Kix, la cui designazione è CT-6116, era un medico clone che per lungo tempo ha prestato servizio nella 501° legione a fianco del Capitano Rex. Fu protagonista di diversi scenari come la battaglia di Seleucami, la campagna di Umbara e la battaglia di Anaxes.

Partecipò anche alla battaglia di Ringo Vinda, dove il soldato clone Tup uccise il generale Jedi Tiplar in circostante misteriose. Fives stava indagando su quanto accaduto, ma prima di morire ebbe un confronto con Kix in cui affermò che i cloni e i Jedi erano in grave pericolo, poiché sospettava di una cospirazione che veniva dai livelli più alti. Le informazioni che Kix aveva ricevuto da Fives, ebbero un impatto profondo sul medico clone.

Nel 19 BBY Kix condusse ulteriori indagini su quanto era capitato, e alla fine scoprì da solo la verità. Arrivò quindi a sapere che il chip inibitore impiantato nella testa di ogni clone, aveva lo scopo di impartire l’ordine di tradire ed uccidere i Jedi. Tuttavia le sue indagini non passarono inosservate. Kix venne infatti rapito dalla Confederazione dei Sistemi Indipendenti, i quali lo interrogarono per scoprire se qualcun altro nella Repubblica era a conoscenza della sua scoperta. Credendo che il clone li stesse ingannando, i separatisti ricevettero l’ordine di mandarlo direttamente dal Conte Dooku su Serenno. Kix venne congelato e inserito in una capsula di stasi a bordo di un incrociatore separatista.
Tuttavia la nave cadde vittima di un’imboscata da parte delle forze repubblicane che danneggiarono gravemente il vascello. Il droide da battaglia B1-CC14, arrivò a concludere che la nave non era in grado di arrivare a destinazione. Per evitare quindi che la repubblica recuperasse il medico clone, il droide saltò verso un settore casuale della galassia. L’incrociatore arrivò su un pianeta desertico chiamato Ponemah e si schiantò sulla superficie. La nave e i droidi persero potenza a causa dello schianto rimanendo disattivati per molti anni a venire.
Cinquant’anni dopo nel 31 ABY, in una cantina su Ponemah, il pirata Sidon Ithano e il suo equipaggio riuscirono a decodificare una trasmissione di soccorso risalente all’epoca delle Guerre dei Cloni da parte di B1-CC14. Nel messaggio veniva menzionato di un carico molto importante appartenente al Conte Dooku. Credendo che si trattasse di un tesoro, l’equipaggio partì verso il punto da cui veniva la trasmissione per andare a recuperalo.

Arrivati alla nave l’equipaggio pirata non trovò alcun tesoro, ma bensì una capsula di stasi. Decisero quindi di aprire la capsula, e il clone Kix che per tutto questo tempo era rimasto intrappolato lì si risvegliò. Il clone era sotto shock e faceva fatica a respirare. Inconscio di tutto il tempo che era rimasto in stasi, chiese ai pirati se potevano dargli un passaggio per permettergli di avvertire la Repubblica di tutte le sue scoperte.
In seguito il clone venne a conoscenza di quanto tempo era passato e rimase profondamente traumatizzato da tutte le rivelazioni della storia galattica. Era molto addolorato dal fatto di non essere riuscito a salvare i Jedi e la Repubblica dal loro inevitabile destino. Il capitano Ithano, dopo aver consegnato a Kix il nucleo di memoria dell’incrociatore separatista che conteneva una mappa completa di tutte le fabbriche nascoste dei separatisti, propose al clone di unirsi a loro. Kix accettò l’offerta, e assieme all’equipaggio di Sidon iniziò a perlustrare la galassia andando alla ricerca di nuovi tesori.






