Con Tales of Jedi e Tales of the Empire è stato inaugurato questo nuovo format di cortometraggi animanti antologici, dove vengono trattati determinati personaggi con delle piccole storie ad archi narrativi di tre episodi.
Come avrete dedotto dal titolo questa non è propriamente una recensione di Tales of the Empire. Ovviamente esprimerò i miei pareri sulla serie, ma penso che la cosa più interessante sia quella di analizzare i pregi e i difetti di questo format, e sul come quest’ultimo possa essere sfruttato bene per raccontare determinate cose.

Questi cortometraggi presentano un minutaggio molto risicato, e questo potrebbe essere considerato un ostacolo non di poco conto. Infatti è molto complicato analizzare psicologicamente dei personaggi nell’arco di 15 minuti, specialmente se si trattano tematiche complesse come il passaggio al Lato Oscuro o la Redenzione.
Fino ad ora per quanto mi riguarda gli unici cortometraggi che sono stati gestiti davvero bene da un punto di vista narrativo sono quelli che vedono protagonista il Conte Dooku. Nonostante i suoi corti siano ambientati i diversi momenti della sua vita, essi sono tutti collegati da un unico filo conduttore, ovvero la sua discesa nel Lato Oscuro. È bene infatti ricordare che non sono amore sete di potere o vendetta a farlo cadere, ma bensì un ideale: quello di riportare ordine e giustizia in una galassia corrotta e in cui i Jedi obbediscono ciecamente al senato.

I corti su Ahsoka invece non erano propriamente legati da un filo conduttore, e ciò che raccontavano era abbastanza dimenticabile.
Per quanto riguarda Tales of the Empire nutro sentimenti contrastanti. Da un lato abbiamo avuto i corti su Morgan Elsbeth che tra alti e bassi ci hanno mostrato un po’ del suo background facendoci vedere il massacro delle sorelle della notte dal suo punto di vista, la sua prima alleanza su Thrawn e il suo stabilimento su Corvus.
Poi abbiamo avuto il proseguo della storia di Barris Offee, per il quale non nascondo di aver provato un pizzico di delusione. Dopo una prima puntata molto apprezzabile le altre due mi hanno lasciato perplesso per via di due redenzioni forse troppo affrettate. Per quanto riguarda nello specifico la redenzione di Barris, non dico che nel contesto di quell’episodio non fosse credibile una sua redenzione. Lei stessa nonostante sia diventata un’inquisitrice non è completamente convinta, ma dopo mesi di prigionia finalmente vede davanti a suoi occhi una seconda chance. Ancora non sa propriamente chi sta servendo ma inizia piano piano a realizzarlo dopo il massacro che la quarta sorella compie all’interno della puntata. Tuttavia sarebbe servito qualche minuto e qualche dialogo in più per rendere il tutto credibile.
Ancora più assurda risulta invece la redenzione della quarta sorella nel terzo episodio. Seppur la puntata presenti una location molto suggestiva come la caverna di ghiaccio e sia anche intrinseca di dialoghi molto interessanti, c’è un problema per quanto riguarda il contesto narrativo. Dal corto precedente saranno passati almeno 10 anni, e non è molto credibile che la quarta sorella si redima così di punto in bianco dopo oltre un decennio passato a servire l’inquisitorio. L’ideale sarebbe stato quello di tagliare quest’ultimo corto ed estendere i primi due.
Oltretutto reputo un po’ un’occasione mancata quella di non inserire Luminare Unduli, la ex mentore di Barris. È bene infatti ricordare che la maestra Jedi è stata giustiziata dal grande inquisitore, e i suoi resti sono stati in seguito conservati per gli scopi futuri dell’impero. Per cui sarebbe stato molto interessante vedere Barris confrontarsi con la sua vecchia maestra. Soprattutto dopo tutto quello che era successo nella serie The Clone Wars.

Sicuramente il più grande pregio di questo format è la possibilità di spaziare molto in termini di soggetto. Dopo Tales of the Jedi e Tales of the Empire mi aspetto che la prossima serie Tales abbia un focus ancora differente.
Tuttavia dedicare 3 corti per un singolo personaggio è una scelta che può avere dei pro e dei contro. Indubbiamente questa scelta ti permette di raccontare in maniera leggermente più ampia il percorso narrativo di un determinato personaggio. Eppure sono dell’idea che non sarebbe male puntare sulla varietà e proporre per ogni singolo corto un personaggio e una situazione differente. Basti vedere quanto fatto con Star Wars Visions. La serie di corti anime ci ha sempre abituato a tanta varietà, proponendoci vari corti che risultavano anche narrativamente molto solidi nonostante il minutaggio ridotto. Con Tales of the Jedi e Tales of the Empire questa cosa è riuscita solo a tratti.
Potremmo anche considerare il fatto che questi non siano prodotti ambiziosi e quindi ridimensionare le aspettative. Tuttavia non penso sia un’ipotesi plausibile. Se avessero voluto fare qualcosa di molto più contenuto avrebbero optato per un tipo di animazione alla Star Wars Forces of Destiny. Ma dato che questi cortometraggi animati risultano sempre ben confezionati da un punto di vista tecnico, l’ambizione di raccontare storie di una certa importanza c’è eccome.
Un esempio di corto che potrebbe essere considerato il prototipo perfetto è il secondo di Morgan Elsbeth. Non è un racconto particolarmente elaborato ma al tempo stesso nemmeno troppo banale, e ti fornisce un background del rapporto fra Elsbeth e Thrawn senza dover trattare questioni complesse come la redenzione o il passaggio al Lato Oscuro.
Questo tipo di format sicuramente andrà avanti ancora, ma spero che in futuro sappiamo quantomeno gestire bene il minutaggio. D’altronde sarebbe un peccato sprecare in questo modo dei prodotti che ti permettono di spaziare molto con la fantasia e la creatività.






