L’indagine di Take-Two Interactive sulle recenti fughe di materiale di Grand Theft Auto VI sta diventando sempre più mirata. Dopo le prime richieste rivolte a Discord e Microsoft, la società ha ottenuto una nuova citazione nei confronti di Discord per raccogliere ulteriori informazioni su utenti e server potenzialmente collegati alla diffusione dei contenuti. Questa volta Take-Two ha inoltre chiesto che i dettagli rimangano sigillati, sostenendo che renderli pubblici potrebbe compromettere un’indagine definita dalla stessa azienda “in rapida evoluzione”.
La vicenda riguarda la recente diffusione online di filmati non autorizzati di GTA 6, comparsi a partire dalla seconda metà di agosto, prima della presentazione estesa organizzata ufficialmente da Rockstar Games. L’uscita del gioco resta fissata al 19 novembre 2026 su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
Take-Two punta ora su richieste più mirate a Discord
La prima offensiva legale aveva coinvolto Discord e Microsoft, con richieste basate sul Digital Millennium Copyright Act per ottenere informazioni utili a identificare chi avesse distribuito materiale protetto da copyright. In seguito il raggio d’azione si era allargato anche a X e YouTube.
La nuova iniziativa nei confronti di Discord è però molto più specifica. Take-Two afferma di aver individuato un ulteriore utente Discord, oltre ad aver ottenuto nuovi elementi identificativi relativi a un account già emerso durante la prima fase delle verifiche.
L’azienda avrebbe inoltre raccolto altre informazioni sui server della community precedentemente presi in esame e ora intende ottenere dati più circoscritti. Questo passaggio suggerisce che l’indagine non si limiti più a una ricerca ad ampio raggio, ma stia progressivamente concentrandosi su un numero più ristretto di account e attività. Non significa, tuttavia, che siano già stati identificati con certezza i responsabili delle fughe di notizie.
Perché Take-Two vuole mantenere segreti i documenti
A differenza della prima richiesta, i cui dettagli erano rimasti pubblicamente consultabili, Take-Two ha domandato che l’allegato relativo alla nuova citazione venga mantenuto sotto sigillo.
La società sostiene che il documento contenga informazioni altamente sensibili relative a una verifica ancora in corso sulla possibile violazione del copyright e sull’appropriazione indebita di materiale confidenziale. Rendere pubblici nomi, account e dati già raccolti potrebbe, secondo Take-Two, avvertire le persone interessate e permettere loro di eliminare o nascondere eventuali prove.
Nei documenti legali, la società osserva infatti che la divulgazione potrebbe rivelare ai presunti responsabili non soltanto l’esistenza dell’indagine, ma anche il suo stato di avanzamento e il tipo di informazioni già ottenute.
La richiesta ha nel frattempo compiuto un passo avanti rispetto alle prime notizie sulla vicenda. Il giudice Andrew L. Carter ha autorizzato la nuova citazione, ritenendo che esistano motivi sufficienti per ordinarne l’emissione. Dal provvedimento emerge inoltre che la richiesta dovrebbe essere concessa nelle modalità avanzate da Take-Two, mantenendo quindi riservati i dettagli sensibili.
Il caso Discord e le prime richieste di Take-Two
Nei giorni precedenti si era creata una certa incertezza sulla prima citazione destinata a Discord. Ryan Rigney, responsabile marketing della piattaforma, aveva dichiarato il 24 agosto che Discord non aveva ancora ricevuto formalmente la richiesta, aggiungendo che la società ne avrebbe valutato validità e portata prima di rispondere. Take-Two ha successivamente sostenuto che la prima citazione era stata emessa il 21 agosto e rapidamente notificata alla piattaforma.
La nuova richiesta è comunque distinta dalla precedente. Take-Two ha sottolineato che l’indagine continua a cambiare rapidamente man mano che emergono nuovi elementi e che i dati ricercati con la seconda citazione sono differenti e più specifici.
Anche il fronte YouTube testimonia quanto velocemente stia cambiando la strategia. Take-Two aveva presentato una richiesta nei confronti di Google per identificare alcuni account legati alla pubblicazione dei filmati, ma l’ha successivamente ritirata, spiegando di non avere più bisogno di quelle particolari informazioni. La società si è comunque riservata la possibilità di tornare sulla questione in futuro.
L’indagine sui leak di GTA 6 entra in una nuova fase
Le fughe di contenuti legate a GTA 6 hanno avuto una diffusione molto rapida, con diversi spezzoni di gameplay pubblicati online poco prima che Rockstar mostrasse ufficialmente una lunga anteprima del gioco il 27 agosto. La società madre ha risposto con rimozioni per violazione del copyright e con una serie di iniziative legali rivolte alle piattaforme utilizzate per distribuire o discutere il materiale.
Il passaggio da richieste estremamente ampie a domande concentrate su singoli utenti e server specifici è probabilmente l’elemento più significativo di questa nuova fase. Non permette ancora di stabilire quanto Take-Two sia vicina a identificare definitivamente chi ha diffuso il materiale, ma dimostra che l’azienda sta restringendo progressivamente il campo.
Con la nuova citazione autorizzata e i dettagli destinati a rimanere riservati, buona parte dei prossimi sviluppi potrebbe inoltre svolgersi lontano dagli occhi del pubblico. Per Take-Two, l’obiettivo dichiarato resta quello di individuare le persone coinvolte senza fornire loro informazioni che possano facilitare la cancellazione delle prove o eventuali tentativi di eludere l’identificazione.







