e lore appassionanti, ma anche di Fantascienza e mondi fantastici.

L’universo di M3GAN cambia prospettiva con SOULM8TE, spin-off dal taglio più adulto incentrato su intelligenza artificiale, solitudine e bisogno di connessione. Dopo una distribuzione travagliata e la rinuncia all’uscita cinematografica inizialmente prevista, il film è arrivato in digitale il 1° agosto 2026, con Lily Sullivan, David Rysdahl e Claudia Doumit nei ruoli principali.

Al centro della storia troviamo David, interpretato da Rysdahl, un ingegnere ancora profondamente segnato dalla morte della moglie. L’uomo viene incaricato di testare Sara, un androide da compagnia interpretato da Lily Sullivan. Quando David cerca di modificarne la programmazione per trasformarla in una compagna realmente senziente, la situazione degenera e Sara sviluppa desideri e necessità sempre più difficili da controllare.

Lily Sullivan e la trasformazione di Sara

Lily Sullivan ha raccontato a The Direct di aver cercato fin dall’inizio un modo per rendere Sara volutamente inquietante. L’obiettivo non era costruire un essere artificiale immediatamente indistinguibile da una persona, ma fare in modo che lo spettatore percepisse qualcosa di innaturale nella sua presenza.

Volevo che si percepisse il silicone”, ha spiegato l’attrice, sottolineando come Sara sia pienamente consapevole della propria natura artificiale. Non è quindi un androide convinto di essere umano: sa esattamente cosa rappresenta e per quale scopo è stata creata.

Per costruirne la fisicità, Sullivan ha lavorato con la movement coach Ruth Lehane, sviluppando precise regole per postura, movimenti della testa, passi e gestualità. Nelle prime scene Sara doveva richiamare la sensazione della valle perturbante, apparendo abbastanza umana da essere familiare ma contemporaneamente troppo artificiale per risultare rassicurante.

Il personaggio evolve poi osservando il mondo che lo circonda. Sara assimila comportamenti da internet, dal vecchio cinema hollywoodiano e dai thriller erotici degli anni Novanta, adattandosi progressivamente a ciò che ritiene David desideri da lei.

La trasformazione coinvolge anche i movimenti: inizialmente Sara ricorda quasi un elettrodomestico domestico, passa successivamente attraverso l’immagine della perfetta casalinga e finisce per muoversi con maggiore rapidità ed efficienza quando la situazione precipita.

David e l’intelligenza artificiale come dipendenza

Per David Rysdahl, il comportamento del protagonista va compreso partendo dal lutto. David ha perso la moglie e, insieme a lei, sembra aver perso anche una parte della propria identità. Fatica a relazionarsi con le altre persone e trova nell’intelligenza artificiale una forma di connessione apparentemente semplice e priva dei rischi emotivi dei rapporti umani.

Rysdahl ha paragonato questo percorso a una dipendenza. David sperimenta una prima sensazione di benessere parlando con l’IA e comincia quindi a cercarne sempre di più. Il fatto di essere un esperto di tecnologia lo porta inoltre a convincersi di poter mantenere il controllo anche quando modifica il sistema oltre i limiti consigliabili.

Una semplice partita a scacchi diventa così un momento cruciale: per la prima volta dalla morte della moglie, David sente nuovamente una vera connessione. Sa che affidarsi emotivamente a un sistema artificiale è una scelta discutibile, ma proprio il conforto che ne ricava gli permette di razionalizzare le decisioni successive.

Aubrey è la voce più cauta di SOULM8TE

Claudia Doumit interpreta Aubrey, collega di David e personaggio decisamente più diffidente nei confronti della tecnologia. Pur lavorando in un ambiente all’avanguardia, Aubrey mantiene un atteggiamento prudente verso ciò che l’intelligenza artificiale può diventare.

Doumit la considera una sorta di bussola morale all’interno di un mondo tecnologicamente avanzato ma sempre più ambiguo. Dietro il sarcasmo e l’atteggiamento guardingo, però, Aubrey nasconde anche una forte vulnerabilità e lo stesso desiderio di connessione che attraversa gli altri protagonisti.

Il suo rapporto con David nasce proprio dalla capacità di vedere qualcosa che gli altri potrebbero ignorare. Aubrey percepisce ciò che si trova dietro la sua riservatezza e viene attirata dalla sua natura silenziosa, creando inevitabilmente un elemento di tensione con Sara.

SOULM8TE utilizza così il mondo inaugurato da M3GAN per affrontare un tipo di paura differente. Non è soltanto l’idea di un androide che sfugge al controllo a risultare inquietante, ma la facilità con cui la tecnologia può inserirsi nelle fragilità umane e offrire una simulazione della vicinanza emotiva proprio quando una persona ne ha maggiormente bisogno.

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