La seconda stagione di Star Wars Visions è disponibile da qualche giorno su Disney+. Come la stagione precedente, offre in uno stile visivo accattivante, e sempre diverso per ciascun episodio, un punto di vista differente dai soliti sugli aspetti cardine dell’opera di George Lucas. Sono tanti i temi di Star Wars, e sono spesso non precisamente definibili e quindi ulteriormente ampliabili. Inoltre, benché Visions non sia strettamente un contenuto canonico, il significato degli episodi che lo compongono è sicuramente aderente al Canone di Star Wars.
La seconda stagione di Visions conferma la qualità della prima, anche se non è realizzata solo da studi di animazione giapponese, ma da autori provenienti da tutto il mondo. Ne beneficia la varietà, con i vari contenuti che confermano un altro livello di creatività e di poesia, sia visivamente che dal punto di vista delle musiche. A nostro modo di vedere le cose, i primi tre sono i migliori.
Sith. Dopo aver abbracciato l’oscurità, è possibile liberarsene? Un’ex apprendista Sith deve fare i conti con il suo passato e con il suo maestro. L’arte può aiutare nella redenzione, ovvero a capire che luce e oscurità fanno contemporaneamente parte di ciascuno di noi. In questo episodio, inoltre, torna il fascino, tipico di Star Wars, di dover immaginare il passato conoscendo solo il presente.
La grotta dell’Urlante. Bisogna affrontare e sconfiggere le proprie paure per poter conquistare la libertà. I brutti posti esistono per metterci alla prova, come la grotta dell’Urlante, un posto impregnato di oscurità sotto forma di una voce disturbante e apparentemente inaffrontabile. Ma è una paura reale o solo nella nostra mente? Possiamo dare una risposta a questo interrogativo solo quando capiamo che c’è qualcos’altro oltre l’ordinarietà.
Tra le stelle. Due sorelle sono rimaste sole dopo che l’Impero ha conquistato il loro pianeta, ucciso tutti, depredato le risorse e causato un dissesto ecologico, rendendo impossibile anche vedere le stelle. Con loro, sogni e ricordi, ciò che rimane alle due ragazze, sono spazzati via. Ma c’è un’ultima speranza, la Forza. Solo che bisogna crederci.
Io sono tua madre. Su Hanna City, capitale del pianeta di Chandrila, Wedge Antilles organizza una speciale gara i cui equipaggi devono essere composti da madre e figlia. Anni, una piccola Twi’lek, vorrebbe partecipare ma si vergogna a presentare sua madre, che ritiene imbarazzante. All’interno del classico tema della genitorialità tipico di Star Wars, la donna scopre dell’esistenza della corsa, vi partecipa e, con l’aiuto di Anni, ne esce vincitrice.
Viaggio verso la Testa Oscura. In un remoto pianeta dell’Orlo Esterno esistono due Statue della Profezia attraverso le quali vengono incisi su delle pietre gli eventi futuri della galassia. Il Consiglio dei Jedi decide di far recidere le teste delle statue, in modo che non siano più scritti avvenimenti sgradevoli che presagiscono il perdurare dell’infinita guerra tra Jedi e Sith. La missione viene affidata a due ragazzi, Ara e il giovane Jedi disilluso Toul, che ha perso il proprio Maestro per mano di un Sith. Quando quest’ultimo, Bichan, raggiunge i ragazzi per impedire loro di portare a termine la missione, Toul capisce che c’è un solo modo per completarla con successo: niente può essere previsto con assoluta certezza e si può sempre reagire al proprio passato, per quanto negativo esso sia.
La Ballerina Spia. Divisi tra parti opposte del conflitto, tra Impero e Ribellione. Una ballerina, Loi’e, lavora per la Ribellione, fingendo di danzare per gli Imperiali, ma solo per coprire la fuga dei ribelli bloccati sul pianeta. Ma il suo vero obiettivo è un altro: farsi riconoscere dal figlio che le è stato sottratto dall’Impero 20 anni prima e che ora è uno dei più alti ufficiali imperiali.

I Banditi di Golak. Essere sensibili alla Forza è una colpa in una galassia dominata dall’Impero. Due giovani fratelli, Rani e Charuk, devono fuggire da un Inquisitore e dai suoi Soldati Epuratori sul pianeta di Golak, che ricorda il Medio Oriente.
La cava. In tutto il mondo c’è la necessità di raccontare di soprusi subiti a causa di un tiranno, nell’immaginario di Star Wars identificabile con l’Impero Galattico. Gli assaltatori deportano un gruppo di persone affinché lavorino in una cava di un arido pianeta remoto per scavare e trovare il kyber. Quando finiscono i lavori di estrazione, gli imperiali lasciano gli operai nella cava e abbandonano il pianeta. Ora non c’è più modo di risalire la cava, ma un giovane ragazzo, Crux, si arrampica a mani nude e chiede aiuto nella ricca città vicina. Gli assaltatori lo notano e lo gettano nella cava, uccidendolo. Ma gli operai non perdono le speranze e, guidati da una bambina, Livy, cominciano a gridare a pieni polmoni le parole “segui la Luce”. I cittadini, che ora si sono resi conto di cosa è successo nella cava, si ribellano all’Impero e salvano le persone intrappolate.
Il canto di Aau. Non possiamo scegliere dove ci porta la chiamata, ma solo se rispondere o meno. Molti giovani in giro per la galassia sono destinati a lasciare i loro affetti per servire, perché solo loro possono. Tanto tempo fa i Sith hanno corroso e fatto sanguinare i cristalli kyber, e ora solo i Jedi possono purificarli. Tuttavia, una bambina, Aau, tramite il suo canto, è dotata di poteri inimmaginabili.







