C’è solo un modo in cui Obi-Wan Kenobi – la serie evento che ha riportato Ewan McGregor nei panni del leggendario maestro Jedi – poteva finire, ovvero con Kenobi di nuovo in esilio su Tatooine, Darth Vader sconfitto e umiliato e Luke e Leia al sicuro in attesa degli sviluppi che sapremo arriveranno soltanto nove anni più tardi, durante gli eventi di Episodio IV: Una Nuova Speranza.
Come era logico aspettarsi, infatti, il finale di serie pone le pedine principali tutte nel posto corretto, dove le ritroveremo nel film capostipite della Saga. Ma analizzando il sesto episodio senza tenere conto delle necessità narrative è logico chiedersi perché Obi-Wan Kenobi non ha definitivamente annientato Darth Vader, risparmiando alla Galassia milioni di morti.
Perché Obi-Wan risparmia la vita a Darth Vader?
Potrebbe sembrare una scelta forzata, a tratti anche priva di senso, eppure analizzando il personaggio di Obi-Wan Kenobi la risposta diventa più ovvia che mai. Risposta che abbiamo diviso in tre argomentazioni diverse.
La pietà di Obi-Wan Kenobi

Nella Parte V della serie vediamo Obi-Wan e un giovane Anakin Skywalker affrontarsi al Tempio Jedi di Coruscant in un duello di addestramento. Durante lo scontro Kenobi non manca di servire al suo padawan un paio di importanti lezioni. Il jedi, infatti, rivela al suo allievo che un Jedi dovrebbe sempre puntare a difendere la vita, e non a toglierla.
[perfectpullquote align=”full” bordertop=”false” cite=”” link=”” color=”” class=”” size=””]- Lo scopo di un Jedi è difendere la vita, non toglierla.– Con la pietà non sconfiggi i nemici maestro, è per questo che perderai.[/perfectpullquote]
Nonostante la giovane età Anakin dimostra già di essere impulsivo e poco incline a dimostrare pietà, mentre questa è un precetto fondamentale della vita di un jedi e in particolar modo di Obi-Wan Kenobi.
Uno dei motivi per cui Obi-Wan non uccide Anakin sia su Mustafar che durante il duello in oggetto, è proprio questo: il suo obiettivo non è mai uccidere, soprattutto a sangue freddo.
Un caro amico

Le parole che Obi-Wan Kenobi rivolge a Yoda in Episodio III: la Vendetta dei Sith sono piuttosto chiare. Nonostante Kenobi abbia appena scoperto che il suo allievo si è volto al male e ha ucciso decine di giovani jedi, è consapevole che non riuscirà mai ad ucciderlo. Tra i due c’è un profondo legame di amicizia, ed è un muro tanto alto e impenetrabile da non permettere a Kenobi di dare il colpo di grazia a Vader, per ben due volte. Su Mustafar, infatti, lo lascia morente ma ancora in vita sulla riva di un fiume di lava, mentre nello show per Disney+ lo abbandona a sé stesso, consapevole che impiegherà poco per tornare in forze.
Se vogliamo, anche in Una Nuova Speranza Obi-Wan fa davvero poco per sconfiggere Darth Vader, limitandosi a tenerlo occupato affinché il Millennium Falcon possa salpare dalla Morte Nera. Obi-Wan non solo non è destinato a sconfiggere Vader, ma non ne ha nessuna intenzione.
Attento al lato oscuro

A volte dimentichiamo le difficoltà affrontate da Obi-Wan Kenobi durante il corso della sua vita. Strappato alla sua famiglia in tenera età e costretto a seguire le vie dei Jedi, durante l’Invasione di Naboo perde il suo affezionato maestro, Qui-Gon Jinn. Lo stesso Qui-Gon lo spinge ad addestrare Anakin in punto di morte, portando il consiglio a promuoverlo maestro prima del tempo.
Durante la Guerra dei Cloni perde l’unica persona a cui fosse mai stato sentimentalmente affezionato. Maul uccide Satine, che muore letteralmente tra le sue braccia. E mentre la guerra porta via tanti amici e fratelli del Jedi, il Signore Oscuro dei Sith – rivelatosi essere il Cancelliere Palpatine – corrompe il suo amico e allievo. E su Mustafar, come ben sappiamo, Obi-Wan è costretto ad affrontarlo, sconfiggendolo e credendolo morto.
Come se non bastasse l’Ordine Jedi – l’unica famiglia che Kenobi abbia mai avuto – viene letteralmente cancellato dalla faccia della Galassia, e Obi-Wan è costretto a vivere in esilio, senza alcuna prospettiva se non quella di sorvegliare il giovane Luke Skywalker, ostracizzato dal rancore e l’iperprotettività di Owen Lars.
In tutto questo Obi-Wan non smarrisce mai il suo cammino, ma resta invece lucido, convinto che per la Galassia ci sia ancora una Speranza. Mai, neanche per un istante, barcolla o cede alle sue emozioni, e come ben sappiamo questo suo immenso altruismo e la sua ferrea dedizione lo porteranno a sacrificare la sua vita.
Ma Obi-Wan Kenobi è anche saggio e conosce bene le vie della Forza: è consapevole che se – anche per una volta sola – dovesse lasciar spazio alla rabbia e alla frustrazione, il lato oscuro potrebbe prendere il sopravvento. Se si fosse scagliato sul morente Darth Vader la rabbia e la sete di vendetta avrebbero potuto far breccia nella sua salda compostezza, andando a piantare i primi semi di un’oscurità che lo stesso Obi-Wan conosce bene, avendola vista consumare il suo migliore amico.
Questo è un altro motivo per cui Obi-Wan impedisce a sé stesso di calare la lama su Darth Vader, nonostante la consapevolezza che il Sith avrebbe portato morte e distruzione nella Galassia negli anni a venire.






