L’Imperatore Palpatine, presunto morto da più di trent’anni, annunciò il suo ritorno alla Galassia con un messaggio che fece tremare i cuori della Resistenza e galvanizzò i membri del Primo Ordine fedeli al vecchio regime.
Ci si è chiesti come mai il Maestro Jedi Luke Skwalker o il Generale Leia Organa, straordinariamente dotati nell’uso e nella percezione della Forza, non fossero stati capaci di avvertirne prima la presenza. Finalmente, la domanda ha ricevuto una risposta.
Il romanzo “Shadow of the Sith“, scritto da Adam Christopher, ha spiegato in che modo l’Oscuro Signore dei Sith sia riuscito a nascondersi per tre decenni dalla minaccia che gli Skywalker rappresentavano per lui. Eppure, Luke fu particolarmente vicino a svelare il piano segreto dell’Imperatore. Il Jedi avvertì la crescita del lato oscuro e fu pericolosamente sul punto di scoprire Exegol. Ma l’Imperatore, sempre un passo avanti ai suoi rivali, riuscì ad ingannare Luke, facendogli credere che il disturbo nella Forza che aveva sentito fosse dipeso dallo spirito dell’antico Sith, Exim Panshard, che, esattamente come Lord Momin, risiedeva nella sua maschera.

Dopo la sconfitta dello spirito dell’antico Sith, Palpatine si chiuse nella Forza, occultandosi, così da lasciare un vuoto, descritto da Luke come assordante, tanto forte era la presenza prima avvertita. Palpatine aveva già fatto uso di quest’abilità; del resto, si era celato tra i Jedi per anni, senza che nessuno fosse riuscito a svelarne la vera identità.
Il lato oscuro può offuscare la percezione dei Jedi. Nascosti, i Sith hanno tramato per un millennio la loro vendetta.
Allo stesso modo, aveva dimostrato di poter influenzare altri soggetti sensibili alla Forza a distanza di anni luce. L’esempio più tipico fu la corruzione del giovane Ben Solo. Durante il duello con Ren, Palpatine spinse lo Skywalker sempre più verso il lato oscuro, segnandone la trasformazione in Kylo Ren.






