L’articolo contiene spoiler per la stagione 7 di Black Mirror, episodio 1, “Common People”.
Black Mirror si è sempre distinto per la sua capacità di esplorare gli aspetti più oscuri della tecnologia. Nella settima stagione, il primo episodio intitolato “Common People” mette in luce questa tendenza, presentando una trama intricata in cui Tracee Ellis Ross e Rashida Jones assumono ruoli cruciali. Il fulcro della storia è il servizio di abbonamento Rivermind, descritto come un’innovazione tecnologica che promette di salvare la vita di Amanda, interpretata da Jones, sostituendo il suo tumore cerebrale con tessuto sintetico. Tuttavia, dietro questa promessa si nasconde un oscuro sistema di aggiornamenti e riduzioni funzionali venduti da Gaynor, personaggio incarnato da Ellis Ross.
Una Critica al Capitalismo Tecnologico
In un’intervista, Ellis Ross ha discusso l’evoluzione del rapporto di Gaynor con Rivermind, sottolineando come sia una vittima e al contempo promotrice del servizio. Secondo quanto riportato, Gaynor, inizialmente semplice utilizzatrice della tecnologia, diviene poi una sua venditrice, incarnando la dualità tra vittima e carnefice. Ellis Ross ha dichiarato:
“Non penso che lei si considerasse malvagia. È stata sfruttata nella sua vulnerabilità, e ora è lei a perpetuare lo stesso sistema.”
Jones ha evidenziato come Rivermind rappresenti il circolo vizioso del capitalismo, un sistema difficile da rompere per chiunque ne faccia parte. Ha osservato:
“Sia per Amanda che per Gaynor, è difficile spezzare il ciclo. Se c’è un modo per guadagnare denaro e salvarsi, finirai per seguirlo. Questo è il capitalismo.”
Tematiche di Avidità e Morale Distorta
Ellis Ross ha anche riflettuto sulla moralità del suo personaggio, descrivendola come una “rappresentazione dell’avidità” e spiegando come le idee di Gaynor siano state distorte dal servizio in abbonamento. Ha affermato:
“Penso che nessuno scelga di essere una cattiva persona. Molti credono, anche se con idee distorte, che stiano facendo ciò che è giusto, anche se finiscono per essere dalla parte sbagliata.”
Nell’episodio, Amanda e Gaynor diventano entrambe vittime di un sistema tecnologico che le sfrutta, trasformando Amanda in un “cartellone pubblicitario vivente”, complice anche il fatto che la coppia può permettersi solo il piano base di Rivermind. Le continue esigenze di upgrade del servizio portano a nuove complicazioni e costi. Con l’evoluzione dell’episodio, il modello Rivermind introduce livelli sempre più costosi, culminando in “RivermindLux”, un servizio promettente sensazioni amplificate controllabili tramite smartphone.

Conclusioni e Riflessioni
Alla fine dell’episodio, il meccanismo spietato di Rivermind si rivela insostenibile anche per Gaynor, che riceve forse sconti per essere un’impiegata, ma resta prigioniera della necessità di mantenere la propria iscrizione attiva. La sua vicenda, assieme a quella di Amanda, sottolinea ancora una volta come il legame tra tecnologia e avidità possa portare a conseguenze drammatiche, tema ricorrente nelle narrazioni di Black Mirror.

Il climax tragico, in cui il marito di Amanda, Mike, si vede costretto a prendere una decisione devastante, riflette l’incapacità di Rivermind di mantenere la sua promessa originaria, anteponendo il profitto alla vera innovazione umanitaria. Questo episodio continua la tradizione di Black Mirror di mettere in discussione le implicazioni morali e sociali delle tecnologie moderne. Come riportato da Decider, la storia di “Common People” rappresenta un’altra inquietante riflessione sulle dinamiche di potere e controllo insite nelle relazioni tra tecnologia e società.






