The Mandalorian: da incendiario a pompiere

Fabio M. Cesaroni
Fabio M. Cesaroni
Appassionato del fumetto occidentale e della saga della galassia "lontana lontana" sin dalla tenera infanzia.

Le prime puntate della terza stagione di The Mandalorian sono finalmente su Disney+. Ma come si è evoluta la serie dal suo esordio ad oggi? Cosa ha comportato la messa a sistema delle avventure di Din Djarin con le altre linee narrative della nostra saga preferita?

The Mandalorian: da incendiario a pompiere

Risemantizzare per (ri)fondare

Il successo della prima stagione di The Mandalorian risiede nell’equilibrio tra ricerca del nuovo e legame con la tradizione. Non è un caso infatti che sia riuscita ad appassionare i vecchi seguaci della saga e a incontrare il consenso di nuove generazioni, che hanno conosciuto magari Star Wars proprio grazie alle avventure di Din e di Grogu. Si può affermare senza grandi difficoltà che la chiave di questo equilibrio è stata la risemantizzazione di elementi già presenti nella saga, che sono stati appunto caricati di valori nuovi: la mitologia mandaloriana, per esempio, era già nota a chi avesse visto The Clone Wars, ma – incarnata da Din – ha trovato un elemento carismatico e intrigante per essere nuovamente raccontata. Importante anche il comparto sonoro: i temi musicali della serie infatti sono diversi da quelli del resto della saga.

The Mandalorian: da incendiario a pompiere

Da incendiario a pompiere

Il successo della serie non è certamente passato inosservato agli occhi della Disney, che anzi ha saputo approfittarne bene. La serie, una volta entrata di diritto nel “sistema Star Wars” a livello di immaginario collettivo, è stata usata dalla major come vettore per fidelizzare gli utenti ad altre pagine della storia della galassia lontana lontana: ecco allora che vediamo Din Djarin interagire con Bo-Katan e Ahsoka, personaggi che prima avevamo visto solo nelle serie animate. Ma fin qui nulla all’in fuori del legittimo. Il problema, a parere di chi scrive, arriva con il team-up di Din e Boba Fett in The Book of Boba Fett. In queste puntate infatti Grogu decide di tornare dal mandaloriano: e qui ogni spettatore non ha potuto fare a meno – ne sono convinto – di rimanere un minimo spiazzato. Il ricongiungimento di Grogu con i(l) jedi non era solo stato il leitmotiv della seconda stagione, ma anche l’asse portante dell’arco di trasformazione di Din Djarin che, nel corso delle puntate, arriva a mettere in discussione una parte consistente dei valori in cui credeva proprio per raggiungere il suo obiettivo finale. Un esempio? La rimozione dell’elmo: un parametro in base al quale il Din Djarin della prima e della seconda stagione sono agli antipodi. La terza stagione di The Mandalorian non sembrerebbe dunque avere buone basi narrative visto che si fonda su un ritorno forzato alle origini, le quali stavolta di originale non hanno nulla. Un balzo indietro motivato non da ragioni interne alla storia, ma (diciamocelo) da ragioni esterne di mercato. Le prime puntate della nuova stagione non sembrerebbero puntare tra l’altro verso direzioni diverse dal già visto: ritroviamo la solita struttura dell’eroe mascherato in giro per la galassia con la sua spalla, impegnato in una serie di missioni consecutive per arrivare un obiettivo finale sovraordinato.

The Mandalorian: da incendiario a pompiere
Stagione 1: Din si rifiuta di togliere l’elmo per una donna di un villaggio che aveva contribuito a salvare
The Mandalorian: da incendiario a pompiere
Stagione 2. Din si toglie l’elmo per salutare Grogu l’ultima volta (da notare il contatto con il bambino possibile proprio grazie alla rimozione dell’elmo)

Conclusioni

Questi pochi spunti sono sufficienti ad indicare come la serie The Mandalorian, da elemento portatore di novità all’interno di un contesto forse troppo abituato alla riproposizione di sé stesso, si sia trasformata in agente al servizio delle forze che aveva contribuito a (cercare di) rinnovare. Insomma, da incendiario a pompiere. Spero però lo stesso che la terza stagione mi sorprenda, approdando a nuovi esiti convincenti e coerenti con i personaggi? Assolutamente sì. Ma non posso fare a meno di chiedermi: se la Disney ha già azzerato un percorso dei personaggi coeso, cosa gli impedirà di farlo nuovamente pur di continuare a vendere un prodotto sicuro?

The Mandalorian: da incendiario a pompiere

Ma non voglio concludere questo articolo senza lasciare una precisazione: una dinamica come quella appena descritta è sicuramente tipica del mercato dell’intrattenimento odierno, fonte – nel bene e nel male – dei prodotti di cui siamo appassionati (chi legge fumetti ricorderà le polemiche per la storia di Spider-Man One More Day). Mi sembra dunque coerente non gridare allo scandalo quando meccanismi come quelli appena descritti si originano. Tuttavia, mi pare anche intellettualmente onesto mantenere una certa soglia d’attenzione di fronte a questi processi, per essere fruitori consapevoli delle storie e non utenti passivi di un prodotto.

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Kinguin

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