Star Wars: Starfighter riparte da zero: non servirà conoscere gli altri film della saga

Star Wars: Starfighter sarà un'avventura autonoma con Ryan Gosling: Jonathan Tropper assicura che non servirà conoscere i precedenti film della saga per seguirla.

Chiara Bianchi
Chiara Bianchi
Appassionata di cinema e di tutto ciò che ruota intorno alla settima arte. Racconto di film, registi e tendenze con uno sguardo critico ma sempre accessibile.

Star Wars: Starfighter vuole aprire una porta anche a chi non conosce ogni dettaglio della galassia lontana lontana. Il nuovo film diretto da Shawn Levy e interpretato da Ryan Gosling arriverà nelle sale il 28 maggio 2027 con una storia originale, ambientata circa cinque anni dopo gli eventi di Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Nonostante questa collocazione cronologica, lo sceneggiatore Jonathan Tropper assicura che non sarà necessario aver visto gli altri film di Star Wars per seguire l’avventura.

Il progetto era stato presentato ufficialmente alla Star Wars Celebration Japan del 2025. Gosling interpreterà un personaggio completamente nuovo e Lucasfilm ha fin dall’inizio descritto Starfighter come un’avventura autonoma, lontana dalla struttura di un tradizionale Episodio X.

Starfighter vuole recuperare la sensazione di Star Wars del 1977

Durante il podcast Bingeworthy di The Playlist, Jonathan Tropper ha spiegato quale fosse l’obiettivo condiviso con Levy fin dalle prime conversazioni sul film. I due volevano recuperare la sensazione di scoperta provata dal pubblico davanti al primo Star Wars nel 1977, quando personaggi, pianeti e conflitti erano completamente nuovi.

Lo sceneggiatore ha parlato di un’avventura capace di condurre gli spettatori verso mondi inesplorati, sottolineando l’assenza di particolari “barriere d’ingresso”. Chi non conosce approfonditamente la saga dovrebbe quindi poter entrare in sala e comprendere la storia senza dover recuperare film, serie animate o produzioni Disney+.

Per Tropper, il cuore di Starfighter sarà piuttosto il senso dell’avventura e della meraviglia. Un approccio che non cancella il passato di Star Wars, ma cerca di evitare che la conoscenza della continuità diventi un requisito indispensabile.

Un approccio diverso dalla trilogia sequel

Da questo punto di vista, Starfighter seguirà una strada differente rispetto alla trilogia sequel composta da Star Wars: Il risveglio della Forza, Star Wars: Gli ultimi Jedi e Star Wars: L’ascesa di Skywalker.

Quei tre film erano strettamente collegati alla trilogia originale. Il pubblico ritrovò Han Solo, Leia Organa, Luke Skywalker, Chewbacca e C-3PO, mentre numerosi elementi della storia dipendevano direttamente dagli eventi precedenti.

Il ritorno dei personaggi storici fu accolto con entusiasmo da una parte degli appassionati, ma alcune scelte provocarono anche forti discussioni. In particolare, la caratterizzazione di Luke Skywalker in Gli ultimi Jedi divise il pubblico, mentre il ritorno dell’Imperatore Palpatine ne L’ascesa di Skywalker alimentò ulteriormente il dibattito sulla dipendenza della nuova trilogia dagli elementi del passato.

Starfighter sembra invece intenzionato a costruire la propria identità partendo da protagonisti nuovi e da una situazione narrativa che non richieda una conoscenza approfondita della famiglia Skywalker.

Una nuova storia ambientata dopo L’ascesa di Skywalker

La scelta è ancora più significativa considerando la posizione del film nella cronologia. Lucasfilm ha confermato che Starfighter sarà ambientato circa cinque anni dopo L’ascesa di Skywalker e che Ryan Gosling interpreterà un personaggio inedito.

Questo permette a Levy e Tropper di muoversi in un periodo sostanzialmente inesplorato dal cinema, senza essere obbligati a raccontare direttamente le conseguenze delle vicende di Rey, Kylo Ren o del Primo Ordine.

Il cast comprende anche Flynn Gray, Matt Smith, Mia Goth, Amy Adams e Aaron Pierre, insieme ad altri interpreti. I dettagli ufficiali sulla trama rimangono ancora limitati, anche se il rapporto tra il personaggio di Gosling e quello più giovane interpretato da Gray sembra destinato ad avere un peso importante.

Lucasfilm cerca un pubblico più ampio dopo The Mandalorian and Grogu

L’approccio più accessibile assume particolare rilevanza dopo l’uscita di The Mandalorian and Grogu. Il film di Jon Favreau ha riportato Star Wars nelle sale nel maggio 2026, sette anni dopo L’ascesa di Skywalker, ma ha concluso la propria corsa con circa 345 milioni di dollari nel mondo.

Il debutto statunitense nel weekend del Memorial Day è stato il più basso per un film di Star Wars dell’era Disney, pur con un budget produttivo inferiore rispetto a molti capitoli precedenti. L’accoglienza del pubblico è stata inoltre più positiva rispetto a quella della critica.

A differenza di quel progetto, nato come prosecuzione diretta della serie The Mandalorian, Starfighter non dovrebbe richiedere alcuna preparazione. È proprio questo uno dei punti sui quali Tropper ha insistito maggiormente: il nuovo film deve poter funzionare anche per uno spettatore che non segue Star Wars da anni o che si avvicina alla saga per la prima volta.

Ryan Gosling al centro del nuovo corso

La presenza di Ryan Gosling contribuisce a rendere il progetto riconoscibile anche al di fuori del pubblico tradizionale del franchise. Dopo produzioni di grande richiamo come Barbie e Project Hail Mary, l’attore sarà il volto principale di una storia che Lucasfilm non sta presentando come l’inizio ufficiale di una nuova trilogia.

Non è quindi possibile stabilire se Starfighter avrà dei sequel. Per il momento il film viene trattato come un’avventura autonoma, e il futuro dei suoi nuovi personaggi dipenderà inevitabilmente anche dall’accoglienza che riceveranno al cinema.

La strategia appare comunque chiara: guardare avanti nella cronologia senza obbligare il pubblico a conoscere tutto ciò che è accaduto prima. Star Wars: Starfighter cercherà così di recuperare lo spirito immediato dell’avventura del 1977, ma attraverso nuovi personaggi e una parte ancora poco esplorata della galassia.

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