Il ritorno dell’Imperatore Palpatine in Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker è stato senza ombra di dubbio una delle scelte narrative più discusse dell’intera Saga, non tanto per l’evento in sé, quanto per il pressapochismo che ha portato alla rivelazione delle rivelazioni: il suo essere sopravvissuto in un corpo clonato e la sua parentela con Rey.
Inevitabile, quindi, che prodotti postumi alla Trilogia Sequel stiano cercando di seminare gli indizi giusti affinché tutto torni a quadrare, rendendo il colpo di scena di Episodio IX meno difficile da digerire. Vediamo dunque quali sono questi indizi.
1. Il progetto negromante

Hemlock, nella terza stagione di The Bad Batch, conferma di essere a lavoro sul progetto Negromante. Ne abbiamo già sentito parlare in The Mandalorian, citato da Brendol Hux durante una riunione del Consiglio Ombra. Chiaro quindi che questo progetto segretissimo sia un tentativo da parte dell’Imperatore di assicurarsi la vita eterna.
2. Tutto ha inizio sul Monte Tantiss

Ai tempi della Trilogia Originale tutti gli esperimenti legati alla clonazione dell’Imperatore erano ormai stati trasferiti su Exegol, ma come scopriamo in The Bad Batch tutto ha avuto inizio molti anni prima, sul Monte Tantiss. In Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker viene sottinteso che Palpatine è sopravvissuto grazie ad una scienza oscura nota soltanto sai Sith, ed effettivamente è così: devastato Kamino e segretato ogni progetto legato alla clonazione, Palpatine ha tenuto per sé tutto il sapere legato a questa complessa scienza, per utilizzarla per i suoi malvagi scopi. Ecco, quindi, perché non ne abbiamo mai sentito parlare prima.
3. Perché Palpatine è così difficile da clonare?

Se il progetto Negromante è iniziato subito dopo la fine della guerra dei cloni, perché più di cinquanta anni dopo il clone di Palpatine è incapace di trattenere lo spirito del Sith, costringendo il redivivo Imperatore a sopravvivere attaccato a dei macchinari?
La risposta è di nuovo in The Bad Batch: un elemento importantissimo del progetto negromante è infatti trovare un DNA che non si deteriori e riesca invece a convivere con un alto valore M Genetico, in altre parole: i Midi-chlorian. Tutto dunque ruota attorno alla clonazione di questi microrganismi, ma come abbiamo visto in The Mandalorian, non è semplice farlo: Moff Gideon, infatti, non è riuscito nel suo intento di donare la Forza ai suoi cloni.
4. Omega è la chiave di tutto

Dunque, l’obiettivo di Hemlock è replicare il valore M, e per farlo scopriamo che ha bisogno di Omega: la clone, infatti, pare sia l’unica in grado di sopravvivere ad un valore tanto alto di Midi-chlorian. Gli esperimenti che l’Impero vuole fare sul DNA di Omega non sono molto differenti da quelli che, più tardi, verranno fatti su Grogu. L’obiettivo è sfruttare questa capacità di Omega per creare cloni sensibili alla Forza e di conseguenza capaci di contenere lo spirito di Palpatine, ma non solo: questi esperimenti serviranno all’Imperatore anche per creare Snoke, essere potente nella Forza e marionetta nelle sue mani.
5. Un progetto segreto

Palpatine ha sempre avuto intenzione di dare il via al progetto Negromante, probabilmente un’estensione naturale degli studi di Darth Plagueis. Il suo maestro era infatti riuscito ad ingannare la morte, o comunque era molto vicino alla soluzione che – presumiamo – si basasse sullo stesso principio della clonazione di Midi-chlorian.
Nel romanzo legends Star Wars: Darth Plagueis di James Luceno, gli esperimenti del maestro di Palpatine avevano proprio come obiettivo la comprensione dei Midi-chlorian, in maniera molto simile a quanto fatto da Hemlock su Tantiss.
In The Bad Batch Palpatine riferisce che il progetto negromante dovrà restare un segreto anche per gran parte dei vertici imperiali, poiché molti lo reputerebbero un abominio: è probabile che tra questi ‘molti’ vi sia anche Darth Vader.
In Star Wars: Darth Vader (2020) di Kieron Gillen e Salvador Larroca, Vader scopre che uno scienziato di nome Cylo ha creato guerrieri con abilità che simulano la Forza, replicate dalla tecnologia, e Vader le trova oltremodo blasfeme. Affronta Palpatine nel numero successivo e definisce l’esistenza di queste creature un’eresia. Dunque è chiaro che Vader non avrebbe visto di buon occhio gli esperimenti del suo maestro.
6. Il ruolo di Rey

Alla luce di ciò che abbiamo appreso recentemente, è più facile comprendere il motivo per cui Palpatine – in Episodio IX: l’Ascesa di Skywalker – desidera tanto Rey. Sua nipote, infatti, è l’unica in grado di ospitare la sua essenza. Chiaramente lo stato di Palpatine nell’ultimo capitolo della Saga e la sua necessità di un nuovo corpo-ospite lascia intendere che il progetto negromante non sia stato un successo su ogni fronte, ma sia comunque riuscito a far sopravvivere l’Imperatore.
E voi che ne pensate?
Fatecelo sapere e che la Forza sia con voi!






