Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

Leonardo Soraci
Leonardo Soraci
Fan di Star Wars da inizio anni 2000, che nel corso della sua vita ha continuato ad ampliare la sua conoscenza della galassia lontana lontana attraverso videogiochi, serie animate, libri e fumetti.
Questo articolo è un editoriale. Significa che contiene un’opinione, un parere o un’interpretazione personale dell’autore che può – eventualmente – essere diversa o discordante dalle opinioni del resto della redazione di Star Wars Addicted.

Dopo il grande successo di Star Wars Jedi Fallen Order, che ha un certo senso rilanciato il brand di Guerre Stellari a livello videoludico, il team di Respawn Entertainment capeggiato da Stig Asmussen ritorna nell’universo della galassia lontana lontana con l’obbiettivo di migliorare quanto fatto in precedenza. Per quanto Fallen Order fosse un ottimo titolo è innegabile che presentasse diverse debolezze. Sarà riuscita quindi Respawn in questo nuovo titolo a supere Fallen Order sotto ogni aspetto?

Prima di iniziare specifico fin da subito che non andrò a parlare di tutti i problemi di ottimizzazione che il gioco ha riscontrato nel corso di questi mesi. Una cosa che in teoria non andrebbe fatta, poiché anche questo influisce sull’esperienza videoludica, specialmente per chi decide di giocare al Day One. Tuttavia non ritengo sia questo lo spazio più adatto per parlarne in quanto ci sarà già molto da dire per quanto riguarda questo titolo.

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

A differenza del suo predecessore Jedi Survivor si presenta molto più grande e ambizioso, e di conseguenza molti penseranno che sia soltanto un bene. Tuttavia è ben presente ricordare che la qualità di un prodotto non è determinata dalla quantità degli elementi presenti. A volte è meglio togliere alcune cose e riuscire a valorizzare al meglio i pochi elementi che si mettono in campo, e in questo Jedi Survivor in parte riesce e in parte no. Infatti vi anticipo subito che non ritengo questo titolo superiore a Fallen Order sotto ogni singolo aspetto. Ma andiamo per gradi.

Il Gameplay

Tanto per cominciare è ben chiarire che in Jedi Survivor si inizierà con tutte le abilità apprese in Fallen Order, eccezion fatta per il numero di stim e le barre della salute e della forza. Se ben ricordate il capitolo precedente presentava solamente 2 stili di combattimento, ovvero la lama singola e la doppia lama. Survivor invece ci mette a disposizione ben 5 stili tutti con caratteristiche diverse, e oltre ai 2 già citati abbiamo lo stile a due spade, lo stile con la spada a guardia incrociata simile a quella di Kylo Ren, e l’ultimo che combina la spada laser con il blaster. Nonostante se ne possano equipaggiare solamente due per volta, la presenza di tutti questi stili permette di usufruire di un combat system molto variegato che ci permetterà di far fronte all’enorme varietà di nemici con cui avremo a che fare. Un piccolo difetto riscontrato in termini di bilanciamento è che alcuni stili mi sono risultati molto più utili di altri. Ritengo infatti che ogni stile dovrebbe essere utile a suo modo, invece mi sono ritrovato a sviluppare certi stili solamente quando non avevo più spazio per gli altri alberi delle abilità.

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

Parlando appunto delle abilità stavolta si arriva ad un’estensione di 9 alberi totali: 5 che riguardano i rispettivi stili di combattimento, 3 che riguardano la Forza, e 1 che riguarda la difesa e la salute. La presenza di tutti questi alberi ti garantisce di sbloccare una varietà di combo ancora più ampia che possono essere tutte molto utili a seconda delle situazioni. Oltre alle abilità in Jedi Survivor abbiamo anche l’introduzione dei benefici, i quali garantiscono altri tipi di vantaggi: alcuni si limitano a potenziarti mentre altri di conferiscono sia potenziamenti che penalità. Il numero di benefici equipaggiabili è variabile a seconda del numero di slot benefici che si possiede, i quali possono arrivare fino ad un massimo di 10, e ogni beneficio può andare ad occupare da 1 a 4 slot a seconda di ciò che conferisce. Tuttavia la più grande novità in termini di gameplay è la presenza dei compagni sul campo di battaglia. Nel corso di alcuni momenti specifici della storia avremo al nostro fianco Merrin o il nuovo personaggio di Bode Akuna, che ci aiuteranno a combattere i nemici e sbloccare nuovi percorsi che ci consentiranno di andare avanti.

Per quanto riguarda le ambientazioni invece, se il pianeta Koboh per la sua estensione e per come è strutturato rasenti la perfezione, abbiamo location come Coruscant e Jedha che sono altrettanto ispirate, mentre altre come la base lunare e il sistema Nova Gardon che sono molto lineari. In tutto questo si aggiunge la destinazione finale Tanalorr che per quanto affascinante non è minimamente esplorabile. In generale sotto questo aspetto ritengo che ci sia stato un piccolo passo indietro rispetto al capitolo precedente. Dopotutto in Fallen Order avevamo le paludi di Dathomir, le Terre Buie di Kashyyyk, le caverne di Ilum, la fortezza dell’inquisitorio su Nur, tutte ambientazioni che avevano una certa importanza all’interno della mitologia starwarsiana.

L’esplorazione

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

Il più grande passo avanti di questo titolo riguarda sicuramente la componente esplorativa. Infatti specialmente per quanto riguarda Koboh, il quale ci garantisce un enorme libertà di movimento, la quantità di aree esplorabili tra caverne e dungeon sotterranei è talmente grande da destare un interesse sempre maggiore man mano che si va avanti. Tutto questo è stato reso possibile dall’acquisizione di nuovi gadget e nuovi abilità che ci permetteranno di raggiungere nuove aree attraverso fasi platform più complesse rispetto alle semplici scalate del capitolo precedente. Parlando invece delle ricompense che troveremo, a differenza di Fallen Order che alla lunga lasciavano molto a desiderare, qui invece ciò che andremo a raccogliere ci consentirà di avere un maggiore personalizzazione del personaggio di Cal, di BD-1 e delle armi. Alcune di queste ricompense potranno essere anche acquistabili tramite diversi venditori con diversi tipi di valute che si possono trovare in giro sparse per i vari pianeti. Andando in giro Cal potrà trovare anche degli squarci della Forza che gli permetteranno di accedere a delle sfide che possono consistere in delle fasi platform molto difficili, oppure nell’affrontare ondate di nemici o boss fight molto impegnative.

Su Koboh è presente il Saloon di Pylon, un luogo di ritrovo gestito dal nostro amico Greez Dritus. Durante il nostro viaggio potremo reclutare diverse persone da mandare al saloon, e alcune di queste andranno ad aggiungere nuove funzioni come la presenza di un giardino coltivabile, un mini gioco olotattico, e un riproduttore di brani musicali. Inoltre parlando con gli abitanti potremo ottenere missioni che ci porteranno ad esplorare delle camere Jedi risalenti all’Alta Repubblica, o a boss secondari da battere per poter accedere ad altri benefici.

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

 

Una storia meno convincente?

Il lato narrativo invece nonostante l’abbia comunque apprezzato molto, penso che sia l’aspetto che presenta più problematiche. 5 anni dopo gli eventi di Fallen Order i membri dell’equipaggio della Mantis si sono separati e hanno preso strade diverse, con Cal Kestis e BD-1 che sono impegnati in una continua lotta contro l’impero che però non sembra dare nessun risultato. Per questo motivo non appena gli si presenta l’occasione di raggiungere un rifugio Jedi segreto lontano dagli occhi dell’impero, Cal decide di radunare i suoi vecchi compagni, a cui si è aggiunto anche il ritrovato maestro Eno Cordova, e trovare questo pianeta perduto. Ci sono quindi tutte le carte in regola per raccontare una bella storia. Tuttavia dopo un inizio che promette molto bene, arriva una parte centrale che si dimostra un pò carente. Innanzitutto la missione che si svolge su Jedha seppur importante per via del rapporto tra Cal e Merrin, risulta decisamente troppo lunga e soprattutto troppo distaccata dalla trama principale. Ma il difetto principale del racconto e anche dell’intera operazione videoludica è il personaggio di Dagan Gera. Risvegliatosi in epoca in cui l’ordine dei Jedi è caduto e l’impero comandato dai Sith ha preso il sopravvento sulla galassia, Dagan ha ancora l’obbiettivo di raggiungere il pianeta Tanalorr, un mondo situato nell’abisso di Koboh che i Jedi avevano scoperto ai tempi dell’Alta Repubblica. Tuttavia dopo l’attacco dei Nihil, il consiglio diede l’ordine di abbandonare il pianeta, ma ossessionato dall’idea di raggiungere quel mondo Dagan si rivoltò contro i Jedi. La sua amica Santari Khri per fermare la sua furia fu costretta a tagliargli un braccio, e Dagan venne messo in una vasca di bacta su Koboh, il quale a seguito di un cataclisma venne abbandonato dai Jedi, lasciando così Dagan in stasi per secoli.

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

La più grande problematica della caratterizzazione di Dagan Gera, è che la sua ossessione per Tanalorr non viene mai realmente giustificata, per cui il tradimento verso la sua famiglia non risulta per nulla credibile. Il personaggio non viene mai realmente approfondito, e buona parte dei flashback e degli eco che ci vengono mostrati sul suo passato, si limitano a mostrarci la continua furia del personaggio senza mai realmente motivarla. È un vero peccato, poiché tutti gli altri personaggi sono ben riusciti. Persino ad un personaggio come Rayvis che è solo un scagnozzo sono riusciti a dare un background che gli conferisce più spessore di Dagan Gera.

Ad un certo punto quando meno ce lo si aspetta, ovvero dopo la morte di Dagan, la narrazione decolla e le ultime ore di gioco sono eccezionali, con Cal che deve a che fare con le morti di Cere e Cordova, e con il tradimento del suo amico Bode Akuna, il quale si rivela essere un ex Jedi sopravvissuto all’ordine 66 che si è ridotto a fare la spia imperiale per proteggere sua figlia. Sembra paradossale, ma almeno per quanto mi riguarda la narrazione è di ottimo livello quando si concentra sulle caratterizzazione e i rapporti tra i vari personaggi, i quali hanno idee molto diverse sul come affrontare la lotta contro l’impero, e mostra i suoi lati di maggiore debolezza quando c’è di mezzo l’Alta Repubblica, la cui integrazione da un punto di vista narrativo non sembra pienamente riuscita a differenza degli Zeffo che erano stati integrati molto bene nel capitolo precedente. Nonostante la storia mi sia piaciuta forse Fallen Order riusciva a valorizzare meglio gli elementi che metteva in campo. L’unico vantaggio che forse ha Survivor è la destinazione finale, poiché probabilmente la destinazione di Fallen Order può scoraggiare molti, visto che sappiamo bene che non verrà rifondato nessun ordine Jedi ancora per tanto tempo, ma è ben importante ricordare che non conta solo la destinazione, ma conta anche il percorso.

Jedi Survivor è davvero superiore a Fallen Order?

Considerazioni finali

In conclusione si può senza dubbio affermare che Star Wars Jedi Survior sia un sequel eccellente, il quale nonostante alcune debolezze riesce a migliorare sotto molto aspetti quanto fatto con Fallen Order, regalandoci un ottimo action-adventure ambientato nella galassia lontana. Ancora una volta il team di Respawn ha colto nel segno, e nonostante tutti i problemi di ottimizzazione del gioco, non vedo l’ora di sapere cosa hanno in mente per il futuro di questa saga.

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