The Ninth Jedi fonda un nuovo Ordine Jedi, ma il futuro di Rey resta separato

The Ninth Jedi fonda un nuovo Ordine guidato da Kara, ma la storia di Visions resta separata dal futuro canonico di Rey Skywalker e dei Jedi.

Giorgio Fabrizi
Giorgio Fabrizi
Fondatore e Editor-in-Chief di Galaxy Addicted e admin di Star Wars Fans Italia, il gruppo Facebook a tema Star Wars più grande d'Italia. Amante della Galassia Lontana Lontana, nonché collezionista compulsivo di giocattoli di Guerre Stellari.

Attenzione: l’articolo contiene importanti anticipazioni su Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi.

Star Wars: Visions Presents – The Ninth Jedi porta finalmente a compimento uno degli obiettivi centrali della storia iniziata nel cortometraggio del 2021: la nascita di un nuovo Ordine Jedi. Dopo una lunga epoca nella quale Jedi e Sith sono quasi scomparsi, Kara, Juro e gli altri sopravvissuti riescono a gettare le basi per una nuova generazione di guardiani della Forza.

Questa rifondazione non cambia però il futuro della saga cinematografica principale. The Ninth Jedi appartiene infatti alla libertà narrativa di Star Wars: Visions, che Lucasfilm ha sempre mantenuto al di fuori dei normali vincoli della continuità. Il nuovo Ordine di Kara e quello che Rey Skywalker dovrebbe costruire nel futuro del canone rimangono quindi due percorsi completamente separati.

Kara e Juro riescono a rifondare i Jedi

The Ninth Jedi è ambientato in un futuro remoto, molto tempo dopo le epoche più familiari della saga. Lucasfilm descrive questo periodo come un’era successiva alla caduta dei Sith, nella quale il vecchio Ordine Jedi è ormai scomparso e la galassia è stata nuovamente devastata dalla guerra.

Margrave Juro dedica la propria vita alla ricerca di utilizzatori della Forza con cui ricostruire l’Ordine. Tra coloro che rispondono alla sua chiamata ci sono Ethan e Homen, mentre Lah Kara entra progressivamente nel gruppo dopo il rapimento di suo padre, Lah Zhima.

La serie conduce questi personaggi contro il generale Nawaam, deciso a imporre la propria concezione di ordine sulla galassia e a eliminare i Jedi. Nawaam rappresenta una minaccia particolare proprio perché non segue rigidamente la tradizione dei Sith e utilizza inizialmente persino una spada laser dalla lama blu.

Nel finale, i Jedi sopravvissuti decidono di trasformare la loro alleanza in qualcosa di più stabile. La scena richiama volutamente l’immagine dei cavalieri riuniti attorno a una tavola, suggerendo una struttura meno gerarchica e più collaborativa rispetto all’Ordine conosciuto durante l’epoca della Repubblica.

Lah Kara assume un ruolo centrale nel nuovo Ordine

Kara emerge come una delle figure più importanti di questa rifondazione. Figlia del fabbro di spade laser Lah Zhima, possiede un talento naturale per il combattimento e sviluppa progressivamente una connessione sempre più profonda con la Forza.

Lucasfilm la presenta come una giovane che ha iniziato ad allenarsi fin dall’infanzia, pur avendo inizialmente molti dubbi sulle proprie capacità. L’esperienza al fianco di Juro e la ricerca di suo padre la trasformano però in una figura molto più sicura e consapevole.

Il suo nuovo Ordine sembra inoltre meno interessato a riprodurre rigidamente le strutture del passato. L’elemento fondamentale non è soltanto la potenza nella Forza, ma la volontà di difendere i principi che i Jedi dovrebbero rappresentare.

È una differenza importante rispetto all’organizzazione vista nei prequel, dove addestramento, gerarchie, Consiglio e regole erano ormai diventati parte di una struttura istituzionale molto rigida. The Ninth Jedi immagina invece una rinascita costruita sulle necessità di una galassia completamente diversa.

Non è il primo tentativo di ricostruire i Jedi

Non sarebbe però corretto definire quello di Kara come il primo nuovo Ordine Jedi mostrato dopo gli eventi dei prequel. Nel canone principale, Luke Skywalker aveva già tentato di ricostruire l’Ordine durante l’epoca della Nuova Repubblica.

Luke fondò un tempio e iniziò ad addestrare una nuova generazione di studenti, tra cui suo nipote Ben Solo. Quel progetto terminò tragicamente quando Ben cadde sotto l’influenza di Snoke e del Lato Oscuro, diventando Kylo Ren.

La distruzione dell’accademia contribuì all’esilio volontario di Luke e agli eventi raccontati successivamente in Star Wars: Gli ultimi Jedi. Il fumetto The Rise of Kylo Ren, scritto da Charles Soule e disegnato da Will Sliney, ha approfondito ulteriormente la caduta di Ben e gli ultimi giorni dell’Ordine creato da Luke.

La novità di The Ninth Jedi consiste quindi soprattutto nel mostrare un’altra possibile rifondazione, libera dalle esigenze della continuità cinematografica.

Il nuovo Ordine Jedi di Rey è ancora in sviluppo

Nel canone ufficiale, la prossima grande ricostruzione dovrebbe invece spettare a Rey Skywalker. Lucasfilm annunciò alla Star Wars Celebration del 2023 un film con Daisy Ridley, diretto da Sharmeen Obaid-Chinoy e ambientato circa 15 anni dopo Star Wars: L’ascesa di Skywalker.

Il progetto prevede Rey impegnata nella creazione di un nuovo Ordine Jedi. La produzione ha attraversato diversi cambiamenti nella sceneggiatura, ma non risulta cancellata: nel gennaio 2025 George Nolfi è stato incaricato di lavorare al copione e, nel 2026, il film continua a essere indicato tra i progetti Lucasfilm in sviluppo.

Non esiste però ancora una data di uscita ufficiale. Anche il titolo New Jedi Order, spesso utilizzato online, non è stato confermato come denominazione definitiva del film.

Il percorso di Rey rimane quindi aperto e non viene condizionato dagli eventi della serie anime.

The Ninth Jedi può sperimentare senza modificare il canone

È proprio la natura di Star Wars: Visions a permettere alla serie di spingersi in direzioni tanto diverse. Lucasfilm ha descritto il progetto come uno spazio creativo libero dai tradizionali vincoli della continuità, dove gli studi coinvolti possono reinterpretare la mitologia della saga.

Lo stesso principio permette a The Ninth Jedi di modificare il funzionamento delle spade laser, immaginare una galassia lontanissima nel futuro e costruire un Ordine Jedi con regole proprie.

Questa libertà evita anche qualsiasi conflitto con i prossimi film. Star Wars: Starfighter, diretto da Shawn Levy e interpretato da Ryan Gosling, sarà ambientato circa cinque anni dopo L’ascesa di Skywalker e arriverà nelle sale il 28 maggio 2027. Lucasfilm lo descrive come un’avventura autonoma con personaggi originali.

Non è stato invece confermato ufficialmente che Flynn Gray interpreti un giovane sensibile alla Forza o che Rey compaia nel film. Qualsiasi collegamento diretto con la futura ricostruzione dell’Ordine rimane quindi, per ora, soltanto un’ipotesi.

The Ninth Jedi offre comunque uno sguardo interessante su ciò che un Ordine Jedi potrebbe diventare liberandosi dal peso delle istituzioni del passato. Kara e i suoi compagni non devono semplicemente restaurare ciò che esisteva prima: possono costruire qualcosa di nuovo, adattato alla loro epoca e alle lezioni apprese dalle generazioni precedenti.

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