Jared Hess, regista sempre più noto per i suoi film di successo inaspettato, ha firmato produzioni che, inizialmente considerate di nicchia, hanno saputo ritagliarsi uno spazio significativo nel panorama cinematografico. Tra questi, troviamo Napoleon Dynamite, un racconto ironico sulla vita del goffo adolescente interpretato da Jon Heder. La pellicola è rapidamente diventata un fenomeno cult, ispirando persino una serie animata e un festival non ufficiale in Idaho. Successivamente, Nacho Libre, con Jack Black nei panni di un cuoco orfano divenuto lottatore mascherato, ha superato recensioni contrastanti per diventare un classico di culto. Di recente, Hess ha raggiunto un successo commerciale con A Minecraft Movie, che trionfa nel box office ed è il film tratto da un videogioco con il maggior incasso di sempre. Tuttavia, c’è un film di Hess che è passato inosservato: Gentlemen Broncos.
‘Gentlemen Broncos’ e l’Espressione Creativa
Gentlemen Broncos è emblematico dello stile di Hess: ambientato in una cittadina in cui il protagonista, come spesso accade nei suoi film, affronta difficoltà sociali trovando però un mezzo espressivo che lo libera. Il film esplora temi insoliti con un approccio comico e stravagante, che può aver portato a una discrepanza tra il giudizio della critica e quello del pubblico. Tuttavia, Gentlemen Broncos merita una visione per le intuizioni che offre sul processo creativo di Hess.

Protagonista della storia è Benjamin Purvis (Michael Angarano), un adolescente che partecipa a un evento di scrittura di due giorni. La sua vita, all’ombra di una madre intraprendente, Judith (Jennifer Coolidge), e di un’educazione casalinga, trova sfogo nell’ambizione di scrivere una serie fantascientifica, i Yeast Lords. L’opera di Benjamin cattura l’attenzione di Lonnie Donaho (Héctor Jiménez), un collega scrittore e giovane cineasta, oltre che dell’istruttore Ronald Chevalier (Jermaine Clement). Entrambi reinterpretano a modo loro Yeast Lords, con Lonnie che paga 500 dollari per adattarla cinematograficamente mentre Chevalier ne plagiaria una parte dopo il rifiuto del suo manoscritto. Questo racconto, che sembra un’eco di Star Wars, spinge Benjamin al suo limite, vedendo la propria opera malamente trasformata.
Il cuore di Gentlemen Broncos sta proprio qui: a che punto un’opera non appartiene più al suo autore? Hess alterna le vicende di Benjamin con le differenti versioni di Yeast Lords, con Sam Rockwell nei panni del protagonista Bronco, il cui personaggio varia a seconda di chi racconta la storia. Sotto la penna di Benjamin, Bronco è un eroe impavido, mentre nel racconto di Chevalier diventa un personaggio eccentrico con tute sgargianti. Rockwell riesce a interpretare efficacemente queste diverse sfaccettature, sottolineando il dilemma di Benjamin nel vedere la sua opera distorta.
Poor Reviews and a Limited Theatrical Rollout
La scarsità di spettatori di Gentlemen Broncos è dovuta principalmente alla mancanza di una distribuzione cinematografica su larga scala, conseguente a recensioni iniziali particolarmente negative. Roger Ebert descrisse la pellicola come un “caos di trama“, mentre altri la definirono “un tentativo autoindulgente“. L’opera uscì solo a Los Angeles e New York, diversamente da Napoleon Dynamite e Nacho Libre. Negli anni successivi, però, Gentlemen Broncos ha ricevuto una rivalutazione positiva da parte della critica, apprezzando lo stile visivo e la crescita personale di Benjamin. Richard Brody del The New Yorker lo ha addirittura definito “il film più originale sulla religione mai realizzato“.
Gentlemen Broncos rappresenta come la filmografia di Jared Hess sia rimasta imprevedibile. Che si tratti di un racconto profondo su un autore in lotta per esprimere la sua anima, o di un adattamento di un videogioco a grande budget, non si sa mai cosa aspettarsi da lui. Il panorama cinematografico potrebbe beneficiare di maggiore imprevedibilità, e forse anche di altre scene in cui Sam Rockwell cavalca uno splendido cervo.
Gentlemen Broncos è disponibile in noleggio su Prime Video.






